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domenica 22 Settembre 2019

Dal Texas i nuovi pirati informatici, ti paralizzo e ti libero dietro riscatto

Negli Stati Uniti crescono gli attacchi informatici alle amministrazioni pubbliche di molte città. I pirati usano il “ransomware”, un software che paralizza i sistemi chiedendo poi un riscatto per tornare alla normalità. Attualmente 22 città del Texas sono state vittime di questo fenomeno ma le azioni degli hacker si moltiplicano. Esplode il fenomeno delle cyber assicurazioni.

Texas sotto attacco

Il Texas sotto attacco informatico, e non si tratta della trama di un film d’azione di fanta violenza ma di ciò che sta succedendo veramente da almeno una settimana. Ben 22 città dello stato infatti stanno subendo il blocco di molti sistemi informatici infettati da quello che viene chiamato “ransomware”. Si tratta in poche parole di un virus che paralizza i dispositivi che fanno funzionare la città . Per ritornare alla normalità i pirati chiedono un riscatto.

In questa assalto informatico, bollette e multe potrebbero essere cancellate, e fin qui non c’è ipotesi di protesta popolare, ma assieme ad esse altri servizi amministrativi, tipo l’anagrafe elettorale e molto altro rischia di non essere più accessibile e di scomparire. Il fenomeno sta diventando sempre più frequente negli Usa. Attacchi hacker sistematici in gara che diventa azioni banditesca. Solo nell’ultimo anno si sono registrati almeno una quarantina di casi di questo tipo. Obiettivi dell’attacco, anche centrali di polizia o scuole. Si calcola che l’incremento maggiore di “infezione informatica” a scopo di lucro sia negli ultimi 5 anni.

Un gioco facile

Purtroppo per i malintenzionati è abbastanza facile mettere fuori gioco i sistemi, basta aprire una mail che “trasporta” il software ‘malevolo’ e quest’ultimo si propaga ai computer collegati tra loro. Ai malcapitati rimangono due opzioni, nessuna delle quali è positiva: pagare o spendere milioni di dollari per ripulire tutti gli apparati.

Sino ad alcuni mesi fa furono attaccate città di piccola o media grandezza, e si pensava che si trattasse di episodi ancora controllabili. Ora però, nel caso del Texas, le indagini parlano di azioni coordinate come mai successo prima. Tanto da far scrivere al New York Times di un’ «estate dei paralizzanti attacchi ransomware».

Pirati invisibili

Rintracciare i responsabili è molto difficile, la Nsa (National Security Agency) pensa che gli hacker si trovino addirittura nell’Europa dell’Est, in Russia o Iran, per stare ad anti americani classici e con diverse buone ragioni, ma potrebbero essere ovunque. Non viene neanche esclusa la possibilità che gli attaccanti di banditi casalinghi. Attualmente dunque i “portatori” dei ransomware sono praticamente ignoti. Anche seguire le traccie dei riscatti è difficile perché gli stessi vengono pagati in bitcoin, la criptovaluta difficile da tracciare.

L’attacco informatico è diventato un vero e proprio business, un modello esportabile e con parecchi seguaci. La relativa impunità lo incoraggia e i riscatti ne alimentano le attrattive economiche. L’unica difesa efficace al momento è la prevenzione tecnologica, aggiornare costantemente i sistemi che però sono spesso gestiti da società private che possono anche trascurare i loro compiti.

Paradossalmente gli attacchi stanno anche alimentando un mercato parallelo di quelle che ora vengono chiamate “cyber assicurazioni”. Esistono infatti delle vere e proprie polizze sottoscritte dalle città per cautelarsi dagli attacchi. Ma sono proprio questi centri, gli obiettivo prioritari dei pirati informatici, con l’indicazione di chi è assicurato e quindi presumibilmente più disposto a pagare con facilità.