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lunedì 11 Novembre 2019

Spie di Riad via Twitter, delitto e castigo, social, rischi e Trump

Due ex dipendenti di Twitter incriminati dal Dipartimento di giustizia americano con l’accusa di essere spie al servizio dell’Arabia Saudita. I due avevano il compito di raccogliere informazioni sugli account di alcuni dissidenti di Riad. Uno dei due, cittadino americano, è stato arrestato.
Trump presidente, 11mila tweet. Volfefe Index misura tweet di Trump in economia.

A colpi di Tweet

  • «Gli agenti sauditi hanno minato i sistemi interni di Twitter per ricercare informazioni personali su noti critici sauditi e migliaia di altri utenti di Twitter», ha affermato il procuratore degli Stati Uniti David L. Anderson».
  • Secondo il Washington Post i due di Twitter sarebbero stati pagati per lo spionaggio in contanti e con un orologio di valore. Uno dei due è stato arrestato. Gli altri due sospettati si sarebbero rifugiati in Arabia Saudita.

Account dissidenti e Khashoggi

Due dipendenti di Twitter assoldati dall’Arabia Saudita per raccogliere informazioni sugli account di dissidenti di Riad.. È la prima volta che le autorità americane accusano pubblicamente Riad, uno dei principali alleati nel Medio Oriente, di spionaggio. Secondo il Dipartimento di giustizia Usa avrebbero informazioni personali di oltre 6.000 account. Uno di questi profili apparteneva a Omar Abdulaziz, una delle persone più vicine a Jamal Khashoggi, il dissidente saudita e giornalista del Washington Post assassinato lo scorso anno da agenti sauditi a Istanbul. Delitto di Stato.

Saud, petrodollari e corruzione

Il governo saudita li avrebbe ricompensati con centinaia di migliaia di dollari. Le informazioni fornite riguardavano gli indirizzi email legati agli account e gli indirizzi Ip tramite i quali si può risalire al luogo in cui si trova un utente. Il caso solleva molte e gravi domande sugli sforzi dei sauditi per mettere a tacere i dissidenti –-forse il più retrivo regime tre le maggiori potenze al mondo-, ma anche sulla sicurezza delle società tecnologiche americane. Al momento società come Facebook e Twitter sono nel mirino per il loro presunto e potenziale ruolo di interferenza nelle elezioni politiche.

Social inaffidabili o complici?

Un portavoce di Twitter -in gravi difficoltà- «Riconosciamo che ci sono persone cattive che cercheranno di danneggiare il nostro servizio. Comprendiamo i rischi incredibili affrontati dai molti che utilizzano Twitter per condividere i loro punti di vista con il mondo e rendere responsabili coloro che sono al potere. La nostra azienda limita l’accesso alle informazioni sensibili dell’account a un gruppo limitato di dipendenti qualificati e controllati». Controllati male, almeno sino a ieri.

Trump, tutti i tweet del presidente

Il New York Times ha pubblicato uno studio sull’uso di Twitter da parte di Trump, segnala Marina Catucci sul Manifesto. Con oltre 11.000 tweet da quando è entrato in carica, Trump ha usato Twitter come mezzo per cambiare la politica, randello contro le critiche e sbocco per l’autoaffermazione. Ha inoltre regalato credibilità a teorici della cospirazione, nazionalisti bianchi e reazionari anti-islamici. «Deve twittare come noi dobbiamo mangiare» ha detto del tycoon Kellyanne Conway, consigliere della Casa Bianca.

Volfefe Index misura tweet Trump

La passione per Twitter di Donald Trump si traduce in un nuovo indice economico finanziario per stimare le ripercussioni dei cinguettii sui mercati. Di fronte alla vera e propria mania del presidente americano di comunicare con attraverso il social, Jp Morgan Chase ha deciso di costruire un nuovo indice, il Volfefe Index, il cui scopo è quello di misurare le ripercussioni che i cinguettii di Trump producono sui mercati finanziari e in particolare sulla volatilità di tassi e rendimenti dei titoli di stato.

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