• 27 Febbraio 2020

Iran-Usa quasi in guerra nel Golfo, in Iraq assieme contro i jihadisti

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Tra stupore e sospetto
a Hormuz quasi guerra
in Iraq anti Is assieme

Iran-Usa quasi in guerra nel Golfo, in Iraq assieme contro i jihadisti
A voler essere benevoli, almeno lo stupore. Ma come? Nello stretto di Hormuz sta per scoppiare la terza o quarta Guerra del golfo con petroliere sequestrate e droni abbattuti, e il Iraq, terra di inizio di tutte le guerre e i pasticci americani in medio oriente, i soldati dei due ‘arci nemici’ danno la caccia assieme a quelli che dovrebbero essere ormai in debellati fantasmi del Califfo e del suo Stato Islamico? Sospetto doppio: dov’è il trucco per questo ben strano gesto di intelligenza oltre Stranamore Bolton? Due, jihadisti e Islamic State del Califfo non dovevano già essere stati cancellati?
Per fortuna che in Iraq è tornato Zuhair al Jezairy, giornalista collaudato dopo esili e ritorni, già direttore responsabile dell’importante quotidiano iracheno Al-Mada, e ora il direttore dell’agenzia di stampa indipendente Aswat al Iraq.
Zuhair al Jezairy, qui in Italia su Internazionale, racconta e svela. Di una campagna militare contro le cellule dormienti del gruppo Stato islamico, ma non una cosuccia da sbirri a caccia di cattivi. «Campagna militare che ha riguardato vaste aree del paese, dalle zone a nord di Baghdad e i dintorni di Diyala, ai governatorati di Al Anbar e Salah al Din, fino ai confini con la Siria». Ex Isis come certi ‘mai morti’.

Contro le cellule dormienti

E qui scatta la notizia dello stupore. Le forze aree della coalizione internazionale a guida statunitense che si affiancano alle milizie filo iraniane riunite nelle Unità di mobilitazione popolare, le ‘Hashd’, in supporto all’esercito regolare iracheno. Zuhair al Jezairy ci informa che i bombardieri americani hanno colpito le basi nascoste dell’Is alla periferia di Ramadi, Tikrit e Mosul, mentre le forze armate irachene erano impegnate nelle perquisizioni casa per casa.
L’esperto collega fa notare che questa nuova operazione -oltre allo stupore Hashd iraniana e UsAir Force-, arriva a due anni dalla vittoria ufficialmente dichiarata dalle autorità irachene contro il gruppo Stato islamico, che aveva occupato un terzo del paese nel 2014.

Altri dannati ‘mai morti’

Dopo la sconfitta finale in Iraq, l’Is ha cominciato a riorganizzarsi e a estendere le sue cellule dormienti fino ai quartieri nord di Baghdad, avverte Jezairy. «Il leader delle forze del governo autonomo curdo (i peshmerga), Jabar Yawer, ha calcolato che nel 2018 sono state 456 le operazioni condotte dall’Is in varie zone del paese, soprattutto Kirkuk e Mosul, nelle quali 1.742 iracheni sono stati uccisi, feriti o rapiti».
La nuova operazione viene definita un tentativo di mettere in sicurezza l’ampia zona desertica che arriva fino al confine siriano, nel timore che le cellule dormienti dell’Is abbiano usato l’area per riorganizzarsi, dimostrando di essere ancora presenti nonostante la sconfitta militare.

Remocontro

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