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martedì 19 20 Novembre19

Guerra elettorale ‘migrante’, cambia regola o cambia ministro?

Materia non proprio di Remocontro. Quindi, salvo firme di prestigio che purtroppo sono in vacanza, la sacrosanta agenzia Ansa dagli equilibri collaudati e indiscutibili.

Conte a Salvini: «Porti chiusi non risolvono»

Il Tar sulla Open Arms: «Può entrare in acque italiane», la ministra Trenta invia navi militari per soccorrere i minori. Migranti allo stremo anche sulla Ocean Viking.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte duro con Matteo Salvini sul tema migranti: «C’è stato un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare», scrive il premier in una ‘lettera aperta’ su Facebook al ministro degli Interni.

«Siamo ormai agli sgoccioli di questa nostra esperienza di governo. Abbiamo lavorato fianco a fianco per molti mesi e ho sempre cercato di trasmetterti i valori della dignità del ruolo che ricopriamo e la sensibilità per le istituzioni che rappresentiamo. La tua foga politica e l’ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare ‘slabbrature istituzionali’, che a tratti sono diventati veri e propri ‘strappi istituzionali’», scrive Conte.

Strappi istituzionali di Salvini

«Questo è il momento di insistere in direzione di una soluzione sempre più europea, altrimenti l’Italia si ritroverà completamente isolata in una situazione che diventerà, nuovamente, via via sempre più ingestibile», dice Conte riferendosi in particolare al caso Open Arms. «In definitiva, se davvero vogliamo proteggere i nostri “interessi nazionali”, non possiamo limitarci a esibire posizioni di assoluta intransigenza», scrive Conte. «Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti. Ancora una volta, i miei omologhi europei ci tendono la mano».

«Il consenso politico a cui ogni leader politico aspira si nutre della fiducia degli elettori. Ma se non alimentiamo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche si crea un cortocircuito e alla fine prevalgono rabbia e disaffezione. Dobbiamo tutti operare per riconoscere piena dignità alle istituzioni che rappresentiamo, nel segno della leale collaborazione. Hai alle spalle e davanti una lunga carriera politica. Molti l’associano al potere. Io l’associo a una enorme responsabilità».

‘Ossessiva concentrazione’

«Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula ‘porti chiusi’ – conclude Conte -. Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi, ma il tema dell’immigrazione è un tema complesso. Va affrontato con una politica di ampio respiro, come ho provato a fare sin dal primo Consiglio Europeo al quale ho partecipato, a fine giugno 2018, evitando di lasciarci schiacciare dai singoli casi emergenziali». Basta perenne campagna elettorale sulla paura dei migranti la sintesi detta da Conte con educazione. Finora hai prodotto soltanto isolamento dell’Italia a livello internazionale.

Il Salvini furioso

Meno elegante ma come sempre, molto diretto, Salvini. «Conte ha fatto uno sfogo umorale io devo rispondere con le leggi: per questo è partita dal Viminale una lettera in punta di diritto», replica il ministro Salvini al termine del Comitato per l’ordine pubblico a Castel Volturno associati ad un comizio di ormai aperta campagna elettorale. «Una nave straniera in acque internazionali non si capisce che attinenza abbia con l’Italia. A che titolo chiede l’intervento alle autorità italiane? Qual è la ratio della domanda e della risposta? in silenzio abbiamo fatto scendere chi aveva necessità, senza letterine», ha aggiunto Salvini.

Slogan ‘Porti chiusi’

«Con me i porti sono e rimarranno CHIUSI ai trafficanti e ai loro complici stranieri. Ed è chiaro che, senza questa fermezza, l’Unione Europea non avrebbe mai mosso un dito, lasciando l’Italia e gli Italiani soli come ha fatto negli anni dei governi di Renzi e del Pd», replica ripetendosi il ministro uscente. Ormai è noto a tutti che i migranti in Italia non arrivano salvati via Ong (meno del 10%) ma con i barchini degli scafisti che nessuno sembra in grado (o voglia) contrastare. Altro contrasto presidente del Consiglio-ministro sul caso Open Arms, la tutela dei minori posta da Conte con Salvini che rimbalza sulla lontana Spagna, da cui proviene l’imbarcazione di soccorso.

Le due Open Arms

Al largo di Lampedusa ci sono ora ormeggiate due imbarcazione che si chiamano Open Arms. La prima è quella che ospita i 147 migranti, l’altra è un veliero con lo stesso nome che fa da supporto all’altro natante. Diverse motovedette della guardia di finanza e della capitaneria di porto stanno monitorando i movimenti dell’imbarcazione della Ong catalana che si è diretta verso l’isola delle Pelagie, scortata da due navi militari, dopo che il Tar del Lazio aveva sbloccato il divieto di ingresso nelle acque italiane disposto da Salvini. Provvedimento rinnovato ieri dal ministro dell’Interno che ha presentato ricorso contro la decisione del Tar. Ripicca burocratico elettorale. Al momento la Open Arms è all’ancora a ridosso dell’isola, nella zona di Cala Francese, a poche Centinaia di metri dall’entrata del porto. Le condizioni del mare non sono buone.

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