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giovedì 21 Novembre 2019

Ucraina vivaio Nato di neonazisti e i camerati italiani coi missili

Le indagini sui moderni arsenali scoperti in Piemonte, Lombardia e Toscana, di chiara matrice neonazista con croci uncinate e le citazioni di Hitler trovate insieme alle armi. Qualcosa di molto più pericoloso di qualche nostalgico del nazismo, collezionista di armi, e accertati rapporti con formazioni neonaziste operative in Ucraina

Un missile nell’arsenale neonazista

Ucraina vivaio Nato di neonazisti, e i camerati italiani coi missili
Un missile di fabbricazione francese, 800 chili di peso, valore sul mercato nero poco meno di mezzo milione di euro. E’ stato rinvenuto al campo volo di Voghera-Rivanazzano. Altri armi e simboli nazisti trovati a Gallarate, e poi moderni arsenali scoperti in Piemonte e Toscana. Qualcosa di molto più pericoloso di qualche nostalgico del nazismo. Fabio Del Bergiolo, 60 anni, definiva i migranti, «scimmie» e «invasori dell’Europa» e preparava la sua guerra. Nascondeva un arsenale e materiale con simboli nazisti nella casa a Gallarate, nel Varesotto, dove viveva con l’anziana madre. Oltre a coltivare una rete di contatti con estremisti di destra, combattenti sul fronte del Donbass, mercenari in Sudafrica, e ambigui funzionari di Stati esteri.

Varesotto missilistico

«Perfino un missile Matra aria-aria di fabbricazione francese e in uso alle forze armate del Qatar, arrivato misteriosamente in Italia e nascosto in un capannone nei pressi dell’aeroporto di Voghera-Rivanazzano Terme, un piccolo campo di volo in provincia di Pavia, al confine tra Lombardia e Piemonte», spiegano sulle pagine di Pavia del Giorno, Andrea Gianni e Stefano Zanette Un missile di 800 chili di peso, valore sul mercato nero poco meno di mezzo milione di euro. Coinvolti lo svizzero 42enne Alessandro Monti e l’italiano Fabio Bernardi, 51 anni. Ma il personaggio chiave sembra essere il Bergiolo, da Gallarate.

Candidato Forza Nuova

Una candidatura al Senato, nel 2001, con Forza Nuova, e guai giudiziari nel 2003 quando, ispettore delle dogane a Malpensa, fu coinvolto in una presunta truffa sul rimborso dell’Iva sugli acquisti fatti da passeggeri in transito. Dopo la condanna, il licenziamento, e da allora ‘broker’ delle armi sul mercato nero. Soldi e ideologia. A Gallarate, sono stati trovati, svastiche, riferimenti a Hitler e alle SS, munizioni e persino un moschetto Carcano 91 del Regio Esercito Italiano, modello usato per l’omicidio di Kennedy a Dallas, e armi più recenti e micidiali di fabbricazione austriaca o tedesca. Oltre al missile aria-aria, in vendita al prezzo di 470mila euro.

La pista Ucraina

Armi da dove e per chi? Inquirenti e Digos, riferiva il Corriere della Sera, starebbero indagando su «estremisti di destra vicini al battaglione Azov», ma non avrebbero scoperto «nulla di utile». Ovviamente, indagini in corso e ‘pista calda’ su cui non svelare troppo. Anche se le esistono da tempo documentate prove sul ruolo di questa e altre formazioni armate ucraine, composte da neonazisti addestrati e impiegati in piazza Maidan nel 2014 -regia Usa/Nato, è l’accusa più diffusa- e nell’attacco ai russi di Ucraina nel Donbass. In prima l’ormai ‘Reggimento Azov’, ossia, una unità militare regolare di livello superiore, precisa Manlio Dinucci sul Manifesto.

L’ex battaglione Azov

«Il battaglione Azov venne fondato nel maggio 2014 da Andriy Biletsky, noto come il ‘Führer bianco’ in quanto sostenitore della ‘purezza razziale della nazione ucraina, impedendo che i suoi geni si mischino con quelli di razze inferiori’, svolgendo così la sua missione storica di guida della Razza Bianca globale nella sua crociata finale per la sopravvivenza», ci ricorda Dinucci. Biletsky reclutò militanti neonazisti quale capo delle operazioni speciali di Pravy Sektor. L’Azov feroce o eroica, a seconda dei punti di vista. Per Kiev il battaglione viene promosso nella Guardia nazionale, dipendente dal Ministero degli interni, e Biletsky promosso a colonnello e insignito dell’«Ordine per il coraggio».

Problemi italo ucraini

L’Azov, reggimento di forze speciali, dotato dei carrarmati e artiglieria della 30a Brigata meccanizzata. L’emblema, ricalcato da quello delle SS Das Reich. Quale unità della Guardia nazionale, il reggimento Azov è stato addestrato da istruttori Usa e da altri della Nato. In visita alla Guardia nazionale anche i nostri carabinieri -ottobre 2018- che adesso potrebbero forse aiutare i colleghi poliziotti nelle loro indagini sulle propagini neonaziste lombardo piemontesi. «L’Azov è non solo una unità militare, ma un movimento ideologico e politico -sottolinea Dinucci, ricordando che l’Ucraina-, paese partner della Nato, di fatto già suo membro, sotto stretto comando Usa».

Il ‘colonnello’ Andriy Biletsky

«Le parole del Führer bianco»

Il ‘colonnello’ Andriy Biletsky ha anche creato un proprio partito, «Corpo nazionale», e resta il capo carismatico, esaltato sopratutto all’interno dell’organizzazione giovanile che viene educata, col suo libro «Le parole del Führer bianco», all’odio contro i russi e addestrata militarmente. Strano ‘Maestro di vita’, in un Paese che dice di voler entrare tre le democrazia in Europa. Ma assieme, la denuncia finale di Malio Dinucci, Azov, Pravy Sektor e altre organizzazioni ucraine reclutano neonazisti da tutta Europa (Italia compresa) e dagli Usa. «Dopo essere stati addestrati e messi alla prova in azioni militari contro i russi del Donbass, vengono fatti rientrare nei loro paesi, mantenendo legami con i centri di reclutamento e addestramento».

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