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martedì 15 Ottobre 2019

Srebrenica, contabilità da becchini, militari olandesi vili al 10%

Balcani di sangue e di vergogna. La Corte suprema dell’Aja conferma la responsabilità parziale dell’Olanda nel massacro del 1995, ma si fa lo sconto, dopo quello sul numero delle vittime, quello monetario sulle colpe. Vergogna

Giustizia pidocchiosa, contabilità da becchini

Srebrenica, contabilità da becchini, militari olandesi vili al 10%
La possibilità si salvarsi la vita per quei 350 uomini che avevano cercato riparo nella base delle Nazioni Unite a Potocari, vicino Srebrenica, e che invece furono consegnati dal Dutchbat, reparto speciale dell’esercito olandese, alle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladic, per poi essere massacrate. Possibilità piccola piccola, e la Corte suprema dell’Aja si fa lo sconto: colpevoli e vigliacchi solo un po’, sino a ieri -sentenza di primo grado- al 30 per cento, ora la Corte fa lo sconto in casa e dice che quei soldati da vergogna, sono stati infami soltanto al 10 per cento. Quei magistrati allo specchio, quanto si fanno percentualmente schifo ogni mattina?

Memoria, ‘geheugen’ in olandese

Agli inizi del luglio 1995 l’attacco dei serbi di Bosnia contro l’enclave di Srebrenica, ‘zona protetta’ tutelata di un contingente olandese dell’Unprofor, la missione di peacekeeping dell’Onu. Lì, negli anni della guerra, avevano trovato protezione migliaia di bosniaci musulmani scampati ad altre offensive delle truppe di Mladic nella Bosnia nord-occidentale. Chi c’era ricorda che in barba ai caschi blu distratti, da lì operavano anche armati ‘bosniacchi’. La resa dei conti da parte serbo bosnica fu inimmaginabile. Uccisi a sangue freddo più di 8000 uomini bosniaci. Una delle pagine più buie della storia del Novecento, il più grande massacro in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale, riconosciuto come genocidio dal Tribunale per i crimini internazionali nell’ex Jugoslavia.

Il governo olandese si vergogna

Dato il coinvolgimento dei militari olandesi, il governo di Wim Kok, 1996, aprì un’inchiesta sulle responsabilità del ‘Dutchbat’ impegnato con la divisa Onu. Un’inchiesta che, si sofferti anni dopo e prove sconvolgenti che spinse il governo olandese a presentare in blocco le dimissioni a chiedere scusa al mondo e alle famiglie di quegli otto mila trucidati. Nobiltà d’animo rapidamente sfumata nei conti dei risarcimenti. L’Aja responsabile ma non colpevole, la versione da legulei successivi. Ridimensionamento delle responsabilità dello Stato. Nei giorni precedenti il massacro erano almeno 5 mila i bosniaci musulmani presenti nella base Onu, ma l’Olanda è stata condannata solo per la morte di 350 di loro, quelli la cui presenza era sconosciuta alle forze di Mladic. Gli altri erano carne da macello predestinati?

Vergogna, ‘sramota’ in bosniaco

«Una presa in giro per noi sopravvissuti» scampato al massacro. «Prima si mette all’asta il numero delle vittime, riducendole a 350, poi di quelle 350 si riduce la percentuale di responsabilità», attacca Camil Durakovic, ex sindaco di Srebrenica. «Sentenza umiliante» anche tenendo conto di quella precedente», per Murat Tahirovic, presidente dell’Associazione vittime del genocidio. Probabile ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo da parte dell’Associazione Madri di Srebrenica. La presidente Munira Subasic: «Importante che sia stata riconosciuta la responsabilità dello Stato. Mi addolora che non abbiano permesso ai soldati di testimoniare perché loro stessi hanno raccontato alle vittime che avrebbero potuto fare molto di più per loro. Il ministero della Difesa olandese ha cancellato tutte le prove in suo possesso. Perché lo ha fatto? Dov’è la democrazia?».

 

AVEVAMO DETTO

Un vecchio taccuino con la scritta Srebrenica

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