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lunedì 11 Novembre 2019

Polonia a processo Ue sui giudici, domenica voto e giudizio popolare

In Polonia i giudici sotto controllo dell’esecutivo. La Commissione europea ha deciso di deferire la Polonia alla Corte di giustizia Ue per il nuovo regime disciplinare sui giudici che ne lederebbe l’autonomia. Domenica il Paese al voto.

Varsavia Bruxelles scontro aperto

La Polonia conservatrice e nazionalista di Jarosław Kaczyński avrebbe messo i giudici sotto controllo dell’esecutivo, ed è alla rottura aperta con l’Unione europea. E la Commissione, il governo (anche se uscente) questa volta -dopo tanti avvertimenti- ha deciso di deferire la Polonia alla Corte di giustizia sul nuovo regime disciplinare dei giudici, richiedendo una procedura accelerata. Il 3 aprile la Commissione aveva avviato la procedura di infrazione sostenendo che il nuovo regime disciplinare dei magistrati deciso dal blocco nazional conservatore al potere, minava l’indipendenza dei giudici e non assicurava le garanzie necessarie per proteggerli dal controllo politico, come richiesto dalla Corte di giustizia Ue e dalla stessa costituzione polacca.

Vigilia di sanzioni e di elezioni

Bruxelles litiga, ma in Polonia è peggio. Campagna elettorale alla vigilia del voto, dove tutti dicono il peggio possibile degli avversari. Domanda chiave: il partito di Diritto e Giustizia responsabile dello scontro cercato con l’Ue, vincerà come previsto dai sondaggi? Il risultato elettorale potrebbe essere sorprendente, scrive Stefano Grimaldi sull’Indro. Secondo i sondaggi il partito Diritto e Giustizia (PiS), già vincitore delle ultime elezioni, sarebbe in largo vantaggio, con il 47 per cento. Mentre il centrista Civic Coalition guidato da Donald Tusk, il presidente Ue uscente, avrebbe solo il 28 percento. Ma il super criticato e reazionario PiS di Jarosław Kaczyński, che spacca la Polonia tra le città e contado legato alla chiesa più conservatrice, potrebbe finire in minoranza se i tre partiti di opposizione (Civic Coalition, la lista di Sinistra di Lewica, e la coalizione polacca di centrodestra), coalizione Arlecchino per togliere dal potere un gruppo molto aggressivo.

I Kaczyński che da piccoli rubarono la luna

Replica politica indiretta a Bruxelles sulla indipendenza della magistratura: se il PiS vincesse con una maggioranza parlamentare in entrambi i rami del parlamento, potrebbe rendere più facile revocare letteralmente l’immunità dei giudici, come i più duri e puri propongono, in beffa a regole elementari di democrazia liberale. Ma il diritto di immunità è garantita anche dalla costituzione polacca e PiS avrebbe dovuto ottenere i due terzi di tutti i seggi della Camera bassa (Sejm) e la maggioranza nella Camera alta (Senato) per essere in grado di cambiarlo.

Gemelli Kaczyński Gianburrasca attori, prima di passare alla politica

Giudici e giornalisti sotto tutela

Mettere sotto ‘tutela’ i ‘poteri di controllo’. Giudici e anche i giornalisti, come già accade con un controllo ferreo dell’informazione radio-tv pubblica, e le proprietà della carta stampata quasi tutte nelle mani di ‘amici degli amici’. Il PiS ha già suggerito che i giornalisti devono essere regolati in modo simile agli avvocati, vago su cosa intenda per ‘regolamentare’, ma certo vorrà porre condizioni su chi può diventare giornalista. In attesa dei difficili risultati di domenica notte, per l’aggressivo gruppo dirigente che crede di poter sfidare l’Europa da Varsavia, l’avvio del procedimento giudiziario è un forte avvertimento. Con in più, la proposta della Commissione per il bilancio a lungo termine dell’UE, meno generoso con la Polonia, con 20 miliardi di €uro in meno.

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