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martedì 15 Ottobre 2019

Troppo a sinistra o troppo colorate? Dagli insulti di Trump alle minacce

Il razzismo di Trump incita la base che ai comizi urla: «Mandale a casa». Interviene l’Fbi. Le quattro deputate democratiche, il gruppo «Squad»: Omar, Ocasio-Cortez, Tlaib e Pressley. Intanto la Camera la prima richiesta di impeachment.
Nalla foto, le quattro deputate democratiche, il gruppo «Squad»: Omar, Ocasio-Cortez, Tlaib e Presley.

Peggio essere democratiche
o ‘diversamente’ colorate?

Troppo a sinistra o troppo colorate? Dagli insulti di Trump alle minacce
Quesito per Trump: peggio essere democratiche o ‘diversamente colorate’? Detto in politica, più fascismo o più razzismo? Le quattro deputate invise a Trump: Ilmar Omar, Alexandria Ocasio-Cortez, Ayanna Pressley e Rashida Tlaib, «the squad», la squadra. Le deputate elette nelle recenti elezioni di midterm, tutte non caucasiche, non bianche, e a sinistra della sinistra alla Camera.
«Super preparate, giovani, volitive -le definisce Marina Catucci-, e recentemente hanno procurato non pochi problemi all’amministrazione Trump riguardo la gestione dei migranti nei centri di detenzione al confine tra Stati uniti e Messico». E il sempre rozzo Trump aveva scritto su Twitter che se a loro non piacciono le politiche statunitensi, possono lasciare il Paese e tornarsene «a casa loro».  E lui ce lo dovremmo riprendere in Europa? ‘Suprematismo bianco’ trasparente.

Trump contestato a Chicago

Istigazione alla violenza

Bersagli. Ilmar Omar l’obiettivo principale, somalo-americana è una dei primi musulmani eletti al Congresso e la prima donna a indossare l’hijab alla Camera. Peggio nera che socialista? «Trump e la sua base la odiano forse anche di più della socialista newyorchese Ocasio-Cortez e da mesi la destra Usa, da Fox news al presidente stesso, divulga una narrativa falsa e pericolosa su di lei, dicendo che è una nemica del popolo Usa e di Israele in quanto sostenitrice di Al Qaeda», bugie pericolose.
«La squadra riceve più minacce di morte di qualsiasi altro politico Usa, specialmente Omar e Ocasio-Cortez, al punto che Fbi e Cia hanno dovuto fare ai loro team dei training speciali per insegnare come riconoscere le minacce concrete e cosa fare in caso di attacchi. Una serie di regole da rispettare per salvaguardare la sicurezza delle deputate, come comunicare i loro appuntamenti pubblici e i luoghi dove si svolgeranno solo all’ultimo momento».

Vietato dare del razzista al razzista

La Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione di condanna per i commenti ritenuti razzisti fatti dal presidente Donald Trump nei confronti delle quattro deputate democratiche. 240 voti favorevoli e 187 contrari. A favore della risoluzione hanno votato anche quattro deputati repubblicani. La speaker democratica della Camera, Nancy Pelosi, aveva definito ‘vergognose’ le parole di Trump, attaccata a sua volta perché non si può dare del razzista al presidente, fin che è presidente. A causa anche dell’incitamento alla violenza, le richieste di impeachment da parte dei democratici aumentano.
Nel frattempo, altro vecchio scandalo che torna alla luce: da razzista a puttaniere. Documenti Fbi dal tribunale di Manhattan: Trump diede soldi a pornostar Stormy Daniels per comprarne il silenzio. 280.000 dollari alla Daniels e a all’ex modella di Playboy, Karen McDougal, anche lei presunta ex amante di Trump.

Il mondo costretto a fare
i conti con Donald Trump

Il mondo costretto a fare i conti con Donald Trump, commenta Pierre Haski, France Inter, su Internazionale. Altra lettura degli stessi fatti. Il mondo tra tanti guai -il Medio Oriente, crisi iraniana, la Brexit apparentemente impossibile e la Cina, lasciando da parte Africa e America Latina- e alla casa Bianca il personaggio di cui sopra. «Donald Trump, “distruttore in capo” del pianeta, l’uomo che fustiga gli europei, minaccia i cattivi iraniani (ma coccola i cattivi nordcoreani) e porta avanti in modo incoerente il suo scontro con il gigante cinese». La scena internazionale per Trump solo il prolungamento della campagna elettorale e occasione per ribadire che gli Stati Uniti possono contare “sulla più grande economia e sul più potente esercito del mondo”.
L’11 luglio, le dimissioni dell’ambasciatore britannico a Washington che aveva definito il presidente Usa un ‘vanitoso inetto’ date alla stampa dai Brexiter. «Il paradosso, confessa un diplomatico europeo, è che tutti gli ambasciatori a Washington hanno inviato lo stesso messaggio ai rispettivi governi».

AVEVAMO DETTO

Trump incompetente, vanesio, inetto, parola di ambasciatore

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