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mercoledì 16 Ottobre 2019

Voto in Israele e il mondo si gioca la pace: Netanyahu e la peggior destra

Israele 5 giorni al voto, Netanyahu sdogana la destra razzista, corre da Putin per far presa sull’elettorato russofono e agita il pugno di ferro contro Gaza per corteggiare l’impresentabile ‘Potere ebraico’. I sondaggi offrono un quadro incerto. Israele spiava telefonate di Trump e Casa Bianca. Netanyahu: “Palese menzogna”

Netanyahu sdogana la destra razzista e corre da Putin

Netanyahu ‘orfano’ dei falchi Usa John Bolton e Jason Greenblatt, ‘dimissionati’ da Donald Trump, e reso inquieto per il possibile incontro tra il presidente Usa e il suo omologo iraniano Hassan Rouhani, a 5 giorni dalle elezioni rincorre anche l’ultimo voto dell’elettorato interno russofono, andando alla corte di Putin a cercare qualsiasi possibile compromesso futuro, annota Umberto De Giovannangeli sull’Huffington Post. Bibi Netanyau corre in Russia, ma il suo vero fronte di rielezione e di salvezza, anche dalla galera, resta quello americano dove alcune cose stanno ‘pericolosamente cambiando per lui’, denuncia l’israeliano Haaretz.

Netanyahu Trump amore costretto

«Netanyahu, che ha puntato la sua reputazione e la sua campagna elettorale sulla sua alleanza con Trump, ha un disperato bisogno che la facciata rimanga intatta, almeno fino alla chiusura dei seggi alle 10 di martedì sera. Ma è stata una lotta in salita, dato che la scorsa settimana Netanyahu è stata investito da un flusso costante di cattive notizie dalla Casa Bianca -scrive Chemi Shalev-. Lunedì Trump ha corteggiato il presidente iraniano Hassan Rohani; martedì ha incendiato John Bolton; mercoledì è emerso che il presidente stava soppesando un allentamento delle sanzioni e aprendo le linee di credito per il regime di Teheran. E la settimana non è nemmeno finita».

Spiare gli Usa in casa

Netanyahu che esiste e che resiste ‘nella sua fortezza Donald Trump’, è la considerazione dell’editorialista di Haaretz. ‘Diga Trump, prime falle minacciose’, oltre Bolton cacciato e Rouani avvicinato. Ma c’è di peggio. «’Politico’ svela un rapporto secondo il quale Israele aveva collocato i cosiddetti ricettori “StingRay” vicino alla Casa Bianca per spiare Trump e i suoi consiglieri». Ovviamente Netanyahu ha negato con veemenza, ma chi si fida delle sue verità, o è matto o non può rimanere a lungo alla Casa Bianca. Conclusione di Chemi Shalev, «L’ennesimo segno che la bella amicizia di Netanyahu con Trump sta mostrando crescenti segni di tensione».

Le apparecchiature scoperte simulano i ripetitori e ingannano i cellulari che forniscono contenuti di telefonate e dati. Fbi ed altre agenzie sono convinti che siano stati 007 israeliani a piazzarle. Il presidente: “Non ci credo”.

Israele inesorabilmente a destra

Secondo un sondaggio della tv pubblica Kan, ‘Blue and White’, il partito di Benny Gantz e Yair Lapid (un nostro centro destra moderatamente moderato), sarebbe in lieve vantaggio contro il Likud di Netanyahu. A separarli solo un seggio. Insegue la nuova formazione di destra Yamina a 9, il partito di destra russofono dell’ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman, a 8. Sette i seggi previsti per i partiti ultra-ortodossi Shas e United Torah Judaism. Destra dominante anche se frazionata. Il ‘Campo Democratico’ dell’ex premier Ehud Barak si fermerebbe a 6. L’unione dei Laburisti con Gesher non va oltre 5. La lista unitaria dei partiti arabi con 10 seggi, e di fatto Netanyahu con la possibilità di rimanere a galla.

Da Putin se il troppo non stroppia

Dopo la provocazione dirompente sull’annessione post-elettorale della Valle del Giordano, il premier uscente insiste e rilancia: «Sembra che non ci sia altra scelta che quella di imbarcarsi in una campagna su larga scala a Gaza», e lo dichiara mentre sta per salire sull’aereo diretto in Russia. Messaggio a Putin prima delle strette di mano di rito, ma anche sul fronte russo-siariano il Bibi Netanyahu dei recenti bombardamenti contemporanei su Siria, Libano e Iraq, ha qualche problema da chiarire. Come rassicurare un ‘vicino di casa’ non ostile ma ‘diversamente schierato con Siria e Iran), rispetto a posizioni politico militari sempre più estreme. «E non c’è niente di più estremo, a destra, in Israele di Otzma Yehudit guidato da un gruppo di ex seguaci del rabbino ultrarazzista Meir Kahane», ci ricorda De Giovannangeli.

Oltre la destra ebraica e razzista

L’impresentabile ‘Potere ebraico’ di Otzma Yehudit che viene sdoganato perché i 4 seggi che gli ultimi sondaggi gli assegnano potrebbero essere decisivi per i 61 voti necessari a un ennesimo governo Netanyahu. Perché ‘Potere ebraico’ è definito ‘tossico”? Ancora Haaretz, Noa Landau. «Il partito ultra-nazionalista e anti-arabo si oppone a qualsiasi forma di Stato palestinese e qualsiasi relazione o negoziazione, chiede l’annessione totale della Cisgiordania, la sovranità israeliana sul Monte del Tempio, invoca la deportazione dei non ebrei, e sostiene che Israele dovrebbe impiegare “ogni mezzo legale per ‘aiutare’ il nemico a lasciare la nostra terra”».

Ebraismo, democrazia occidentale e Netanyahu

«L’ebraismo e la democrazia occidentale sono incompatibili», sentenziava il rabbino Yossef Dayan, nel 1995 contro Yitzhak Rabin, pochi mesi prima che il premier fosse assassinato dallo zelota Ygal Amir. Lo sdoganamento del partito “kahanista” da parte del premier più longevo nella storia dello Stato ebraico attualizza e drammatizza una lunga e mai risolta tentazione razzista che cova all’interno del mondo ebraico. La conclusione finale di Chemi Shalev: «Una coalizione di destra dipendente da Otzma farebbe sembrare l’attuale coalizione una lega di sinistra liberale. Sarebbe inorridire metà di Israele e respingere qualsiasi cosa rimanga del suo sostegno nei paesi e nei circoli democratici liberali».

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