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domenica 22 Settembre 2019

Russia paura, quante e quale tipo di radiazioni ad Archangelsk?

Russia, sale la paura per il tipo di radiazioni emesse. A più di una settimana dall’esplosione di Archangelsk nessuna informazione certa dalle autorità moscovite, settore militare. Problemi in divisa per il Cremlino anche sul fronte del 5G

Russia, sale la paura per il tipo di radiazioni

L’apparato militare russo, una potenza nella superpotenza. Potenza che spesso non fa soltanto rima con prepotenza. A più di una settimana dall’esplosione di Archangelsk, nessuna informazione certa su cosa accaduto veramente, e sopratutto, cosa stia viaggiando per aria su tutta l’Europa ormai, perché -scopriamo- c’è radioattività e radioattività, e c’è diffusione radioattiva di diversa pericolosità. Ma a più di una settimana dall’esplosione, nessuna informazione certa dalle autorità moscovite, settore militare. «Provengono dal quel settore i maggiori grattacapi per Mosca nelle ultime settimane -scrive Yurii Colombo sul Manifesto-. Non è un mistero che il Cremlino, dopo aver rinunciato a diventare leader nel settore delle nanotecnologie per la penuria di capitali post crisi 2008, abbia puntato quasi tutte le carte per restare all’avanguardia nei processi di innovazione tecnologica sul complesso militar-industriale».

Ma l’esplosione radioattiva dell’8 agosto ha accresciuto le perplessità sull’affidabilità della sua industria bellica, ultimo incidente in ordine di tempo su armi nucleari.

L’agenzia nucleare russa Rosatom

Senza informazioni dettagliate da parte dell’agenzia nucleare russa Rosatom, corrono le voci che Colombo raccoglie ed elenca. Ipotesi spesso allarmanti sulla natura dell’incidente e le armi coinvolte. Voci e segreti e interessi in campo. L’intelligence americana e alcuni esperti indipendenti hanno attribuito la micidiale esplosione radioattiva non lontano da Archangelsk a un test fallito su un missile da crociera a propulsione nucleare in grado di volare a velocità ipersonica. Per altri osservatori sostengono l’ipotesi che si sia trattato dell’esplosione di un prototipo di missile Burevestnik in un test navale. «Andrey Zolotkov che monitora lo stato ambientale nella zona di Murmonsk per la Bellona Foundation, ritiene che sull’incidente non vi è alcuna conclusione definitiva perché le informazioni restano contraddittorie e limitate».

Non Chernobyl 2 ma…

Le autorità russe per ora si limitano a ripetere che la dispersione radioattiva sarebbe rimasta circoscritta e non certo paragonabile alla tragedia di Chernobyl, affermazione su cui per ora tutti gli osservatori scientifici nel mondo sembrano concordare. Ma il vizio post sovietico del silenzio aumenta la paure assieme ai dubbi. E «I dubbi sull’esplosione dell’8 agosto non sono legati tanto al tasso di radioattività ma al tipo di radiazioni emesse, su cui sappiamo davvero poco», afferma Andrey Zolotlkov. Che spiega a noi profani: «Gli esperimenti nucleari, anche quelli meglio riusciti, pongono in modo acuto il problema del controllo sociale sull’impatto che possono avere sul territorio. La domanda principale da fare è: tale dispositivo è stato distrutto o no? E dove si trova attualmente?», si chiede Zolotkov. Per lo scienziato russo è evidente che «non dovrebbero esserci esperimenti nucleari così vicino a una città come Archangelsk che conta 350mila abitanti».

Settore bellico prevaricante

Pur rispettando le eventuali prerogative di sicurezza dell’esercito russo, non piazzi un centro sperimentale di armi nucleari tanto vicino a una città, dice anche il semplice buonsenso. «Il settore bellico potrebbe diventare un freno anche allo sviluppo della rete in Russia», ha sostenuto due giorni fa l’autorevole Vedomosti, che apre un altro fronte di polemica. Secondo il giornale moscovita che cita fonti del Cremlino, «la Russia rischia di rimanere indietro nella costruzione di infrastrutture per le reti 5G di diversi anni». Yurii Colombo scrive che Putin avrebbe garantito al ministero della difesa le frequenze a 3,4-3,8 Ghz, quelle più popolari su scala mondiale per lo sviluppo del 5G, che resterebbero riservate ai programmi militari. Il governo russo sarebbe invece orientato a usare per il 5G la banda 4,4–4,99 Ghz. Conseguenze? Ritardo nella sviluppo delle rete (5 anni) e maggiori costi costi sulle pelle dell’utente, ma qui tutto il mondo è paese.

AVEVAMO DETTO

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