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mercoledì 23 Ottobre 2019

Jihadisti andata e ritorno, Foreign Fighters nei Balcani

La più alta concentrazione di rientri di foreign fighter in Europa, nei Balcani occidentali. Lo rivela lo studio, “Western Balkans Foreign Fighters and Homegrown Jihadis americana.

Jihadisti di ritorno

(ANSA) – BELGRADO – I Balcani occidentali sono la regione in Europa con la più alta concentrazione di rientri di foreign fighter. Lo rivela un nuovo studio, “Western Balkans Foreign Fighters and Homegrown Jihadis: Trends and Implications”, apparso sul “CTC Sentinel”, una pubblicazione accademica del Combating Terrorism Center presso l’Accademia militare americana di West Point, firmato da Adrian Shtuni, Ceo della Shtuni Consulting e uno dei principali esperti di terrorismo ed estremismo violento nei Balcani.

Su oltre 1.000 combattenti stranieri, tra cui uomini, donne e minori provenienti da Kosovo, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord, Albania, Serbia e Montenegro, che dal 2012 hanno trascorso del tempo in Siria e Iraq, circa 500 sono ancora nell’area, compresi i bambini nati nel teatro di guerra.

1225 foreign fighter bancanici

Secondo il rapporto, almeno 260 sono i cittadini balcanici morti in combattimento, mentre altri 460 sono gradualmente tornati a casa o sono stati rimpatriati nel corso degli ultimi anni. Il numero di persone di origine balcanica che ha trascorso del tempo in Siria e in Iraq è cresciuto fino a circa 1.225 unità col passare del tempo, considerando le nascite di bambini di foreign fighters in Siria e Iraq. “I ‘bambini del califfato’, compresi quelli dei Balcani occidentali, rappresenteranno probabilmente una sfida a lungo termine con implicazioni per la sicurezza nazionale”, afferma lo studio.

E’ stato il Kosovo a contribuire in maniera più consistente al contingente di combattenti stranieri nei Balcani, con il maggior numero di uomini dai Balcani partiti per Siria e Iraq con in tasca il passaporto del Kosovo (256), mentre la Bosnia ed Erzegovina ha contribuito con il maggior numero di donne (61) e minori (81).

Integralismo albanese e slavo

Secondo dati ufficiali citati dal rapporto, circa 460 persone della regione sono tornate in patria nei Balcani dalla Siria e dall’Iraq, 242 solo verso il Kosovo. “In confronto, i Paesi dell’Unione Europea, con una dimensione cumulativa della popolazione di 500 milioni, hanno ricevuto” solo “circa 1.500 rimpatriati”, si legge nella ricerca.

I ritorni di foreign fighter nei Balcani rappresentano una “sfida di sicurezza a lungo termine, aggravata da risorse inadeguate e dalla minaccia rappresentata dai militanti jihadisti locali”, conclude il rapporto.

AVEVAMO DETTO

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