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mercoledì 16 Ottobre 2019

Israele si conta: Netanyahu rincorre ma di nuovo senza maggioranza

Israele di nuovo senza maggioranza: Netanyahu rincorre dopo che gli exit poll lo avevano dato dietro il partito centrista Blu-Bianco guidato da Benny Gantz. Lontani per tutti i 61 seggi di maggioranza necessari. Ago della bilancia di qualsiasi coalizione l’ultranazionalista laico Avigdor Lieberman, nemico di Netanyahu

Dagli exit poll alla conta resta il caos

Da Haaretz, aggiornamenti in diretta con il 92% dei voti conteggiati, il blocco di Netanyahu in vantaggio ma non riesce a garantire la maggioranza

Blu-Bianco a 32 seggi contro 31 del Likud

Al 90% dello spoglio dei voti, Blu-Bianco di Benny Gantz supera con 32 seggi il Likud di Benyamin Netanyhu che ne conquista 31. Lo ha fatto sapere la Commissione nazionale elettorale citata dai media. Nel computo di coalizione, quella di destra avrebbe 56 seggi, quella di centro sinistra 55. Ago della bilancia resta Avigdor Lieberman con 9 seggi. La Lista Araba Unita è il terzo partito con 13 seggi. Entrambe le coalizioni – si conferma – non hanno la maggioranza.

Alla luce degli exit poll Lieberman ha invocato la creazione di un governo di unità nazionale con Likud di Benjamin Netanyahu e Blu e Bianco di Benny Gantz.

«Abbiamo una sola opzione: un ampio governo di unità nazionale, liberale, che comprenda Yisrael Beiteinu, Likud e Blu e Bianco», ha affermato Lieberman parlando ai suoi sostenitori. I governi di unità nazionale sono una misura di emergenza e «sia dal punto di vista della sicurezza che di quello economico, questa lo è. Più di quanto possiamo immaginare». Scenari da emergenza nazionale con allarmi da guerra sia con Natanyahu che senza.

Unità nazionale e Netanyahu out

Un governo di Unità nazionale è lo scenario che il premier intende evitare, consapevole delle beghe giudiziarie che lo attendono al varco, con il procuratore generale Avichai Mandelblit intenzionato a incriminarlo per frode, abuso di fiducia e corruzione. Ma già il presidente, Reuven Rivlin, ha fatto sapere che inizierà il prima possibile il suo giro di consultazioni per individuare il leader politico con le maggiori chance di formare una coalizione di governo.

Stallo politico e l’ultra destra

Netanyahu certamente non ha ottenuto il risultato che voleva. A punirlo è stato il fallimento del partito di estrema destra Otzma Yehudit, che non avrebbe superato la soglia di sbarramento a poco più del 3%. Che sia stata una elezione da resa dei conti, lo si è capito dalla maggior affluenza alle urne. Netanyahu truffaldino come sempre nel giorno delle votazioni. Al punto che Facebook ha sospeso per alcune ore l’uso dei messaggi automatici sulla sua pagina per la diffusione di sondaggi in violazione della legge elettorale.

I partiti arabi vincono realmente

I leader di entrambi gli schieramenti al momento prudenti nelle dichiarazioni, vista anche la complessità politica che si profila.Chi invece esulta è proprio Ayman Odeh, alla guida della Lista Unita, unione dei quattro partiti arabi che stavolta si sono presentati insieme, conquistando dai 13 ai 15 seggi se, se confermati, lo farebbero il terzo partito politico alla Knesset. Il leader della minoranza araba ha fatto sapere di avere un “buon presentimento”, Netanyahu non riuscirà a mettere insieme un esecutivo.

Avigdor Lieberman

E adesso?

C’è una sola opzione: “un governo nazionale, liberale, allagato con Blu Bianco, Likud e Israel Beitenu”. Lo ha detto il laico nazionalista Avigdor Lieberman che, secondo gli exit poll, è l’ago della bilancia tra la destra e il centro sinistra.”C’è una situazione di emergenza nella sicurezza e nell’economia e questo richiede subito un governo allargato. Noi saremmo contenti di farne parte ma altrimenti – ha aggiunto – non c’è problema”. Lieberman si è quindi augurato che il presidente Rivlin convochi subito Netanyahu e Gantz: “non c’è tempo da perdere”.

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