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giovedì 19 Settembre 2019

Boris Johnson, ultimo premier del fu Regno Unito?

Commenti sul nuovo primo ministro britannico Boris Johnson, in genere incerti e segnati dal dubbio, pochi applausi di tifosi, vedi Donald Trump, e mille dubbi tra i non schierati che badano ai fatti. Tra la Brexit e il caos, l’ultimo Regno Unito prima di Inghilterra, e Scozia e Galles e un pezzo di Irlanda?

Nuovo ultimo primo ministro UK?

Boris Johnson, ultimo premier del fu Regno Unito?

«Nuovo primo ministro, ma potrebbe essere anche l’ultimo di un regno effettivamente unito», la premessa di Gwynne Dyer, giornalista canadese che vive a Londra e quindi sa, autore commenti di politica internazionale pubblicati in più di cento giornali di tutto il mondo.
Il pessimismo di Dyer su Internazionale. «Johnson potrebbe farcela solo portando il regno Uniti fuori dell’Ue entro il 31 ottobre. Oggi giura che otterrà un accordo di uscita migliore di quello negoziato con Theresa May (che il parlamento ha rifiutato di convalidare per tre volte), ma l’Ue sostiene che non è possibile alcun nuovo negoziato. Potrebbe ricorrere al rimedio nazionale, ovvero alzare la voce in inglese, ma difficilmente funzionerebbe». Il suggerimento di Trump di mandare l’inferno Ue e Bruxelles.

Uscire dall’Ue o dal Regno Unito

Rozzo Trump, e non solo questione di soldi. «La posta in gioco è alta, e include la sopravvivenza di un’unione tricentenaria», quella appunto del ‘Regno Unito, l’UK. Johnson sostiene che porterà comunque il Regno Unito fuori dell’Ue, anche senza un accordo. La cosa avrebbe gravi conseguenze economiche per la popolazione britannica, ma per i più accaniti sostenitori della Brexit, via dall’Ue a qualsiasi prezzo.
Metà, e forse meno ormai, della popolazione britannica che detesta l’organizzazione di Bruxelles, l’altra metà contraria e sempre più preoccupata. E addirittura due terzi degli scozzesi hanno votato per restare nella Unione, alla faccia dei Brexiters sopratutto inglesi, alla Boris Johnson.

Risposte scozzesi e irlandesi

«Se un governo perlopiù inglese porterà il Regno Unito fuori dell’Unione europea e nella miseria economica, allora gli scozzesi decideranno probabilmente di lasciare il regno e rimanere nell’Ue. Il Partito nazionale scozzese promette già un nuovo referendum sulla questione», ci ricorda Dyer.
«Quel che accadrà in Irlanda del Nord con un’uscita senza accordo dall’Ue e un ‘confine duro’ tra il nord e la Repubblica irlandese, è più difficile da prevedere». Scenari da paura, per quella parte da sempre lacerata del Regno: «Potrebbe ricominciare l’epoca delle bombe e della violenza, oppure potrebbe esserci un referendum dall’esito incerto su un’Irlanda unita. Oppure, come è auspicabile, accadrà qualcosa di meno drammatico. Ma di sicuro le cose cambieranno».

Unione tricentenaria addio?

United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, in realtà, quattro ‘nazioni costitutive’ ”: Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. «La posta in gioco è quindi alta, e include la sopravvivenza di un’unione tricentenaria, e l’uomo al comando è tutto fuorché una garanzia di successo».
Virtù di Boris, problema Boris. Biografia politica sempre da Dyer, che guarda sempre all’altra sponda dell’Atlantico da cui proviene. Con molti spunti divertenti. Tipo, Boris Johnson, quello che sarebbe diventato Donald Trump se avesse studiato a Eton e a Oxford. Ma la differenze, difendiamo il neo premier, sono ben altre, anche se di suo, il Boris ne ha già combinate molte. «A parte le questioni di stile, i due uomini sono quasi identici».

Impietoso Dyer

«Sono entrambi dei bugiardi inveterati e senza vergogna. Sono entrambi quello che le persone normali e gli esperti definiscono “sociopatici”: uomini (perlopiù sono di sesso maschile) che accumulano mogli, fidanzate e figli nel corso della loro vita, ma non stringono mai veri legami affettivi con nessuno. E nessuno di loro ha un vero obiettivo politico».
«Sono piuttosto bravi a vincere, e prendono di mira gli stessi settori dell’elettorato: persone più anziane e meno istruite, spaventate per il loro futuro economico, e spesso razziste. Alcuni di quelli che li sostengono non sono nessuna di queste cose, naturalmente, ma è innegabile che entrambi corteggiano i nazionalisti bianchi. I richiami che lanciano in tal senso sono assordanti». Due razzisti, uno decisamente più colto e un po’ più educato dell’altro, dixit.

Obiettivi politici cercansi

Trump con l’obiettivo di eliminare ogni traccia dell’eredità di Obama, caccia alla sanità pubblica o all’Iran, è azione politica. Boris? Tentare di salvare il Partito conservatore dal suicidio della Brexit. Perché l’elettorato conservatore favorevole alla Brexit, a questo punto sceglie il partito di Nigel Farage. Elezioni europee catastrofiche per i conservatori. Se si votasse oggi, nel Regno Unito i conservatori verrebbero spazzati via, e dato lo stallo in parlamento, nuove elezioni -Brexit o non Brexit, accordo o strappo- molto probabili.
Boris causa/rimedio. «Certo, è pigro, inetto, follemente ambizioso, senza princìpi e propenso a fare grandi errori, ma è assolutamente necessario motivare le truppe ed è lui il più amato», finale epitaffio. «Nuovo primo ministro, ma potrebbe essere anche l’ultimo di un regno effettivamente unito».

 

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