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martedì 19 20 Novembre19

America latina elezioni a raffica cambia continente: oggi Bolivia

America latina al voto, tre confronti elettorali importanti, Bolivia, Argentina e Uruguay per eleggere i nuovi presidenti. Una tornata elettorale che potrebbe cambiare la geografia politica dell’America Latina. Oggi Bolivia ‘ancora Evo Morales’?

Bolivia, Argentina e Uruguay

Non solo il Brasile di Bolsonaro ed altri dispotismi di varia natura attorno. America latina al voto, tre confronti elettorali importanti, Bolivia, Argentina e Uruguay per eleggere i nuovi presidenti, una tornata elettorale che, avverte Claudio Madricardo, analista America Latina e Spagna sull’Huffington Post, «potrebbe cambiare la geografia politica dell’America Latina». Oggi parliamo di Bolivia.

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Il presidente boliviano Evo Morales

Oggi Bolivia ed Evo Morales

Domenica vota la Bolivia, e chiudere una campagna elettorale in cui i colpi bassi non sono mancati, tra accuse di corruzione e mala gestione per gli incendi al presidente in carica, e la replica di Evo Morales sul pericolo di colpo di stato tramato contro di lui. Eppure, a favore del governo Morales, in carica dal 22 gennaio 2006, gioca positivamente lo sviluppo degli ultimi dieci anni che fa della Bolivia il Paese che cresce di più in America Latina. Risultato del suo modello socialista dove un’ampia maggioranza della popolazione ha triplicato il proprio reddito, un salto di qualità assoluto, ma assieme la povertà estrema che ancora, tra il 2014 e 2017, era ancora cresciuta.

Presidenti tentazioni a vita

Morales corre per la quarta volta nonostante il referendum che gli aveva negato la ricandidatura, permessa da una sentenza del Tribunale Costituzionale nel 2017. Per l’opposizione una frode e la nascita di un regime. Carlos Mesa, il suo più forte avversario, ha spiegato a Deutsche Welle che considera la sua candidatura illegale, ma partecipa «perché non ho intenzione di regalargli l’elezione come l’hanno regalata i venezuelani al chavismo». Ma nonostante tutto, «Evo gode ancora di un’immagine positiva, come da un rapporto del Centro Strategico Latinoamericano di Geopolitica che gli dà il 54% di popolarità. I sondaggi danno in testa Morales e il ‘Movimiento al Socialismo’, la sua creatura politica».

Trumpismo bolsonarista

Per Ipsos Bolivia, Evo avrebbe il 40% distanziando di 18 punti Carlos Mesa e un successo del ‘Movimiento’ al primo turno. Ma Claudio Madricardo segnala altro: «Da registrare il successo di Chi Hyun Chung, medico e pastore di origine coreana del partito Demócrata Cristiano, politicamente paragonato a Jair Bolsonaro per la sua omofobia e misoginia». Segue una spiegazione uitile: «Un chiaro segnale della diffusione anche in Bolivia, come già in altri Paesi del centro e sud America, delle sette religiose evangeliche, favorite dell’attuale amministrazione Trump. I sondaggi lo accreditano al quarto posto con il 5,8%». Sabato Evo gira la boa dei sessant’anni. Il giorno dopo il Paese potrebbe decidere di rieleggerlo fino al 2025, bicentenario dell’indipendenza, o decidere di fargli chiudere la sua infinita parabola politica.

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