• 28 Febbraio 2020

‘Get ready for Brexit’, preparatevi, ma è caos con elezioni come arma

«Get ready for Brexit» e poi speriamo in God

Primo settembre, Il giorno dopo le manifestazioni in tutto il Paese contro Boris Johnson, come da programma è la campagna, per informare cittadini e turisti su cosa succederà dopo il 31 ottobre, data fissata per l’uscita dalla Gran Bretagna dall’Unione Europea. Dettaglio da ‘Sole24ore’, costo di più di 100 milioni di sterline. Un assaggio dei conti che verranno. Lo slogan è «Get Ready for Brexit» (siate pronti alla Brexit). Assaggi dei guai prevedibili, per il resto ‘God save tre Queen’, e anche il Regno sempre meno unito.

Assaggio dei guai più piccoli

Viaggiatori allertati sulla possibilità di ritardi alla frontiera britannica dopo il 31 ottobre, passaporti per se e per i cari animali domestici, e attenti ai telefoni per la probabile cessazione del roaming a tariffa nazionale riservato ai Paesi aderenti all’Unione Europea. Secondo alcune ricerche di mercato il 50% della popolazione inglese ritiene probabile un’uscita per quella data, il 42% delle piccole e medie aziende non si sente preparato a questa eventualità e solo il 31% ha cercato informazioni sul tema.

Investitori in fuga

Secondo il Financial Times con la prospettiva di una Brexit no-deal gli investitori internazionali hanno ritirato 4 miliardi di dollari dai fondi azionari britannici da quando Theresa May si è dimessa, portando a 29,7 miliardi di dollari il bilancio in passivo dal referendum dal 2016.

Brexit senza accordo e BoJo a rischio

Mozione laburista contro il no deal e Johnson pensa a convocare subito elezioni anticipate. Preparato alla Brexit che nessuno sa se e come sarà, ma preparati anche a votare per un nuovo Parlamento e probabile nuovo leader. All’indomani delle manifestazioni in tutto il Regno Unito contro la sospensione dei Comuni, i laburisti presenteranno martedì di un disegno di legge che blocchi una Brexit senza accordo. “Nessun governo è al di sopra della legge”, dichiara il Labour che chiede un prolungamento della trattativa con Bruxelles, che al momento scade il 31 ottobre, fra appena 60 giorni.

Colpi bassi poco inglesi

Slealtà, trucchi e prepotenze. Lo spregiudicato BoJo potrebbe aggirare il blocco del ‘no deal’ convocando subito elezioni anticipate. Agenzia ANSA.it, ore 10:23 – «Boris Johnson è pronto a far espellere dal gruppo parlamentare Tory tutti i deputati ribelli che in settimana dovessero unirsi a Labour e altre forze d’opposizione nel tentativo d’approvare una legge che provi a imporre al governo il rinvio della Brexit oltre il 31 ottobre e a evitare l’ipotesi di un no deal». […] «Secondo la Bbc dimostra come Johnson – in caso di sconfitta – sia deciso a convocare subito nuove elezioni anticipate, lasciando fuori tutti i conservatori moderati dissidenti apertamente contrari alla sua linea in favore di un’uscita dall’Ue costi quel che costi».

Ue sul fronte dell’Irlanda

Nodo centrale del contrasto Ue UK, mantenere aperto il confine fra Irlanda del Nord britannica e repubblica d’Irlanda. Il capo-negoziatore europeo Michel Barnier, in un articolo sul Sunday Telegraph, ripete che il ‘backstop finoira concordato potrà essere eventualmente rivisto nei due anni di transizione previsti se e quando sarà approvato l’accordo. Ma con il “no deal” non ci sarà nessuna transizione e lo stesso capo-negoziatore europeo sembra convinto che sarà questo l’esito della Brexit, a meno che nei prossimi giorni il parlamento non vinca il braccio di ferro con Downing Street.

«Così il Regno si divide»

Secondo il celebre storico britannico William Dalrymple con la chiusura del Parlamento, Boris Johnson ha imitato diversi sovrani inglesi del passato. Da Giacomo II d’Inghilterra a, soprattutto, Carlo I. Che per imporre leggi e balzelli fiscali, sospese il Parlamento e “esplose la guerra civile inglese”, scrive Antonello Guerrera. «Ciò che ha fatto Boris è profondamente antidemocratico. Spero che faccia la fine di Giacomo II, cacciato in esilio, e non di Carlo I…». https://www.remocontro.it/2019/08/31/re-carlo-i-chiuse-il-parlamento-e-lo-decapitarono-storia-e-teste-a-rischio/

AVEVAMO DETTO

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