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sabato 7 Dicembre 2019

Yemen, guerra, fame, colera e ora il flagello biblico delle cavallette

Poteva mancare, in Yemen, il flagello biblico delle cavallette? La Fao, l’agenzia delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura avverte che le locuste del deserto, la cavallette bibliche, potrebbero provocare nei prossimi mesi gravissimi danni all’agricoltura del paese che soffre attualmente la più grave crisi umanitaria mondiale

Il flagello biblico delle cavallette

Yemen, guerra, fame, colera e ora il flagello biblico delle cavallette

Poteva mancare, in Yemen, il flagello biblico delle cavallette? Se lo chiede Marinella Correggia, sul Manifesto, dopo che la Fao, l’agenzia delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura ha ufficialmente preannunciato questa nuova sciagura su un Paese già allo stremo. L’invasione delle locuste del deserto più invasive dei bombardamenti sauditi, che potrebbero provocare nei prossimi mesi gravi danni all’agricoltura yemenita ma anche a quelle vicine ed altrettanto disastrate di Sudan, Eritrea, Somalia, Etiopia, fino al Kenya. Da pensare davvero ad una sorta di flagello biblico che però colpisce sempre i più sfortunati e non i più malvagi. Non solo le locuste ma anche gli uomini. L’intervento della Fao è ostacolato dall’insicurezza dell’area e dalla mancanza di mezzi. La Fao ha stanziato risorse ma lancia un appello pressante alle parti in conflitto per consentire che l’aiuto venga portato.

Dove le cavallette e dove la guerra

Lo Yemen è controllato e amministrato in alcune aree dal governo pro-saudita, in altre dai guerriglieri houthi. Il conflitto e la parallela esistenza di un governo ufficiale e un’autorità de facto sono sfide molto serie a qualsiasi tipo di intervento umanitario. Quella della cavallette distruggi tutto della povera agricoltura del Paese, è un danno particolarmente grave, fanno notare gli specialisti Onu. L’attività agricola tradizionale diventata con la guerra è una delle principali fonti di sussistenza. Nell’intervista con alcuni esponenti Fao di Marinella Correggia, abbiamo conferma del fenomeno consueto di ogni guerra, con la fuga dalle città bersaglio di bombardamenti, e dalla ricerca di cibo per la sopravvivenza. Ma non solo cavallette a minacciare una già grama sopravvivenza. Lo Yemen -apprendiamo- è il quartultimo paese al mondo per disponibilità di acqua pro capite, anche per l’impatto della crisi climatica.

L’acqua e il ‘khat’, la droga dei poveri

Il 90% degli yemeniti non ha acqua a sufficienza e il 60% non ha accesso ad acqua potabile e sistemi igienico-sanitari. L’agricoltura usa il 90-93% delle risorse idriche, con sistemi irrigui molto arretrati. Campi coltivati che diventano campi di battaglia, obiettivo di scontri e di conflitti per la conquista di cibo. Anche la coltura del khat, la droga dei poveri, produce ricchezza per pochi e torgli acqua per il cibo di molti. Scopriamo così una nuova sostanza stupefacente proveniente dall’Africa, in particolare dall’Etiopia, Ruanda, Uganda, Kenya e Yemen, che sta arrivando negli ultimi anni anche sul mercato italiano. Foglie di khat, che è sufficiente masticare, per uno sballo di poco mentre in Yemen ammazza quasi di più la fame della guerra. Un problema difficile da risolvere.

La guerra ‘maschia’,
il peso delle guerre sulle donne

Donne e agricoltura, anche in Yemen un binomio cruciale. Con la guerra che ha fatto partire molti uomini verso il fronte, la percentuale delle donne attive in agricoltura è salita a oltre l’80%. Le guerre fatte dagli uomini da sempre sulle spalle, le fatiche e le sofferenze delle donne. 

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