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domenica 15 Settembre 2019

Siberia, fuoco trascurato da Mosca, il clima, i banditi e i cinesi

Russia. Mentre il governo finge che va tutto bene, la popolazione locale accusa di dolo la grande industria cinese del legname e gruppi criminali. Allarme degli ecologisti: ricadute gravissime.
I ricercatori definiscono “senza precedenti” gli eventi di quest’anno. I dati di quest’estate sono “folli”, secondo Guillermo Rein, studioso dell’Imperial college di Londra.

Dati folli e giugno infernale

Siberia, fuoco trascurato da Mosca, il clima, i banditi e i cinesi. I dati di quest’estate sono “folli”, secondo Guillermo Rein, studioso dell’Imperial college di Londra. Il giugno più caldo mai registrato su scala mondiale, secondo l’Amministrazione oceanografica e atmosferica degli Stati Uniti. Gli incendi sono cominciati a giugno, scatenati da un’estate precoce e secca. Va anche detto che l’aumento delle temperature a causa del riscaldamento globale (quello che Trump nega), non è equamente ripartito, e l’Artide si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto al resto del pianeta. Nelle regioni andate a fuoco, le temperature sono state anche tra gli 8 e i 10 gradi più calde rispetto alle medie degli ultimi 30 anni.

Per aria e sottoterra

È quel che accade per aria e sottoterra a spaventare di più ambientalisti e scienziati del clima, denuncia The Economist. Il caldo insistito ha seccato il paesaggio, producendo stoppe che hanno portato agli incendi naturali delle foreste, probabilmente scatenati dai fulmini. Attualmente sono centinaia gli incendi che coprono centinaia di migliaia di ettari nell’Artide e nella regione subartica, dalla Siberia orientale all’Alaska e la Groenlandia. Peggio, scienziati e centri studio calcolano che gli incendi all’interno del circolo polare artico abbiano prodotto più di cento milioni di tonnellate di biossido di carbonio, equivalente all’incirca a quello prodotto dal Belgio in un anno.

Ora a Mosca e in Siberia

«Il governo di Dmitry Medvedev, dopo aver dichiarato lo stato di calamità nelle regioni della Siberia coinvolte nei giganteschi incendi di questi giorni e rassicurato la popolazione sulla loro incolumità, ha spento i riflettori sulla tragedia che si consuma oltre gli Urali», denuncia Yurii Colombo che a Mosca ci vive. La Protezione aerea russa prova a ridurre l’allarme. La Russia orientale ma sopratutto l’area degli incendi in aree remote, «dove non si sta estinguendo attualmente nessun incendio, è aumentata di 45mila ettari rispetto ai giorni precedenti». E i numeri restano da terrore: 180 gli incendi boschivi in corso sul territorio russo, per un’area complessiva coinvolta di 163.175 ettari.

Catastrofi a catena

Ieri a Mosca dalle principali organizzazioni ecologiste russe, «gli incendi in Siberia possono portare a un più rapido scioglimento dei ghiacciai nell’Artico, che a sua volta contribuirebbe ad accelerare il riscaldamento globale». Wwf Russia: «La fuliggine che cade sul ghiaccio o sulla neve la rende scura, il che riduce la riflettività della superficie e ciò si traduce in una maggiore conservazione del calore». Inoltre le emissioni di anidride carbonica dagli incendi sono divenute in queste zone siberiane paragonabili a quelle delle grandi città europee russe. Le accuse poliotiche al governo per la sottovalutazione della catastrofe ormai in corsa da settimane, sono diffuse. Molto territori di fatto irragiungibili, ma anche grave sottovalutazione si quanto stava accadendo. E qualcosa di peggio ancora.

Non solo clima ma anche dolo

Sospetti di dopo tra le popolazioni di Irkusk, Krasnoyarsk e della Yakuzia. «Dietro le fiamme si celerebbe un accordo tra la grande industria cinese del legno e gruppi criminali locali per giungere a una rapida deforestazione di intere aree della Siberia», leggiamo sul Manifesto. «In particolare grandi segherie di proprietà cinese, che hanno ottenuto il diritto allo sfruttamento di intere foreste per 49 anni, collegate a gruppi criminali russi che svolgerebbero un ruolo chiave nella diffusione del disboscamento illegale», precisa Yurii Colombo. Network criminali da anni impegnati a incendiare e abbattute intere foreste di legname meno prezioso per la riforestazione di alberi a più alto valore aggiunto. Disoccupazione tra le popolazione locale e fuga verso le città siberiane di Irkusk e Omsk.

Russia. Mentre il governo finge che va tutto bene, la popolazione locale accusa di dolo la grande industria cinese del legname e gruppi criminali. Allarme degli ecologisti: ricadute gravissime.
I ricercatori definiscono “senza precedenti” gli eventi di quest’anno. I dati di quest’estate sono “folli”, secondo Guillermo Rein, studioso dell’Imperial college di Londra.

Ma il Diavolo è sottoterra

Molti degli incendi siberiani e dell’Alaska stanno bruciando terreni di torba ricchi di carbone, che normalmente dovrebbero essere impregnati d’acqua. Gli incendi di torba producono molto più biossido di carbonio e metano con la combustione del carbone che è rimasto imprigionato nel terreno per centinaia o migliaia di anni, scrive ancora The Economist. Scenari da inferno e circoli viziosi: «Le emissioni provenienti dagli incendi di quest’anno rendono più probabile che si ripresentino condizioni propizie a nuovi incendi di torba nelle prossime estati, il che produrrà ulteriori emissioni, creando un circolo vizioso». Ci vorranno mesi per capire il reale impatto degli incendi nell’Artide conclude il reportage ripreso da Internazionale. I dati satellitari usati per misurare le emissioni dei fuochi non possono misurare gli incendi che ardono sottoterra, e che potrebbero raddoppiare o triplicare la portata totale degli incendi, secondo Guillermo Rein, studioso dell’Imperial college di Londra, con cui avevamo iniziato.

AVEVAMO DETTO

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