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domenica 22 Settembre 2019

Cruise di prova sparato nel Pacifico, torneranno a Comiso?

Riarmo. Il test a largo della California ad un mese dal ritiro di Washington dal Trattato Inf che aveva eliminato tutti i missili nucleari statunitensi e sovietici a gittata intermedia. La nuova corsa al riarmo.

Purtroppo a volte ritornano

Il Pentagono ha annunciato di aver effettuato il 18 agosto, nel Pacifico, il test di un missile da crociera, un Cruise, con base a terra. «Lanciato da una piattaforma mobile nell’isola San Nicolas in California – Il dettaglio di Manlio Dinucci sul Manifesto-, ha colpito l’obiettivo a oltre 500 km di distanza. I dati raccolti nel test – informa il Pentagono – serviranno allo sviluppo di future capacità missilistiche a raggio intermedio».
Non è una bella notizia. Ritirati dal Trattato Inf del 1987 che aveva eliminato tutti i missili nucleari statunitensi e sovietici a gittata intermedia (tra 500 e 5500 km) con base a terra, compresi i Cruise schierati a Comiso, gli Usa danno il via a una nuova, pericolosa corsa agli armamenti nucleari.

Il missile russo 9M729

Missili vietati non nati ieri

Il lancio del primo missile della categoria che il Trattato Inf proibiva, appena 16 giorni dopo il definitivo ritiro degli Stati uniti annunciato dal segretario di Stato Mike Pompeo il 2 agosto. Evidente prova di forza. Assieme alla conferma di sospetti diffusi che, a trattato ancora in vigore, gli Stati uniti (e quasi certamente anche la Russia) avevano pronto un missile della categoria proibita.
Nel 2014 l’amministrazione Obama aveva accusato la Russia di aver sperimentato un missile da crociera (sigla 9M729) della categoria proibita dal Trattato e, nel 2015, annunciava che «di fronte alla violazione del Trattato Inf da parte della Russia, gli Stati uniti stanno considerando lo spiegamento in Europa di missili con base a terra». Nessuna prova allora, e il ‘peccato’ in casa Usa scoperto oggi.

Corsa al riarmo promessa da Trump

Nel 2018 il Congresso aveva autorizzato il finanziamento di «un programma di ricerca e sviluppo di un missile da crociera lanciato da piattaforma mobile su strada». E la foto del test pubblicata dal Pentagono -ci ricorda Dinucci- mostra che il missile esce da un lanciatore verticale, tipo quelli usati dal sistema statunitense Aegis di «difesa missilistica», già installati nel sito missilistico Nato di Deveselu in Romania (e l’anno prossimo in Polonia) e su quattro navi della US Navy che, dislocate nella base spagnola di Rota, incrociano nel Mediterraneo, Mar Nero e Mar Baltico.
Diciamo, una ‘difesa molto avanzata’, a ridosso dei confini russi, con molti e legittimi sospetti da parte di Mosca.

Pubblicità e commercio

La Lockheed Martin che lo ha realizzato, garantisce che il sistema è «progettato per qualsiasi missile in qualsiasi tubo di lancio», per cui è adatto a «qualsiasi missione di guerra», compreso «l’attacco a obiettivi terrestri». Promessa da fine del mondo. Non potendo verificare quali missili siano installati nei lanciatori verticali in prossimità del suo territorio, la Russia dà per scontato che vi siano anche missili nucleari e si muove di conseguenza.
«Una volta realizzati nuovi missili nucleari (sia da crociera che balistici) della categoria prima proibita dal Trattato Inf, gli Usa chiederanno agli alleati europei di «ospitarli», e quindi di essere in prima linea nel confronto nucleare con la Russia. Quale sarà la risposta del prossimo governo italiano?», si chiede Dinucci. E di quale governo italiano?