• 28 Febbraio 2020

Impeachment per Trump, indagine ufficiale ‘Ukrainagate’

Ukrainagate, la caduta alle porte di Mosca?

Dopo mesi di esitazioni, la presidente della Camera Nancy Pelosi ha annunciato l’apertura di un’indagine formale di impeachment per Donald Trump. «Oggi sto annunciando che la Camera dei rappresentanti sta andando avanti con un’indagine di impeachment ufficiale. Il presidente deve essere ritenuto responsabile. Nessuno è al di sopra della legge». Sfuggito per un pelo all’impeachment dopo l’investigazione sul Russiagate anche se ‘non discolpato’, ma questa volta si è alla procedura ufficiale d’inchiesta.

Se la camera vota per l’impeachment?

Donald Trump finisce sotto processo al Senato, che sarà guidato dal presidente della corte suprema Roberts, ma nel frattempo mantiene la sua poltrona nello studio ovale. Reati “impeachable”, cioè passibili di condanna sono molti. Probabilità di successo della procedura di impeachment contro Trump? Quasi certo l’avvio dell’impeachment alla camera, più difficile la procedura al Senato. Infine, per la condanna e rimozione del presidente, ci vuole una difficile maggioranza dei due terzi.

Trump reagisce attaccando

Trump replica: «Spazzatura». E rilancia in politica, bandiera sovranista stelle e strisce sventolata all’Assemblea Onu. «Il futuro non appartiene ai globalisti. Il futuro è dei patrioti». Un discorso inequivocabilmente sovranista rivolto alla platea globale che sembra mettere in discussione l’idea stessa di Nazioni Unite. America First e patriottismo come trincea anche personale, dopo essere stato costretto -torniamo all’inchiesta sul caso Ucraina-, ad ammettere molte cose.

Esibire ciò che non puoi negare

A dare la spinta finale per l’avvio delle procedura ufficiale di impeachment è stata l’ammissione costretta di Trump che, parlando con i giornalisti, ha confermato ciò che aveva sempre omesso, vale a dire la telefonata del 25 luglio scorso con il neo presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky; «L’ho chiamato per congratularmi per la sua vittoria elettorale – ha detto Trump – Abbiamo parlato anche di Joe Biden, perché non vogliamo che qualcuno di noi, come l’ex vice presidente Biden e suo figlio, alimentino la corruzione in Ucraina».

Guerra ucraina Trump Biden alla conquista della Casa Bianca

Donald Trump ammette di aver sollevato il caso di Joe Biden con il leader ucraino Volodymyr Zelensky. Lo scandalo sarebbe nella presunta promessa di Trump a Kiev di ulteriori aiuti e sostegno Usa in caso di indagini su Biden che, secondo quanto Trump rivendica da tempo, quando era vicepresidente favorì una società energetica ucraina nel cui board sedeva suo figlio. Vertici di contrapposta ma analoga moralità, sembrerebbe. Problema non detto, cosa ha realmente hanno fatto i Biden padre e figlio in Ucraina. Ce ne eravamo occupati persino noi di Remocontro (vedi in fondo).

Scandalo c’è ma forse non basta

Uno scandalo quasi confesso eppure l’America ancora non si ribella. È uno dei misteri della vita politica nell’epoca del populismo, sostiene Pierre Haski, France Inter. Eppure Trump ha ammesso di aver chiesto al nuovo presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj di indagare sugli affari in Ucraina del figlio di Joe Biden, ex vicepresidente dell’amministrazione Obama e soprattutto candidato alle primarie democratiche in vista delle presidenziali dell’anno prossimo.

Impunità esibita come forza

E chiedere l’aiuto di una potenza straniera per influenzare una campagna elettorale è un reato punito dalla legge degli Stati Uniti. «Eppure Trump sorprende tutti andando avanti come se niente fosse. In effetti il presidente è sopravvissuto ad altri scandali, sia durante la campagna elettorale del 2016 sia dopo il suo avvento alla Casa Bianca due anni e mezzo fa, dai pettegolezzi sessuali alla famosa faccenda russa, passando per un’infinità di comportamenti aberranti.

Tifoserie di clan e non di valori

Tifoserie in campo. «Come spiegare questo lato inossidabile di Trump?», si chiede Haski su Internazionale. «Seminando la discordia nell’opinione pubblica, il presidente degli Stati Uniti ha fatto in modo che i suoi sostenitori non credano più a nessuna parola proveniente dallo schieramento “nemico”. La logica è semplice: se il New York Times o la Cnn attaccano Trump, vorrà dire che lui dice la verità». E sul Washington Post, Eugène Dionne Jr parla di “mistero deprimente” davanti a un presidente che la passa liscia nonostante comportamenti che “mettono in pericolo la sicurezza nazionale”.

Basterà adesso ‘il metodo Trump’?

Dionne Jr descrive quello che lui definisce ‘metodo Trump’: «Mentire e chiudere la questione, consapevole del fatto che il Partito repubblicano non oserà mai sfidarlo». Andrà sempre così? È la domanda chiave. Questa fiducia cieca permetterà a Trump di evitare l’incriminazione e di farsi rieleggere? Pessimista Pierre Haski: «Per il momento non ci sono segnali che lascino pensare il contrario. Come se non bastasse, l’esempio dato dal presidente della prima potenza mondiale sta creando imitatori nel resto del mondo. A quanto pare, il populismo contiene il gene dell’impunità».

Come funzionerà l’impeachement

Avvio della procedura di impeachment contro il presidente Trump. Finora solo due presidenti prima di lui, Andrew Johnson (1865/69) e Bill Clinton. Nessuno fu rimosso e, salvo grosse sorprese nemmeno Trump lo sarà ma la procedura, una volta avviata, lo costringerà a subire una specie di processo durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2020. Da Israele, l’allarme di Haaretz: «L’esperienza israeliana di Netanyahu convalida la paura di Trump dell’impeachment di Pelosi». Inciampi paralleli.

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