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domenica 22 Settembre 2019

Siria ancora guerra, per Idlib bombe di Damasco su ‘aiuti turchi ai ribelli’

L’aeronautica siriana colpisce un convoglio turco a Idlib: portava armi ai ribelli accusa Damasco. L’offensiva contro le roccaforti ribelli rimasta fin qui sotto tono, con una lenta e faticosa avanzata dei governativi, adesso divampa coinvolgendo in giochi pericolosi molti dei protagonisti internazionali ancora in campo.
I turchi che lasciano passare le colonne di rinforzi ribelli verso i punti caldi del fronte, i rifornimenti di armi e munizioni, compresi i micidiali missili anti-tank Tow.

Smemoranda, in Siria c’è la guerra

La roccaforte ribelle di Idlib e aree attorno, gli ultimi rifugi degli jihadisti del Califfo sconfitti e senza vie di fuga. Offensiva di Damasco condotta fin qui sotto tono, con una lenta e faticosa avanzata dei governativi, che adesso divampa perché diventano scoperti alcuni giochi sporchi/pericolosi dei protagonisti internazionali ancora in campo. Ad esempio le colonne di rinforzi ai ribelli (colonne turche o fatte passare dai turchi), armi e munizioni, compresi i micidiali missili anti-tank Tow.
Ma adesso i governativi sono stati dotati dalla Russia di visori notturni e attaccano come fantasmi, mentre jet ed elicotteri russi li colpiscono senza sosta. Quindi la rapida avanzata su Khan Sheikoun, ormai quasi circondata. Ma nella sacca anche il posto di osservazione turco di Morek. Ankara rifiuta di ritirare i suoi soldati e invia convogli per rifornirli. Damasco non gradisce e bombarda il primo convoglio turco, all’altezza di Maarat al-Numan. Bombe d’avvertimento, ma Ankara insiste. E la guerra nascosta riappare.

Versione turca e russa dei fatti

Secondo l’agenzia turca DHA (Demirören Haber Ajansı), il convoglio attaccato nella provincia di Idlib era composto da militari che si stavano trasferendo nell’area di Khan Sheikhun per controllare la zona chiamata di ‘de-escalation’. Nessuna informazione è stata pubblicata sulle vittime. In precedenza, la televisione di stato siriana, citando il ministero degli Esteri del Paese, aveva affermato che mezzi corazzati turchi e truppe al seguito avevano violato il confine e si stavano dirigendo verso Khan Sheikhun.
La situazione nella provincia di Idlib, di racconto russo (agenzia Sputnik). «Il governatorato di Idlib è l’ultimo bastione ancora nelle mani del sedicente Stato Islamico in Siria. Oltre all’opposizione armata, qui vi ha sede anche l’organizzazione terroristica di Jebhat al-Nusra». Cessate il fuoco del settembre scorso (trattato di Sochi tra Mosca e Ankara) lo scorso settembre, il cui punto principale era il ritiro di tutte le armi pesanti e medie a più di 20 chilometri dalla zona smilitarizzata. La Turchia garante del ritirov sarebbe inadempiente.

Spettro Siria tra Putin e Macron

E la guerra in Siria irrompe nella quiete blindata di Fort de Brégançon, residenza estiva del residente francese, in Costa Azzurra, dove Macron ospita i collega russo Putin, la valutazione più complessiva di Umberto De Giovannangeli. Uno dei dossier più caldi, proprio quello siriano. Macron ha esortato il regime di Damasco e il suo alleato russo a rispettare il cessate il fuoco decretato nella provincia di Idlib. L’accordo di Sochi. Certo, ribatte Putin, ‘ma tutti lo rispettino’. Tra le righe, basta furberie anti Assad.
Secondo Naji Mustafa, portavoce del Fronte di Liberazione Nazionale, uno dei gruppi non jihadisti anti-Assad (fonte sempre Huffington Post), il convoglio si stava dirigendo verso uno dei suoi punti di osservazione con “rinforzi”. Un corrispondente dell’AFP ha riferito che c’erano circa 50 veicoli blindati, di cui almeno cinque erano carri armati. Lettura del MinInterni siriano: “I veicoli turchi carichi di munizioni si stavano dirigendo verso Khan Sheikhoun per aiutare i terroristi, conferma eal regime turco ai gruppi terroristici”.

Jihadisti in campo e ‘dintorni’

Le truppe di Damasco sono entrate nella notte a Khan Sheikhoun, roccaforte jihadista nella provincia di Idlib, dopo violenti scontri con le forze del gruppo Hayat Tahrir al-Sham, legato ad al-Qaeda. Secondo l’emittente al-Mayadeen, le forze governative stanno ora attaccando la città dal versante occidentale. L’esercito siriano aveva perso il controllo di Khan Sheikhun nel 2014. Secondo il giornale al-Watan, nelle ultime tre settimane le forze governative hanno conquistato oltre 18 insediamenti a sud di Idlib.
Turchia e Stati Uniti hanno concordato di istituire un centro operativo congiunto per una ‘fascia di sicurezza’ nel nord della Siria, che Ankara chiedeva da anni. A dispetto dell’intesa raggiunta, Washington e Ankara sono in contrasto sulla gestione della Siria nord-orientale, dove gli alleati statunitensi sul campo contro lo Stato islamico includono la milizia curda Unità di Difesa Popolare (YPG) che la Turchia considera terroristi per la loro vicinanza con il Partito Curdo dei Lavoratori (PKK) attivo nel sud della Turchia.

Macron, Putin e il G7 verso il G8

«La visita di Macron a Putin arriva pochi giorni prima che i leader mondiali, incluso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si riuniscano per il vertice del G7 del 24-26 agosto a Biarritz», ci ricorda Di Giovannangeli. «La Russia considera utile ogni contatto con i Paesi del G7 e non esclude che si possa tornare a un G8», afferma Putin nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa prima del faccia a faccia con l’omologo francese. «Il formato G8 non esiste più, quindi come posso tornare in un’organizzazione che non esiste? Oggi c’è il G7».
Ancora superpolitica, prima di tornare in Siria. «Per quanto riguarda l’eventuale formato per la collaborazione degli otto Stati, noi non escludiamo nulla – ha detto Putin, citato dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti e ripreso dall’HuffPost– ogni contatto con nostri partner, in qualsiasi formato, sono sempre utili». Tornando in Siria, cattivo Assad o peggio Erdogan, ognuno scelga, sono adesso 450mila i nuovi profughi da Idlib che vivono in condizioni disperate, senza acqua, cibo, soggetti ad epidemie.

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