Orban, giornalismo all’ungherese contro la ‘stampa di sinistra’ Ue

Stampa sovversiva

(ANSA) – «In Europa, se votassero solo i giornalisti, la sinistra vincerebbe 9 a uno. In Ungheria è diverso: i giornalisti non possono riportare il bla-bla europeo, non si possono dire cose ‘politically correct’, perché il giorno dopo la stampa cristiana li criticherebbe, direbbe che hanno detto fesserie”. Lo afferma il premier ungherese Viktor Orban, alla festa Atreju 2019, intervistato dal direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano. “Qualcuno dirà che ho fatto un discorso fascista, ma le cose stanno così”, aggiunge. (ANSA).

Orban alla festa della destra italiana

Atreju è un incontro giovanile che si svolge ogni anno dal 1998 nel mese di settembre in una zona di Roma. Nata come festa dell’organizzazione giovanile Azione Giovani, dal 2009 è stata la festa di Giovane Italia e dal 2013 è organizzato da Fratelli d’Italia.

Viktor sovranista autentico

Viktor Orban accolto dalle grida “Viktor, Viktor” e una standing ovation sulle note della canzone-simbolo della rivolta anti-sovietica del 1956, il primo ministro ungherese dal palco di Atreju, l’appuntamento annuale di Fratelli d’Italia a Roma, ne ha avuto per tutti: per il nuovo governo italiano, per la sinistra europea, per il finanziere George Soros, per “quelli di Bruxelles” e per i giornalisti.

Chi è il più a destra

Orban, che con il suo partito Fidesz rimane ancora membro del Ppe, il parito popolare europeo, memoria italiana di antica democristianità. Eppure fa il bullo e provoca a caccia di applausi: «Rispetto a me Giorgia Meloni è di centro, io sono più a destra di lei». Orgogliosamente rivendica il “modello Ungheria”, il capo del governo di Budapest, un modello “subito attaccato da Bruxelles, dalla sinistra europea e dalla sinistra americana attraverso la rete di George Soros”. E il fondamento di questo modello è proprio la sua «Costituzione cristiana» e lo stile di vita ad essa connessa. Una versione di cristianità poco vaticana.

Giornalisti venduti, quelli che non lo servono

«In Europa la maggior parte dei media sono di sinistra: se potessero votare solo i giornalisti, il 90% dei voti andrebbe solo a sinistra. In Ungheria è diverso, non possono parlare il bla-bla europeo, perché tutti capiscono che dicono fesserie». L’intervistatore, il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, non fiata e non dissente, identificandosi evidentemente nel giurnalismo all’ungherese che piace a Orban. «Qualcuno dirà che ho fatto un discorso fascista, ma le cose stanno così», insiste Orban.

Altra lettura dei fatti

‘Terrore, intimidazioni, brutali attacchi verbali e diffamatori’, racconta Iván Zolt Nagy. Giornali critici comprati da ‘non editori’ ma amici del regime e rapidamente riciclati o chiusi. Così è toccato al Népszabadság. Altri, come il vecchio illustre Magyar Nemzet sono stati prima chiusi poi riaperti «ma trasformati in parte della macchina di propaganda del potere. Tutti sulla stessa lunghezza d´onda come teorizzò e fece Goebbels nel Terzo Reich». Nuova strategia d’attacco contro quel poco di stampa di opposizione, il taglio alla pubblicità che serve a sopravvivere. La già citata dichiarazione pronunciata dal capogruppo parlamentare di Fidesz, è avvertimento esplicito anche se un po’ mafioso. «Ma HVG non molla, la protesta continua anche in piazza e l´illustre coraggiosa testata spera nella solidarietà di giovani e società civile magiari e dei liberi media europei e mondiali».

Dio e polvere da sparo

Migranti invasori per anacquare tradizioni e cultura europa, insiste il premier ungherese. Una trama, di cui è protagonista “la sinistra, che vuole lasciare alle spalle la tradizione cristiana, e per fare questo, il mezzo è Bruxelles”. «So che sarò accusato di fare delle teorie complottistiche, ma si vede chiaramente che la sinistra non fa altro che importare nuovi elettori. Finiranno col cedere la cittadinanza. Ma questi migranti sono quasi tutti islamici, e non appoggeranno mai una politica su base cristiana».

Gran finale, Orban, che per l’occasione indica qual è la sua massima preferita: «Fidati di Dio e tieni secca la polvere da sparo».

AVEVAMO DETTO

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