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domenica 22 Settembre 2019

Russia al voto tra proteste e arresti, in gioco Mosca e San Pietroburgo

Russia. Urne aperte per le amministrative, importante passaggio per il partito di Putin dopo un’estate di proteste e repressioni contro le decisioni impopolari del governo su età pensionabile e aumento dell’Iva. Consultazioni locali, ma ben 5 mila in tutta la Federazione.

Chi governerà Mosca e San Pietroburgo

Consultazioni locali, ma riguardano ben 5 mila amministrazioni in tutta la Federazione. Si eleggono 16 governatori e i deputati di 13 regioni, tra cui la Crimea. Ma tutti gli occhi sono puntati su Mosca dove verranno rinnovati i 45 seggi della Duma, il Parlamento locale: circa 200 i candidati, solo uno dell’opposizione. Non avendo il sostegno di un partito, i candidati indipendenti avevano dovuto raccogliere fino a 5mila firme per essere ammessi alla corsa. Ma la Commissione elettorale ha invalidato la maggior parte delle firme e ha respinto le loro candidature. Da allora l’opposizione è scesa in piazza per otto weekend consecutivi in cortei quasi sempre non autorizzati. L’opposizione promuove la strategia del “Voto intelligente” per boicottare il partito al potere, Russia Unita.

Festa di Mosca, 872 anni dalla fondazione

Palloncini colorati dopo gli arresti assicurati. Tutti gli oppositori più noti sono finiti in carcere: da Aleksej Navalnyj, a capo della Fondazione anti-corruzione, all’ex deputato indipendente Dmitrij Gudkov, rilasciato solo ieri dopo aver scontato sette condanne consecutive. Ljubov Sobol è stata più volte fermata, ma poi rilasciata perché madre di una bimba piccola. Aleksej Navalnyj, Ljubov Sobol e i loro collaboratori hanno lanciato la piattaforma per il “Voto intelligente” che, in base alla propria circoscrizione, suggerisce il politico da votare per bocciare il candidato del partito di Putin, Russia Unita. A rischio il governatorato di San Pietroburgo dove secondo alcuni sondaggi l’esponente ‘putiniano’, potrebbe non farcela a essere eletto.

Più partecipazione, più rischi per il potere

Tornata amministrativa di particolare significato politico. La misura della reazione popolare agli impopolari aumenti dell’età pensionabile e dell’Iva russa di due punti percentuali. Ma sopratutto, verifica dell’impatto elettorale dei movimenti giovanili di Mosca e della loro protesta degli ultimi mesi contro la non ammissione di 57 candidati alla corsa per la Duma cittadina. «Un movimento che ha saputo resistere a una repressione selettiva, ma non per questo meno dura, fatta di arresti, perquisizioni, fermi reiterati e multe per molti milioni di rubli. E che ha saputo allargare lo spettro della sua iniziativa alle tematiche della repressione, delle libertà civili e a quelle femministe e ambientaliste», scrive da Mosca Yurii Colombo sul Manifesto.

Se non a favore neppure voto contro

Una perdita di consensi di Russia Unita non significa però necessariamente un rafforzamento delle opposizioni, sottolinea il Post, che ci ricorda come le quattro elezioni per i governatori regionali perse dal partito di Putin lo scorso anno, sono state però vinte dal Partito Comunista e dal Partito Liberal-democratico, due forze politiche che vengono chiamate “sistemiche”, che hanno cioè una rappresentanza parlamentare e che sono opposizioni decisamente ‘tenere’. Molto spesso, soprattutto sulle questioni più importanti, votano in linea con il partito di Putin. La distinzione tra opposizioni vere, come quella di Navalny, e opposizioni ‘per modo di dire’, come i comunisti e i liberal-democratici, «è importante per capire il motivo per cui in passato Putin ha fatto alcune aperture ai suoi avversari, cercando di dirottare i voti degli scontenti verso partiti tutto sommato compiacenti».

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