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mercoledì 16 Ottobre 2019

‘Mostri marini’ dei tempi sovietici, fantascienza russa in acqua

Con il tempismo del destino, gli Usa annunciano oggi la cancellazione del trattato sulla non proliferazione nucleare, accusando i russi per il missile da crociera Kalibr, in dotazione alla Marina
Pochi giorni prima, 28 luglio, festa della marina russa, con una esibizione di forza da far paura: più di 360 tra navi e sommergibili, 148.000 marinai, 4 flotte e 1 flottiglia.

La Russia navale da fantascienza

‘Mostri marini’ dei tempi sovietici, fantascienza russa in acqua. Alla parata principale a San Pietroburgo, informa con toni marziali l’agenzia russa Sputnik, i modelli più moderni di navi da combattimento, «frutto del lavoro di migliaia di esperti che hanno impiegato anni per realizzare queste navi eccellenti». Squilli di tromba e rullo di temburi, e poi il colpo di genio giornalistioco-propagandiastio, a scelta del lettore. Sputnik racconta i progetti più incredibili di navi che non hanno mai solcato i mari. Fantapolitica militare marittima sovietica, partendo ovviamente dal ‘Baffone’, tanto evocato dove non era e dove poco non si sapeva.

Navi da battaglia di Stalin

All’inizio degli anni ’30 i dirigenti sovietici decisero di creare una potente flotta oceanica. Navi da battaglia del ‘progetto 23’, serie ‘Sovetsky Soyuz’, il 15 luglio del 1938 al cantiere di Baltysky Zavod. Parallelamente anche il progetto della ‘Sovyetskaya Ukraina’ a Nikolaev, sul Mar Nero, e della ‘Sovyetskaya Rossiya’ e della ‘Sovyetskaya Belorussiya’ a Molotvsk, città che ha certamente cambiato nome e non la ritrovi più neppure con Wikipedia. Navi da battaglia più grandi e forti al mondo. Stazza totale di ogniuna, oltre 65.000 tonnellate, lunghezza 270 metri, larghezza 38.

Baffone pensa in grande

La potenza dei motori avrebbe superato i 200.000 cavalli e avrebbe permesso di raggiungere velocità anche di 29 nodi, promettevano. L’equipaggio sarebbe stato composto da 1226 marinai e 66 ufficiali. Armamento principale, tre torrette con cannoni da 406 mm di calibro che avrebbero sparato munizioni da una tonnellata a una distanza di circa 46 km (allora non c’erano ancora i missili). Attacco e difesa. Lo spessore della blindatura tra i 375 e i 420 mm per resistere a siluri con 750 kg di TNT. Bugia compro bugia vendo, sul finire della e vita delle super corazzate prima delle portaerei.

La Grande guerra patriottica

Verso la fine del 1941 la Sovyetsky Soyuz era stata ultimata per il 21%, la Sovyetskaya Ukraina per il 18%, la Sovyetskaya Rossiya per il 5%. L’attacco di Hitler le ‘affondo’ in cantiere. Settembre 1941 le navi da battaglia cancellate, sciolti gli equipaggi, scafi parzialmente smontati. Ad esempio, la blindatura della Sovyetsky Soyuz servì per la costruzione delle barricate nei pressi di Leningrado. Dopo la guerra non si ritornò sul progetto perché queste navi da battaglia erano considerate già obsolete. A dominare gli oceani allora vi erano le portaerei.

Foto aerea militare tedesca 1941

‘Portamissili a immersione’

Sopra e sott’acqua, meglio dei sottomarini lanciamissili ancora da inventyare. ‘Progetto 1231 Delfin’, messo a punto tra gli anni ’50 e ’60. Una nuova tipologia di nave da combattimento: una portamissili ibrida a metà tra un aliscafo e un sommergibile. L’ideatore di questa portamissili a immersione è stato Nikita Khrushev in persona. Secondo il progetto, la Delfin avrebbe dovuto immergersi e posizionarsi sott’acqua in modo da essere poco visibile. Stando al progetto: stazza 450-600 tonnellate, lunghezza 63 metri, velocità 14-38 nodi, autonomia di 5 giornate in superficie e di 2 sott’acqua. Armato con missili da crociera antinave P-25.

Il ‘sopra e sotto’ di Nikita

La Delfin si sarebbe dovuta avvicinare al nemico sott’acqua, riemergere, entrare nell’area di tiro nemica a grande velocità, lanciare i missili e ritornare sott’acqua. Tuttavia, questa tattica non era stata ben elaborata e non teneva in conto le possibili variabili dello scontro. Dopo un’attenta analisi delle caratteristiche tattiche e tecniche gli esperti hanno appurato che quanto a difesa la nave del progetto 1231 non superava i tradizionali aliscafi, mentre il suo costo era molto maggiore. Dunque, i lavori sulla Delfin si fermarono a una fase di elaborazione tecnica, e la successiva caduta politica di Khrushev fece il resto.

Sommergibile da sbarco

I sommergibili a propulsione nucleare del progetto 717 sono un’insolita classe di sommergibili da trasporto e sbarco. Stando al progetto, questo sommergibile si sarebbe potuto avvicinare a una costa non protetta e dalla sua prua sarebbero usciti i fanti di marina con le armi. La sua elaborazione cominciò nel 1967 e il progetto tecnico fu terminato nel 1971. L’imbarcazione era formata da tre scafi. In quello centrale i sistemi di controllo e il sommergibile vero e proprio e gli uomini. Negli scafi laterali circa 20 tra carri armati e veicoli trasporto truppe galleggianti.

Sub assaltatori ma non solo

Da progetto il sommergibile avrebbe dovuto misurare 190 metri per 18.000 tonnellate di stazza, in grado di trasportare 252 mine, 6 siluri e 2 cannoni d’artiglieria da 30 mm per difendersi. Ed essere in gradi di effettuare operazioni di salvataggio. Ma al momento di terminare il progetto per raggiungere la parità militare con gli Usa, l’Unione Sovietica aveva bisogno di sommergibili equipaggiati con missili balistici. Tutte le case costruttrici di armamenti e tutti i cantieri navali erano impegnati su mezzi a propulsione nucleare equipaggiati con testate nucleari. E il progetto di un sommergibile da trasporto e sbarco venne lasciato da parte.

Il destino di una portaerei

Il culmine del programma sovietico delle portaerei è rappresentato dalla Ulyanovsk 1143.7 la cui costruzione fu avviata il 25 novembre 1988. Per dimensioni e caratteristiche si avvicinava molto alle giganti americane: stazza totale di circa 80.000 tonnellate (la Nimitz ne aveva 98.000), lunga circa 325 metri e larga più di 70. 120 giornate di autonomia trasportando 70 tra aerei ed elicotteri. A Novembre 1991, imbarcazione quasi pronta, eliminata dalla Flotta militare russa per mancanza di soldi. Russia e Ucraina rinunciarono al progetto. Dal 5 febbraio 1992 cominciarono a smontare l’Ulyanovsk. Già a ottobre il Cantiere navale Chernomorsky era stato completamente sgomberato.

I sommergibili artici d’alta profondità

‘Mostri marini’ dei tempi sovietici, fantascienza russa in acqua, dicevamo. Passato lontano, fatto spesso di ingegno, a volte di velleità e di sfortuna, ma è storia russo-sovietica di interesse generale forse non ancora del tutto ed esclusivamente storico. Certamente di interesse strategico e tutelato da ferreo segreto, ciò che riguarda -ad esempio- la flotta sottomarina russa d’alta profondità, recentemente coinvolta in un incidente poco chiaro con vittime, su uno dei due mezzi sottomarini del AS-12 LOSHARIK, utilizzati forse per ricerche scientifiche o forse per ricerche di altra natura decisamente più riservate. Ma ovviamente su questo argomento, l’agenzia di stampa Sputnik nulla doverosamente ci racconta. Tra cinquant’anni, forse.

AVEVAMO DETTO

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