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martedì 19 20 Novembre19

Netanyahu ruba voti all’ultra destra: «Annetterò la Valle del Giordano»

Netanyahu a rischio rielezione (e persino di galera) promettere di annettere la Valle del Giordano a rubare voti all’ultra destra religiosa vantando il sostegno di Trump. L’Arabia Saudita chiede un vertice di emergenza dell’Organizzazione per la cooperazione islamica. L’Onu: “Sarebbe devastante per la pace”.

Ultima provocazione per l’ultimo voto

Benjamin Netanyahu ha paura di perdere elezioni, potere e forse persino la libertà (processo per corruzione), e oltre le guerre che sta facendo, altre e peggiori ne promette, a caccia dell’ultimo voto forcaiolo da quai alle elezioni di martedì prossimo. Altra miccia nella polveriera mediorientale -denunciano in molti-, promettendo agli elettori che ‘Israele si annetterà la Valle del Giordano’. Provocazione grave che se diventasse realtà, cancellerebbe di fatto e definitivamente la nascita di uno Stato palestinese. La Valle del Giordano, un terzo della Cisgiordania, oltre a quel 60% di territori in cui dove si sono insediati i coloni israeliani. Escludendo dalle prossime conquiste israeliane Gerico, enclave troppo araba.

Benjamin Netanyahu annuncia il suo piano per annettere la Valle del Giordano

Annessioni di territori ma non di arabi

Un po’ di collaudato razzismo: «Nemmeno un singolo palestinese sarà annesso». Il secondo passo, ha continuato Netanyahu, sarà l’annessione degli insediamenti ebraici in Cisgiordania che avverrà «con il pieno coordinamento degli Usa e dopo la diffusione del Piano di pace da parte di Trump». Amici e nemici scoperti al mondo. Troppo persino per l’Arabia Saudita, alleata utile anti Iran che denuncia la ‘pericolosa escalatuion’. La Turchia parla di ‘apartheid’, modello sudafricano antica maniera. “La regione precipiterà nella violenza”, avverte il ministro degli Esteri giordano, Aymane Safadi. «Illegalità internazionale assoluta -avverte il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres- devastante per un eventuale rilancio dei negoziati e la soluzione dei due-Stati».

‘Peace now’, con Netanyahu pace mai

Michele Giorgio, Nena News, arricchisce lo scanario. «La delirante annessione postelettorale annunciata da Netanyahu, denuncia Peace Now è ulteriore prova del cinismo illimitato di un primo ministro seppellito dai casi di corruzione. L’annessione ci avvicinerà a uno Stato di Apartheid». Per Ayman Odeh, che guida la Lista unita araba, il progetto di Netanyahu porterà a «una minoranza di ebrei che controllerà una maggioranza di palestinesi senza diritti». Già alle elezioni dello scorso 9 aprile Netanyahu aveva promesso di annettere gli insediamenti della Cisgiordania nel caso di vittoria. «Stavolta ha aggiunto che la mossa avverrà in coordinamento con Donald Trump», ed è rivelazione a suo comodo dell’Accordo del Secolo, il presunto piano di pace della Casa Bianca per israeliani e palestinesi e per il Medio oriente, che sarà reso pubblico dopo il voto del 17 settembre».

Piano di guerra anche senza Bolton

Il presunto «Accordo del secolo» Usa prevederà dunque il riconoscimento di Trump all’annessione della Cisgiordania? Il presidente americano ha già riconosciuto alla fine del 2017 Gerusalemme come capitale di Israele e qualche mese fa il Golan siriano parte dello Stato ebraico. Venti di guerra dal mondo arabo attorno, mentre festeggiano i leader del movimento dei coloni. Preoccupata, per fortuna della democrazia israeliana, la reazione dell’opposizione. Benny Gantz, leader della lista di centrodestra Blu e Bianco, ha descritto il premier come un “trasformista”. Irritazione persino nella ultradestra religiosa per ‘furto’ di proposta forcaiola e scavalcamento a destra. Pochi voti di differenza a vantaggio dell’opposizione che il primo ministro uscente e a rischio di non ritorno certa di prendere dalla destra estrema.

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