domenica 25 Agosto 2019

Mosca, proteste più vaste dal 2011 e il pugno duro fallisce

Decine di migliaia di persone hanno manifestato sabato nella capitale russa contro il governo e l’azione repressiva della polizia: ci sono stati più di 100 arresti, ma il pugno duro non ferma la manifestazione. In 45mila per le strade della capitale, un fiume in piena per libere elezioni e più diritti. Il movimento potrebbe mettere alle corde non solo il sindaco ma toccare anche il Cremlino

«Ridateci le nostre elezioni a Mosca»

Tanti con un foglio in mano a chiedere elezioni pulite, e tante foto di alcuni dei troppi arrestati. Al prossimo giro, forse alcuni di loro saranno presenti soltanto in foto. Sabato decine di migliaia di persone, manifestanti a moltiplicare, polizia a sottrarre, in quella che è stata definita la più grande manifestazione antigovernativa tenuta in Russia dal 2011. Nonostante la protesta fosse stata autorizzata dal governo, la polizia ha arrestato decine di manifestanti, come aveva fatto durante le proteste tenute nei precedenti due sabati: diversi arresti sono stati eseguiti anche in altre città russe. Tra gli altri, è stata arrestata la politica di opposizione Lyubov Sobol, alleata di Alexei Navalny.

Candidati esclusi

La manifestazione era stata organizzata soprattutto per protestare contro l’estromissione di candidati di opposizione dalle liste elettorali per le elezioni municipali, che si terranno a Mosca il prossimo settembre. Molti slogan anche contro gli arresti delle ultime settimane, sctrive il Pst, e a sostegno di Yegor Zhukov, studente 21enne che potrebbe scontare fino a otto anni di carcere con l’accusa di avere provocato «agitazioni di massa». Il Moscow Times ha scritto che alle proteste delle ultime settimane si sono unite anche persone che finora non facevano parte delle opposizioni, come per esempio lo youtuber Yury Dud, seguito da milioni di persone.

Opposizione sorpresa

La valutazione di Yurii Colombo sul Manifesto è ancora più severa nei confroni dei vertici politici moscoviti. E scrive di «Un successo che non era scontato e pochi avrebbero scommesso che alla seconda uscita autorizzata dalle autorità a distanza di 3 settimane, il numero dei manifestanti sarebbe triplicato». Il ricorda dettagliato delle migliaia di fermi delle 2 scorse settimane, le perquisizioni, lo stato di arresto dei principali leader della protesta, con la «pasionaria» Lyubov Sobol nuovamente fermata ieri mattina, e pure la pioggia che cade insistente da due giorni sulla capitale (ma non sulla Siberia devastata dagli incendi).

Sfida politica che sale

«Ma ormai la sfida ha superato i limiti locali ed è diventata apertamente politica: diritti democratici, denuncia della corruzione imperante, repressione, insofferenza per la paralisi della politica economica del governo, sono ormai parte integrante delle rivendicazioni dei moscoviti che scendono in piazza. Un movimento variegato in cui confluiscono non solo istanze “liberali” ma anche femministe, ecologiste e sociali. Un fiume in piena che potrebbe non solo mettere in crisi il dominio fino ad oggi assoluto del sindaco Sergey Sobyanin sulla capitale, ma di mettere alle corde lo stesso Cremlino».

Nemico esterno cercasi

La ricerca del nemico esterno. Venerdì il ministero degli esteri russo aveva convocato Tim Richardson, consigliere dell’Ambasciata degli Stati uniti a Mosca, protestando per il tentativo di «voler interferire negli affari interni e nelle elezioni russe». L’accusa quasi speculare del ‘Russiagate’ anti Hillary Clinton, con bersagli rovesciati e tecniche quasi elementari, stado almeno alle accuse. «Pubblicazione sul sito e sul twitter degli Affari Consolari americano di informazioni sulle manifestazioni», ad esempio. Informativa che «in alcune sue parti può essere interpretata come istigazione ad azioni illegali, come procedere a un corteo non autorizzato per le strade di Mosca».

Un po’ di sinistra

Alle proteste aderiscono molti gruppi della sinistra come il Blocco delle sinistre e realtà anarchiche. Schieramenti parlamentari contrapposti e accuse incrociate, compreso un uso eccessivo della forza da parte delle forze dell’ordine in precedenti azioni. «In connessione con la distribuzione nei media, Internet e nei social network di inviti a partecipare alle cosiddette ’passeggiate pacifiche’ a Mosca del 10 agosto, il comitato investigativo della Russia informa che la partecipazione a tali eventi non autorizzati comporta conseguenze legali, compresa la responsabilità penale», avvertono le autorità. Ammonimento alle famiglie dei giovanissimi: «Le sommosse sono qualificate in conformità con il codice penale della Federazione Russa, che prevede punizione fino al carcere».

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