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giovedì 5 Dicembre 2019

L’India si mangia il Kashmir, golpe politico di Modi e rischio Pakistan

Golpe politico di Modi: il Kashmir non è più uno stato. La regione a statuto speciale divisa in due, ora è sotto il controllo diretto di New Delhi che già aveva imposto una legge marziale di fatto. 40mila soldati in più, arresti domiciliari per i leader kashmiri. Pakistan pronto a reagire

L'India si mangia il Kashmir

Sovranismo indiano mangia Kashmir

L’India si mangia il Kashmir, golpe politico di Modi e rischio Pakistan. Kashmir oltre la morbidezza della lana dei suoi greggi. Regione a statuto speciale (assieme allo Jammu) della Repubblica indiana fin dal 1949, articolo della Costituzione, inserito a due anni dall’Indipendenza per evitare guerre. Ma oggi la musica politica indiana suono a destra, nazionalismo, induismo, anti islamismo. Pronti alla guerra che verrà. «Approfittando dello stallo legislativo del Jammu e Kashmir, commissariato da oltre un anno, il ‘Bharatiya Janata Party’ (Bjp) del primo ministro Narendra Modi è riuscito a modificare la costituzione con un decreto presidenziale, saltando l’assemblea parlamentare kashmira e imponendo dall’alto una svolta storica e assolutamente indigesta per la maggioranza degli abitanti del Kashmir», spiega Matteo Miavaldi.

L'India si mangia il Kashmir

Musulmani d’India e Pakistan

Unico stato a maggioranza musulmana in India, il Kashmir sarà presto declassato a ‘union territories’, Jammu e Kashmir, tentando di reprimere le pulsioni di indipendentismo che attraversano quelle popolazioni da oltre 70 anni. Salvo ottenete (con qualche ‘aiutino esterno), l’effetto contrario e riprecipitare quella terra in una ennessina guerra interna. Ieri la ‘Rajiya Sabha’, la camera alta del parlamento federale indiano, haobbedito al governo e ha il declassamento dello stato del Jammu e Kashmir in semplici ‘territories’ direttamente amministrati da New Delhi. Un golpe politico che non ha precedenti nella storia indiana e che secondo diversi osservatori sarebbe anticostituzionale. Dettaglio su cui, con ogni probabilità, la Corte Suprema sarà presto chiamata a esprimersi.

Tensioni nazionali utili

Nei giorni precedenti -scrive il Manifesto- «il governo federale aveva alzato praticamente dal nulla il livello di tensione nella regione, imponendo una serie di misure eccezionali e sospette». Classiche provocazini politiche. Divieto di assembramento, turisti e pellegrini evacuati, servizi telefonici e internet sospesi e quasi 40mila soldati si sono aggiunti a una presenza militare già pesantissima. Si parla di stime tra i 500mila e i 700mila soldati, «condizione che fa del Kashmir la regione più militarizzata del pianeta Terra». Una chiara e minacciosa pre condizione di guerra. Da domenica, arresti domiciliari preventivi per tutti i principali leader politici kashmiri, compresi gli ex alleati di governo del partito del premier Modi.

Legge marziale e fascismo alla Modi

Legge marziale di fatto csul Kashmir e i suoi milioni di abitanti. Il partito sovranista di Modi lo aveva promesso: liberarsi dell’articolo 370 della Costituzione e fare del Kashmir uno stato come gli altri, anzi, meno degli altri. Smembrare il Kashmir declassandolo a duplice colonia di New Delhi. Le opposizioni hanno parlato di «omicidio della democrazia indiana». India un po’ alla israeliana, con una risoluzione Onu del 1948, per un plebiscito della popolazione kashmira per decidere del proprio futuro, mai attuato o soltanto preso in considerazione, alimentando sentimenti anti-indiani sfociati dagli anni Novanta nella lotta armata. Decaduto l’articolo 370, che aveva garantito finora il divieto di acquistare terreni per i non-kashmiri, la popolazione locale teme l’inizio di un’ondata di hinduizzazione della regione.

I musulmani del Kashmir e il Pakistan

Decisioni che potrebbe avere conseguenze esplosive e riaccendere il conflitto con il Pakistan. Il ministro degli Esteri pakistano, Shah Mehmood Qureshi, ha definito la decisione dell’India una violazione della risoluzione dell’Onu. «Nessuna mossa unilaterale da parte del governo dell’India può cambiare lo status di territorio conteso», si legge nel comunicato. Peggio: «come parte di questa disputa internazionale, il Pakistan farà uso di tutte le opzioni possibili, per contrastare misure illegali». Da ricordare, che, sia India sia il Pakistan, sono potenze nucleari. Segnali preoccupanti. La cancellazione di un importante pellegrinaggio indù in una grotta dell’Himalaya in Kashmir, per non meglio precisate ‘minacce terroristiche’, e l’arrivo di altyri 25 mila militari nella regione

Divisione su base religiosa

«Il decreto presidenziale entra in vigore immediatamente e sostituisce immediatamente gli articoli costituzionali sul Jammu e Kashmir, in particolare l’articolo 370», recita il testo diffuso dal governo.Modi ha fretta, prima che qualcuno a livello internazionale possa interferire per evitare una guerra di fatto certa. Il governo Modi ha anche presentato in Parlamento la sua geopolitica d’imperio: il Ladakh, la sua parte orientale a maggioranza buddista, sarà separato. Come già detto, la parte restante del Jammu e Kashmir (con le pianure prevalentemente indù del Jammu, nel sud, e la valle di Srinagar, prevalentemente musulmana, nel nord) perderanno lo status di Stato federato, saranno retrocessi allo status di ‘territorio dell’Unione’, salvo conquistarsi l’indipendenza nel sangue.

AVEVAMO DETTO

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