• 28 Febbraio 2020

Ucraina, neo premier e ricatto Usa, meno soldi e solo se anti Cina

Nuova generazione dirigente

Il giurista 35enne Oleksiy Goncharuk è il nuovo premier dell’Ucraina. Lo ha votato il Parlamento, la ‘Verkhovna Rada’, riunito per la prima volta dopo le elezioni dello scorso luglio. Goncharuk era entrato nell’amministrazione Zelenskij solo alla fine di maggio. In precedenza era a capo di una società di consulenza finanziata dall’Unione europea per promuovere le piccole e medie imprese. Goncharuk, ex avvocato, ha promesso davanti ai parlamentari di “porre fine” alla corruzione. La promessa di molti, la sfida assoluta per la presidenza Zelenskij assieme alla fine della guerra interna nel Donbass.

Oleksij Goncharuk, neo premier ucraino

Di corsa prima del tracollo

«Finora non siamo stati in grado di cambiare l’attitudine a rubare delle persone arrivate al potere. Dobbiamo porre fine a questo e lo faremo. Il mio governo non ruberà». Promesse attorno a dati da paura. ‘Ristrutturazione’ di un debito internazionale da paura, ma occorre che ‘il Paese torni affidabile’ e riesca ad invertire il processo di contrazione dell’economia nazionale, che dura da anni. «Abbiamo oltre 10 milioni di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà. Abbiamo una guerra nell’Est. E oltre a tutto ciò abbiamo la corruzione». Sfida all’impossibile, ma con in tasca qualche risultato da tenere al momento ancora nascosto.

Kiev Mosca scambio di prigionieri

Scambio segreto di prigionieri col regista ucraino Oleg Sentsov, trasferito segretamente alla prigione Butyrskaya di Mosca, pronto forse al ritorno in patria. Sentsov, nel 2015, era stato condannato a 20 anni di carcere da un tribunale militare di Rostov sul Don, Sud della Russia, accusato di aver progettato attentati terroristici, in Crimea, la penisola ucraina annessa da Mosca. Contemporaneamente un tribunale ucraino ha ordinato il rilascio su cauzione del capo della sede ucraina dell’agenzia di stampa russa Ria Novosti, Kirill Vyshinsky, accusato di “alto tradimento”. Il Cremlino ha definito la mossa di Kiev ‘un passo importante’.

Kiev tratta con Mosca e Trump ritira il dollaro

Dagli Usa, ‘Trump ha dato istruzioni al proprio staff di rivedere il programma di assistenza militare americano in Ucraina per potersi assicurare nuovi fondi da investire in patria’. Altra giravolta trumpiana, visto che nel giugno scorso il Pentagono aveva approvato un nuovo finanziamento da 250 milioni per migliorare le capacità belliche dell’esercito ucraino. Spiccioli previsti nella bozza di bilancio militare da 733 miliardi di dollari approvato dal Congresso per l’anno fiscale 2020, ritenuti però insufficienti dalla Casa Bianca che ne voleva 750. Spending review militare affidata anche a John Bolton che di guerre se ne intende.

John ‘Stranamore’ Bolton a Kiev contro la Cina

Primo nuovo nemico, decide Trump, è la Cina. E John ‘Stranamore’ Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa bianca, in visita a Kiev per annunciare tagli agli aiuti militari, accusa la Cina di aver rubato agli USA i progetti per la realizzazione del suo nuovo caccia di quinta generazione. Perché? Per cercare di impedire la vendita del gigante ucraino nella produzione di motori per velivoli civili e militari Motor Sich alla società d’investimento cinese Skyrizon. Fino al 2014 la Motor Sich lavorava prevalentemente sul mercato russo e ora affoga. Messaggio Usa, vendere a tutti ma non alla Cina.

Cina, sfida tecnologica e militare

Secondo il giornale ucraino Strana Bolton (e la cronaca di Yurii Colombo sul Manifesto), Bolton avrebbe chiesto la nazionalizzazione dell’impresa. «Un gioco a carte truccate in cui la Difesa Usa vuole congelare l’assetto proprietario di Motor Tech, ma senza rilevarla». La sfida tecnologica e quella militare oltre lo scontro con la Cina sui dazi. La vendita di Motor Sich per il governo americano «metterebbe a repentaglio la sicurezza e la sovranità» del paese slavo perché inevitabilmente l’azienda cinese una volta messe le mani sulla fabbrica non solo accrescerebbe il suo potenziale bellico ma tornerebbe a vendere anche alla Difesa russa.

Amici interessati attorno a Kiev

Ma la Cina è diventata quest’anno il primo importatore mondiale di mais ucraino e ha capitali freschi per aiutare a risollevare la disastrata economia del paese. Mentre con l’amministrazione americana i motivi di frizione nei suoi primi 100 giorni di presidenza non sono mancati. Trump forcaiolo e impiccione. Bolton che ficca il naso sulla formazione del nuovo governo, sospettato da Rudolph Giuliani di essere «un covo di filo-democratici». «Lingua a stelle-e-striscie sempre un po’ biforcuta -Yurii Colombo- Mentre Bolton riempiva Zelensky di parole mielose, Trump annunciava il taglio di 250 milioni di dollari per la difesa ucraina».

ALTRE FONTI

Trump holds up Ukraine military aid meant to confront Russia
By CAITLIN EMMA and CONNOR O’BRIEN 08/28/2019 06:11 PM EDT Updated 08/29/2019 12:07 PM EDT

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