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domenica 22 Settembre 2019

Nucleare, dalla Russia a Fukushima, il fantasma radioattivo in Europa

Il recente incidente nucleare ad Archangelsk, in Russia, e poi la proposta folle del Giappone di liberare in mare l’acqua radioattiva della centrale di Fukushima. Problemi nucleari anche in Francia, e questo ci tocca molto più da vicino. «Diversi reattori atomici francesi potrebbero avere difetti»

Nessuna nube radioattiva sull’Europa

Il recente incidente nucleare ad Archangelsk, in Russia, nord Europa, e l’incubo di una Chernobyl 2, e di ieri la proposta folle del Giappone di liberare in mare l’acqua radioattiva della centrale di Fukushima. Ma nessuna nube radioattiva minaccia l’Europa. Lo garantiscono i dispositivi che ‘ascoltano’ l’aria secondo le regole dell’Aiea, l’agenzia internazionale dell’energia atomica, spiega Jacopo Giliberto sul Sole 24 ore. «Assieme ai circa 1.200 rilevatori della rete dei pompieri (eredità dalla guerra fredda) oppure e ai dispositivi dell’Isin, ‘Ispettorato sulla sicurezza nucleare’ (di cui pochi conoscono l’esistenza), che è l’autorità italiana di controllo, con 60 punti di prima rilevazione e i 4 “nasi” che fiutano i venti che soffiano verso l’Italia; e poi ci sono le rilevazioni delle Arpa regionali, e i laboratori Resorad che analizzano le polveri nell’aria, e i controlli di enti e aziende specializzate nel settore, come l’Enea, la Sogin o gli Istituti zooprofilattici».

Il recente incidente nucleare ad Archangelsk, in Russia, e poi la proposta folle del Giappone di liberare in mare l'acqua radioattiva della centrale di Fukushima. Problemi nucleari anche in Francia, e questo ci tocca molto più da vicino. «Diversi reattori atomici francesi potrebbero avere difetti»,

Niente Cesio137 e Iodio131

Il fantasma del cesio137 e dello iodio131 che si aggirano sull’Europa è una bufala via web, e la sintesi rassicurante della notizia. Ma tant’è, la paura fa 90 ed è possibile che debbano essere fermate alcune centrali francesi (da cui l’Italia prende molta della energia elettrica che ci è necessaria) per controllare la qualità di alcune saldature e di altre apparecchiature di alcune delle molte centrali nucleari ‘molto datate’. Pressione dell’opinione pubblica da paura immotivata? Il quotidiano di confindustria offre una lettura molto rassicurante sul sistema dei controlli esistente. Oltre a quelli già citati sopra. Ad esempio i 4 rilevatori collocati nei luoghi di ingresso dei venti che possono portare con sé ‘radionuclidi’ dai Paesi vicini nei quali sono presenti centrali atomiche. Esempio, la bora che soffia da Russia, Croazia o Ucraina oppure il maestrale che dalla Francia si fa sentire in Sardegna o in Piemonte.

Caccia nucleare dalla guerra fredda

«Le reti di rilevazione in tutta Europa -sempre Sole24- misurano soprattutto gli elementi nucleari più abbondanti, i traccianti più grezzi e di risposta immediata, cioè lo iodio131 e il cesio137. Si rilevano con facilità anche i composti radioattivi usati nella medicina nucleare, come il cobalto». Bene, il ‘nucleare più cattivo’ lo scopriamo subito, ma quello più subdolo e nascosto? Nell’ottobre 2017, ci raccontano, «fu rilevata sull’Europa una presenza leggerissima di rutenio106, un elemento rarissimo che non trova applicazioni consuete». Allora fu un’azienda del polo atomico russo di Maiak, negli Urali. «L’impatto sulla salute fu irrilevante», leggiamo, e uno spera di far bene a crederci. Poi l’8 agosto l’incidente che ha distrutto un missile russo nella zona di Archangelsk. Dispersione di materiale radioattivi ma non reazione nucleare, ci dicono, con ‘un leggero aumento di cesio e iodio’ alle stazioni di controllo in Norvegia e Finlandia.

L’acqua contaminata di Fukushima

Tra legittimi timori e qualche sospetto sul fronte europeo (anche le centrali nucleari francesi a tre passi da casa nostra e le scorie nostre mai stoccate in sicurezza) lo sdegno certo nei confronti del Giappone. Sit-in di fronte all’ambasciata giapponese a Roma contro la decisione di disperdere nel Pacifico le acque usate per raffreddare il reattore nucleare di Fukushima. Alternativa? Pomparla nel sottosuolo, o vaporizzarla nell’atmosfera, e non sai bene quale sia il peggio. Problemi nucleari anche in Francia, e questo ci tocca molto più da vicino. «Diversi reattori atomici francesi potrebbero avere difetti», scrive il Sole24. Nessuno dei 58 reattori nucleari disseminati in Francia è al momento stato fermato ma la notizia ha fatto crollare il titolo in Borsa e ha anche spinto al rialzo i prezzi europei dell’elettricità e del gas.

AVEVAMO DETTO

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