Climate Action Summit, il vertice della 74ma Assemblea Generale Onu per decidere come contrastare i cambiamenti climatici. 60 tra capi di Stato e di Governo. Assente l’ americano Trump che partecipa invece ad una riunione sulle libertà religiose. Forse a pregare per la sua sofferta rielezione.
Mosca ratifica l’accordo sul clima di Parigi. All’Onu 66 Paesi promettono “emissioni zero” entro il 2050. Il primo ministro russo Medvedev: «È importante che il nostro Paese partecipi a questo processo».
Se gli Usa si dissociano ancora una volta dagli sforzi internazionali per contenere l’emergenza climatica, una buona notizia arriva dalla Russia. Il primo ministro russo Dmitry Medvedev ha infatti dichiarato di aver firmato una risoluzione per la ratifica dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, riporta Interfax. «La minaccia dei cambiamenti climatici – ha detto Medvedev in una riunione con i vice primi ministri – potrebbe compromettere l’equilibrio ambientale, mettere a rischio lo sviluppo di successo di molti settori chiave, come l’agricoltura, e, soprattutto, la sicurezza della nostra gente che vive sul permafrost».
Sessantasei Paesi hanno espresso l’intenzione di raggiungere un’economia a zero emissioni di diossido di carbonio, entro il 2050. «Sessantasei governi, 10 regioni, 102 città, 93 aziende e 12 investitori si sono impegnati nel raggiungere le zero emissioni nette di Co2 entro il 2050», si legge in un comunicato del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.
«Scienziati autorevoli ci dicono che il divario tra ciò che dovremmo fare per far fronte alla crisi climatica e ciò che effettivamente facciamo continua ad ampliarsi», ha ricordato il segretario generale Guterres. «Dobbiamo invertire questa tendenza con un’azione climatica decisiva». Oggi Guterres ha rilanciato un rapporto degli esperti della World Meteorological Organization nel quale si denunciano i ritardi dei governi e delle organizzazioni internazionali. Secondo lo studio, il quinquennio tra il 2015 e il 2019 risulterà quello con le temperature medie più alte mai registrate. I dati supererebbero di 1,1 gradi quelli del periodo preindustriale, compreso tra il 1850 e il 1900, e di 0,2 gradi quelli del quinquennio 2011-2015.
«Stiamo affrontando rischi davvero drammatici non solo per il futuro ma per il presente del pianeta». E Guterres, in un’intervista a Repubblica, ribadisce che per capire basta guardarsi attorno, con una elegante ma impietosa botta di irresponsabile al presidente di casa assente. «Basta guardare il moltiplicarsi dei disastri naturali con conseguenze sempre più devastanti. La siccità in Africa, oltre ad affliggere la popolazione locale, costringendola a spostarsi, alimenta i conflitti e il terrorismo. Assistiamo allo scioglimento dei ghiacciai, allo sbiancamento dei coralli, le catene alimentari sono messe a rischio. Il mese di luglio è stato il più caldo della storia».
Il vertice di oggi segue giorni di manifestazioni e cortei con i quali milioni di studenti hanno chiesto interventi efficaci per contrastare i mutamenti climatici. Sabato, in un altro summit nella sede dell’Onu, 500 giovani, attivisti e imprenditori hanno ribadito l’appello. «Abbiamo mostrato che siamo uniti e i giovani uniti sono inarrestabili», ha detto durante l’incontro Greta Thunberg, la sedicenne svedese promotrice degli ‘scioperi per il clima’.
La Germania prima di New York sceglie di stanziare fondi per il clima. Berlino investirà almeno 100 miliardi di euro entro il 2030 «per la protezione del clima e la transizione energetica». Va detto che era stata proprio la Germania a bloccare un provvedimento Ue contro la centrali elettriche a carbone. A detta di Merkel, i tanti giovani che stanno affollando le strade per protestare «chiedono a ragione che noi facciamo cose in modo che anche loro abbiano buone chances nella vita». Da ricordare che Merkel è laureata in fisica, e ha lavorato per anni all’Accademia delle Scienze di Berlino prima di passare alla politica.