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mercoledì 16 Ottobre 2019

Invasione turca nel nord della Siria a caccia di curdi traditi da Trump

Turchia pronta a invadere il nord della Siria. Sì di Trump. Alt di Bruxelles. Usa pronti a lasciare il campo, curdi (che hanno combattuto e vinto le formazioni Isis) in grave pericolo

 

La cronaca secca dell’Ansa

«La Casa Bianca ha dichiarato che la Turchia si appresta a invadere la Siria settentrionale, rinnovando timori per il destino dei combattenti curdi alleati con gli Stati Uniti nella guerra all’Isis».

Lo afferma la responsabile della comunicazione della Casa Bianca, Stephanie Grisham, dopo un colloquio telefonico tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e quello americano Donald Trump. Nella nota si precisa che le truppe statunitensi “non sosterranno né saranno coinvolte nell’operazione” e “non saranno più nelle immediate vicinanze”, cioè nel nord della Siria.

Nulla di chiaro sotto la politica di Trump

«Non è chiaro se ciò significhi che gli Stati Uniti potrebbero ritirare i loro circa 1.000 soldati dalla Siria settentrionale. Una ipotesi, quella del ritiro delle truppe americane, ventilata da Trump nello scorso dicembre ma accolta con sfavore da gran parte della comunità internazionale, secondo cui il ritiro comporterebbe l’abbandono dei curdi nelle mani dell’esercito turco».

L’Unione europea preoccupata

«Alla luce dell’annuncio della Turchia e degli Usa sulla situazione in Siria, l’Ue ribadisce la sua preoccupazione» ripetendo che «ogni soluzione a questo conflitto non può essere militare bensì deve passare attraverso una transizione politica, in conformità alla risoluzione Onu ed il comunicato di Ginevra nel 2014». Onu e Ue proprio non considerati dall’attuale Casa Bianca, con l’eccezione della Nato, ma solo quando conviene. Col portavoce della Commissione che ripete, almeno per la storia, «L’Ue ribadisce il sostegno all’unità, sovranità e integrità territoriale della Siria».

Onu teme il peggio ma Trump si sfila

Le Nazioni Unite si stanno “preparando al peggio” nel nord est della Siria, dichiara il coordinatore Onu per le operazioni umanitarie in Siria, Panos Moumtzis sottolineando di essere in contatto “con entrambe le parti sul campo”. Da Washington il tradimento con un tweet . «E’ il momento per noi di sfilarci da ridicole guerre senza fine. E’ il momento di riportare i nostri soldati a casa» twitta Trump, sapendo di lasciare gli eroici combattenti curdi vincenti contro Isis nelle mani dell’esercito di Erdogan, e di dare il via ad una nuova infinita guerra mediorientale.

Trump Ponzio Pilato, chi si fida è perduto

La guerra contro Assad sostenuta il prima fila dagli Strati Uniti e il macello jihadista del Califfato e dello Stato Islamico che diventano per Trump, «ridicole guerre senza fine, molte delle quali tribali». Poi l’annuncio del ‘programma politico’ estero della sua presidenza, per alleati di vecchia data e nuove affiliazioni sovraniste: «Combatteremo solo dove avremo benefici, e combatteremo solo per vincere. Turchia, Europa, Siria, Iran, Iraq, Russia e i curdi dovranno risolvere la situazione e capire cosa voglio fare con i soldati dell’Isis catturati».

Siria curda Vietnam turco

Si sa per certo che né Parigi né Londra, i principali partner di Washington in Europa, sono state nemmeno informate e meno ancora consultate. Il fatto che la Commissione europea non sia ancora nel pieno dei propri poteri non aiuta. Questo comportamento di Washington mette certamente ancora più in crisi l’alleanza tra l’Europa e gli Usa di Trump nella quasi totale assenza di visioni condivise. Infine, non dichiarati, i dubbi sempre tenuti nascosti sulle Forze armate turche. «Sarà davvero una passeggiata?», si chiede Difesa OnLine. «Oppure Washington ha dato il disco verde al Vietnam della Turchia?».

Ankara, subito e di corsa

Ankara: non un minuto di più. Lo afferma il capo comunicazione della presidenza. La Turchia “non può aspettare un minuto di più” per intervenire militarmente nel nord della Siria. “Siamo stati abbastanza pazienti nel rispettare i patti della coalizione, ma siamo giunti a un punto in cui è a rischio la sicurezza di civili turchi, arabi e curdi”. Queste le parole usate da uno dei più stretti consiglieri del presidente, Recep Tayyip Erdogan, nel confermare il via libera a un’operazione a est del fiume Eufrate mirata a eliminare le postazioni dei curdi siriani del Pyd-Ypg.

AVEVAMO DETTO

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