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venerdì 6 Dicembre 2019

Muro israeliano, case palestinesi e l’illegalità da abbattere

Con il via libera della Corte Suprema, polizia ed esercito di Israele ieri hanno cominciato ad abbattere, con ruspe ed esplosivi, gli edifici palestinesi giudicati ‘pericolosi’ perché vicini al Muro. Un precedente che rischia di aprire la strada a centinaia di demolizioni di case palestinesi

La demolizione infinita

Muro israeliano, case palestinesi e l’illegalità da abbattere
«Un edificio avvolto in una nuvola di polvere e divorato dal braccio mobile di una enorme ruspa. Da lontano ieri mattina non si scorgeva più di questo a Wadi al Humus, rione orientale di Sur Baher, alla periferia meridionale di Gerusalemme. La polizia ha isolato la zona». Il racconto in diretta di Michele Giorgio, Nena News. Il grosso era avvenuto ore prima, poco dopo le tre, in piena notte, con il favore dell’oscurità mentre la città dormiva.
Nonostante le critiche da parte europea e dall’Onu, le forze di difesa israeliane hanno fatto irruzione prima dell’alba per iniziare l’abbattimento delle 13 abitazioni considerate troppo vicine alla barriera di separazione israeliana che taglia la Cisgiordania occupata. Ai giornalisti è stato impedito di raggiungere la zona mentre i residenti e gli attivisti sono stati trascinati fuori dalle case.

Solo Netanyahu?

Secondo le Nazioni Unite, affari umanitari, interessati 13 edifici già costruiti o in costruzione con circa 70 appartamenti. 17 persone sfollate e altre 350 colpite, per ora. Ma i residenti temono che altri 100 edifici nell’area in una situazione simile potrebbero essere a rischio nel prossimo futuro. Wadi al Humus, 6mila abitanti, costituisce l’area di sviluppo di Sur Baher dominato dalla colonia israeliana di Har Homa, alle porte di Betlemme. Sempre Michele Giorgio sul Manifesto spiega una vicenda nata nel lontano 2003. «Privi di ogni servizio gli abitanti si sono dotati di una rete idrica con l’aiuto della vicina Beit Sahour e hanno asfaltato le strade a proprie spese. Poi nel dicembre del 2011 l’esercito israeliano, per ragioni ‘operative’ ha proibito le costruzioni in una striscia da 100 a 300 metri su entrambi i lati del Muro, dichiarando in un solo colpo ‘illegali’ 134 edifici palestinesi che nel 2019 sono diventati 231. Crescita demografica e bisogno di nuove abitazioni ha spinto tante famiglie a sperare nel buon senso dei comandi militari israeliani. Niente da fare».

‘Accordo del secolo’ di Trump?

«Un massacro», la denuncia del presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen.  «Le demolizioni rientrano nella realizzazione del cosiddetto Accordo del secolo – riferendosi al piano di pace voluto dall’amministrazione del presidente Trump – che mira alla liquidazione della causa palestinese». Spara in alto la politica palestinese, molto gridata e molto isolata. C’è Trump e il genero Kushner e altri amici delle destre mondiali attorno, ma nei fatti c’è che, nei ‘territori palestinesi occupati’, l’occupante detta legge e quasi nessuno se ne stupisce nemmeno più. Abbattimenti decisi dall’Alta Corte di Giustizia, ma israeliana. E il ministro della Pubblica sicurezza, israeliana, Erdan, parla di ‘difesa’ da minacce terroristiche. Fu però lo stesso dicastero ad autorizzare la costruzione 10 anni fa, salvo poi revocarla nel 2012, sulla linea oltranzista del governo Netanyahu, accampando ragioni di sicurezza va e vieni.

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