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martedì 19 20 Novembre19

Cile, l’Esercito decide il coprifuoco come ai tempi di Pinochet

L’Esercito proclama il coprifuoco totale, “Sospese le libertà”, la prima volta dai tempi di Pinochet. Tre morti nei disordini e danni per 200 milioni di dollari solo per le 80 stazioni della metro devastate e incendiate.

Proteste e disordini in Cile, ‘stato di emergenza’

La prima volta dai tempi della dittatura di Augusto Pinochet, ed è ferita e vergogna ancora fresche nella memoria dei più. Autoritarismi mai superati e disagi sociali profondi la miscela esplosiva. L’aumento del prezzo del biglietto dei trasporti pubblici che ha provocato tre giorni di guerriglia infernale, il presidente Sebastián Piñera costretto a rimangiarsi il provvedimento, ma l’Esercito ha intanto proclamato il coprifuoco in tutta Santiago del Cile. Antiche e mal nascoste tentazioni a mano armata. Il drastico provvedimento, decisamente ‘forte’ per non pensare al peggio, dopo la proclamazione dello stato di emergenza di venerdì sera il cui bilancio è di tre morti.

Guerriglia urbana contro il costo della vita altissimo

Decretato lo stato di emergenza e il coprifuoco totale, la prima volta dai tempi di Pinochet, ed è memoria tragica. La gente costretta a restare in casa e non potrà uscire dalle 9 di sera alle 7 del mattino. Le strade e le piazze della capitale sono già presidiate dai carri armati e dai blindati dei militari che controllano il rispetto della misura. Si tratta di un provvedimento eccezionale, ‘tipico dei paesi dell’America Latina’, annota Daniele Mastrogiacomo su Repubblica, ma in Cile pesa la memoria di una brutale dittatura e non rassicura che ad affidare ai militari la gestione dell’ordine pubblico sia stato il presidente Sebastián Piñera stesso, espressione peraltro di uno schieramenti di destra molto marcata.

Coprifuoco e carri armati in strada

Al centro della crisi politica il presidente, Sebastian Pinera, che soltanto pochi giorni fa aveva definito  il Cile “un’isola felice”. Grande acume politico! Ora lo stato di emergenza e il coprifuoco stanno entrando in vigore, via via, in altre parti del Paese. Blindati e truppe pesantemente armate schierati nel pomeriggio nella centrale piazza Italia di Santiago. Proteste di questa portata erano inimmaginabili fino a pochi giorni fa.  E il governo non è stato in grado di gestire questa vera sommossa, guidata dai giovani, ma sostenuta alla fine dalla maggioranza della popolazione. Costo delle vita esorbitante e prospettive economiche scarse. I danni ammontano a 200 milioni di dollari solo per le 80 stazioni della metro devastate e incendiate. Oltre ai tre morti e a centinaia di feriti, e più di 300 arresti.

Amnesty: “diritti umani in pericolo da quando Pinera è al governo”

Amnesty International lancia un allarme sulla situazione dei diritti umani in Cile, precipitata da quando il governo di destra di Sebastian Pinera è entrato in carica nel 2018. Una delle critiche più aspre riguarda il piano “Mettere in ordine la casa” sul fenomeno dei migranti. Il debito del Cile in aumento anche per la decisione di non firmare l’accordo per la protezione dell’ambiente, ostacoli  alla legge sull’aborto, e la criminalizzazione del popolo indigeno mapuche. In un suo rapporto, l’ong afferma che diverse misure “destano profonda preoccupazione perché minano l’uguaglianza, la dignità, la giustizia e le garanzie delle condizioni di vita di base”.

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