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mercoledì 16 Ottobre 2019

‘Draghi Dracula’ letto alla tedesca, tra rigore e ottusità

Graf Draghila, Mario Draghi Conte Dracula, accusa ‘Bild’, dando fiato al populismo rigorista tedesco che cerca di scaricare la colpa della crisi che ora si affaccia anche sulla Germania, sulla schiena altrui. Colpevoli assieme l’Italia dell’enorme debito pubblico, e il governatore uscente della Bce, l’italiano Draghi per il nuovo ‘Quantitative Easing’, più liquidità alle banche per più investimenti. Tentativo di rimettere in moto l’economia dell’Eurozona fiaccata da crisi tedesca e Brexit, ma per Bildt è solo favoritismo italiano per far scendere il costo del debito degli Stati e i tassi d’interesse.

Graf Draghila e i conti tedeschi

«So saugt Graf Draghila unsere Konten leer». Parole e musica della “Bild”, quotidiano tedesco ultrapopolare. Ce l’hanno con Mario Draghi e con la sua gestione della Banca Centrale Europea, ritenuta fin troppo “allegra”. All’italiana, insomma. Così, traduciamo terra terra, gli sturmtruppen della finanza dicono che Draghi è stato come il Conte Dracula (Graf Draghila) finendo per succhiare i loro risparmi (unsere Konten leer, i nostri conti vuoti), con l’imbroglio dei tassi d’interesse e del “quantitative easing” (alleggerimento del debito), usato due giorni fa. Un’operazione ritenuta poco meno che truffaldina e molto di parte, perché ha finito per salvare (per ora) l’Italia. La quale ha potuto piazzare i suoi titoli di Stato, senza pagare il giusto pedaggio.

Draghi e i Nobel Stiglitz e Krugman

Ma, a dirla tutta, Supermario non è stato solo un bravo patriota, ha anche fatto quello che diversi Premi Nobel, come Stiglitz e Krugman, suggerivano per rilanciare l’economia europea dopo la mega-crisi. Cioè, non andare appresso alle solite sindromi ottusamente antinflazionistiche di Berlino, che durano, e gli psicanalisti lo sanno, dall’epoca di Weimar, quando si andava a comprare il pane con le valigie piene di svalutatissimi marchi (un chilo costava… 450 miliardi). Sì, direte voi, ma a noi tutto questo che ci cambia? Semplicemente tutto. Il nuovo governo di Conte “aspetta e spera, perché già l’ora s’avvicina”, si direbbe parafrasando il ritornello di quando tutti erano costretti a girare in divisa. Aspetta aiuti dall’Europa, mano a mano che si avvicina l’ora della manovra lacrime e sangue.

‘Rigoristi’ del Nord

Ma i chiari di luna non sembrano propizi. I tedeschi (nella BCE) si sono già messi di traverso, assieme al blocco dei Paesi “rigoristi” del Nord. L’ago della bilancia sembra il francese De Gajhau, che per ora ha abbozzato sui tassi d’interesse. Ma quando Draghi uscirà definitivamente di scena (a ottobre), siate pur certi che le riunioni della BCE saranno come la Notte dei lunghi coltelli. E Conte dovrà salire le scale dell’Eliseo, per elemosinare l’aiuto di Macron. Perché, dall’altro lato del Reno, i tedeschi ci vedono come il fumo agli occhi. Sì, lo sappiamo, la recessione “ante portam” impone politiche espansive. Questo vale per chi ha situazioni di debito pubblico accettabili. Ma non per noi.

No ‘deficit spending’

Il ‘deficit spending’ non si può fare, non ce lo possiamo permettere. Mentre la nuova governatrice BCE, Christine Lagarde, e la nuova Commissaria a capo della Commissione UE, Ursula von der Leyen, hanno un pedigree abbastanza monetarista, tutto il contrario di quello che vogliono farci credere a Palazzo Chigi. Finanziariamente parlando, con Salvini sarebbe stato pure peggio, tanto per farvi capire come gira. Il guaio è che, con i “giallo-rossi”, abbiamo messo assieme acido nitrico e una bella quantità di glicerina. Andate a vedere cosa succede quando si toccano….

CONTI VERI PER TEDESCHI DISTRATTI

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