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giovedì 5 Dicembre 2019

Trump scappa da NY, impeachment al via, ma c’è Assad che lo difende

L’America è ‘potenza coloniale ma Donald Trump è il ‘migliore fra i presidenti Usa’ perché per lo meno è ‘trasparente’, parola di Bashar al Assad da Damasco.
Donald Trump lascia New York per trasferire la sua residenza ufficiale (post Casa Bianca) a Palm Beach, in Florida. Il governatore di New York: ‘Che liberazione!’.
I democratici lanciano la sfida a Trump, via libera alla procedura d’impeachment.

Notizie stregate da dopo Halloween

  1. L’America è ‘potenza coloniale ma Donald Trump è il ‘migliore fra i presidenti Usa’ perché per lo meno è ‘trasparente’ (anche se cambia troppo spesso Tweet), parola di Bashar al Assad da Damasco.
  2. Donald Trump lascia New York per trasferire la sua residenza ufficiale (post Casa Bianca) a Palm Beach, in Florida. Il governatore di New York: ‘Che liberazione!’. Sindaco, ‘Non sbagliare uscita’.
  3. I democratici lanciano la sfida a Trump, via libera alla procedura d’impeachment. Lui, ’caccia alle streghe’ (Halloween)

Colonialista prepotente ma non lo nasconde

«L’America è una “potenza coloniale” ma Donald Trump è il “migliore” fra i presidenti Usa perché per lo meno è “trasparente”», riporta su La Stampa Giordano Stabile. Lo dichiara alla tv di Stato Bashar al-Assad a spiegare perché la Siria non farà la guerra all’America nonostante sia con i suoi soldati in casa loro senza essere stata invitata. «Ma non può sfidare l’America, perché “è una grande potenza” e quindi le truppe statunitensi non sono destinate a lasciare il Paese “presto”». La real politik insegna e l’amicizia di Putin ‘consiglia’. Il Raiss ha anche detto che i territori curdi torneranno “sotto il pieno controllo dello Stato” ma soltanto in una seconda fase, e per il momento il governo non chiederà ai guerriglieri delle Forze democratiche siriane di deporre le armi, anche perché sono impegnati assieme all’esercito governativo a contrastare ‘l’aggressione turca’. Assad si è detto anche pronto a incontrare Erdogan con la mediazione della Russia, ma solo «Per preservare l’interesse nazionale, perché un simile incontro non gli farebbe ‘onore’».  

Onore dubbio e dignità incerte

La decisione di Trump di mantenere un piccolo contingente di truppe americane a difesa dei pozzi di petrolio di Deir ez-Zour, secondo Assad, «mostra come l’America sia una potenza coloniale, anche se è stata costretta al ritiro dalla resistenza della Siria, come già in Iraq. In ogni caso la Siria non può competere con una grande potenza, e quindi il ritiro completo non arriverà “presto”. Trump “il miglior presidente americano per la sua completa trasparenza di voler occupare militarmente la Siria e sfruttare le sue risorse naturali». Detta in altro modo, Trump la sua prepotenze te le annuncia a colpi di tweet. Per quanto riguarda il controllo del Nord-Est, Damasco non chiederà ai curdi di deporre le armi subito: «Sono gruppi armati e non ci si può aspettare una decisione del genere in tempi stretti, ma lo scopo finale del governo resta il ritorno alla situazione precedente alla guerra, con il pieno controllo dello Stato su tutti i suoi territori». Il raiss, conclude Giordano Stabile,  ha poi fatto l’elogio della comunità armena, «l’ultima a unirsi alla Siria, dopo il genocidio del 1915-1923 (‘genocidio la definizione netta, per gradimento turco), ma che ha saputo integrarsi e nello stesso tempo mantenere “la sua diversità e ricchezza culturali e linguistiche che fanno più forti la Siria».

Trump via da New York democratica

Donald Trump toglie la sua residenza ufficiale a New York per trasferirsi a Palm Beach, in Florida. Il presidente Usa, nato nel Queens, ha deciso di trasferire la ‘residenza permanente’ –Casa Bianca di passaggio- dalla Grande Mela al suo resort di Mar-a-Lago. Lo stesso ha fatto la consorte Melania. Tra le altre residenze della coppia presidenziale figurano il 900 di Lamington Road, nel New Jersey, sede del Trump National Golf Club dove Trump affarista voleva ospitare il G20. Nei documenti, non viene spiegato il motivo del cambio di residenza dalla newyorchese Trump Tower alla Florida, anche se la stampa Usa ipotizza che tra le ragioni della scelta potrebbe esserci il regime fiscale più favorevole, rispetto a quello di New York. Trump la butta in politica contro la città che più gli è nemica, e incassa in cambio. Il governatore di New York, il democratico Andrew Cuomo, in un tweet: “bella liberazione” ed ”è tutto vostro”, rivolgendosi a cittadini della Florida. Anche il sindaco di New York, Bill de Blasio, altro democratico, ha invitato il presidente a non sbagliare “la via di uscita”.

Via alla procedura d’impeachment

La Camera dei deputati americana intanto, per la quarta volta nella sua storia, ha votato ieri a favore dell’inchiesta per l’impeachment del presidente. Lo ha fatto spaccandosi a metà e Trump ha subito liquidato il procedimento come una «caccia alle streghe». Ora l’indagine è formalmente autorizzata dal Congresso, e per la Casa Bianca sarà più difficile ostacolarla, mentre l’ex consigliere per la Sicurezza nazionale Bolton è già stato convocato a testimoniare. Il presidente è accusato di aver ricattato il collega ucraino Zelensky, chiedendogli di aprire un’inchiesta sugli affari del figlio di Joe Biden a Kiev, in cambio di forniture militari e buoni rapporti con gli Usa. Trump risponde che non ha fatto nulla di illegale nella telefonata del 25 luglio, in cui aveva domandato di combattere la corruzione, e non c’è stato do ut des. Gli interrogatori di funzionari dell’amministrazione, hanno confermato il sospetto che il presidente abbia chiesto un aiuto di natura politica a un leader straniero per favorirlo alle elezioni del 2020, e ciò sarebbe illegale anche senza uno scambio di favori.

Da Nixon a Clinton, l’impeachment

Una risoluzione fissa le regole dell’inchiesta. Il documento, scritto sulla falsariga di quelli adottati per l’impeachment di Nixon e Clinton, prevede che l’indagine sarà condotta dalla Commissione Intelligence, ma ora le audizioni e gli atti diventeranno pubblici, incluse possibili dirette televisive delle testimonianze. Se poi i risultati dell’inchiesta verranno trasferiti alla Commissione Giustizia per avviare l’incriminazione, gli avvocati del presidente avranno il diritto di interrogare i testimoni e difenderlo. La Costituzione non richiedeva questo passaggio, ma finora la Casa Bianca aveva usato l’assenza di un voto formale in Congresso come scusa per non collaborare all’indagine. Ieri ha confermato che continuerà ad ostacolarla, ma sul piano legale ora è più debole, quando la disputa finirà nei tribunali.

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