domenica 25 Agosto 2019

Donbass, la guerra va in vacanza, cessate il fuoco estivo

In contemporanea con le legislative ucraine, domenica, entrerà in vigore la tregua: raggiunto l’accordo che prevede anche uno scambio di prigionieri. Risultato del presidente ucraino Volodomyr Zelensky.
Mercenari italiani e Lombardia Russia, presieduta da Savoini anche in Ucraina.

Vacanza dalla guerra

Donbass, la guerra va in vacanza, cessate il fuoco estivo
Poteva sembrare uno scherzo dell’ex bravo comico Volodomyr Zelensky divenuto presidente. Un ‘cessate il fuoco estivo’ in attesa di tempi migliori per decidere sulla guerra. In realtà in Ucraina sta accadendo molto di più, come per fortuna ci racconta Yurii Colombo.
«Il gruppo di contatto tripartito (Russia, Ucraina, Osce) sulla risoluzione del conflitto a Donbass ha concordato mercoledì sera un cessate il fuoco a tempo indeterminato a partire dal 21 luglio e raggiunto un accordo anche per un rapido scambio di prigionieri tra i contendenti secondo la formula “69 contro 208” (69 persone detenute nelle carceri delle repubbliche autoproclamate contro 208 incarcerate in Ucraina)».

Evviva, ma senza illusioni

A far sperare su una vacanza permanente dalla guerra, le dichiarazioni di parte ucraina di ieri in cui “non si esclude che il cessate il fuoco possa essere definitivo”. Lo staff di Zelensky ha anche preannunciato una seconda telefonata del presidente ucraino a Putin, dopo quella di una settimana fa. ‘Toccare ferro’, invita il Manifesto, perché non tutto fila liscio. Dopo la smobilitazione delle truppe di un paio di settimane fa dalle ‘zone grigie’ nei dintorni di Lugansk, gli scontri sul teatro di Donetsk si erano fatti più violenti con un ampio uso dell’artiglieria pesante da entrambe le parti.
A complicare la trattativa, spiega Colombo, anche la decisione di Putin di allargare il numero dei cittadini ucraini che potranno richiedere il passaporto della Federazione Russa. Potranno diventare cittadini russi non solo quelli abitanti nelle zone controllate dalle ‘repubbliche popolari’, ma tutti quelli abitanti nel Donbass.

Annessione di popoli

Il nuovo ‘ukaz’ del Cremlino è giudicato da Kiev ‘provocatorio’, salvo rivelarsi «il grimaldello del Cremlino per accelerare ancora di più la trattativa di pace dopo le elezioni legislative in Ucraina che si terranno domenica». Prima il voto, poi vediamo il ‘non detto’ da Mosca, con buona pace di Zelensky che sperava di poter esibire qualche significativo risultato prima dell’apertura dei seggi a caccia di quella maggioranza assoluta per formare il governo che rischia di sfuggirgli.
Fino all’altro ieri la speranza che il governo russo potesse decidere il rilascio del marinai ucraini detenuti dopo l’incidente di Kerch nel marzo scorso, ma da Mosca hanno gettato acqua sul fuoco delle attese di Zelensky. Secondo il quotidiano di Kiev Strana, i russi avrebbero acconsentito alla liberazione dei soldati solo se questi fossero posti in arresto a Kiev. Una proposta considerata irricevibile dal governo ucraino.

E gli equivoci italiani

Ancora tensioni intanto con l’Italia. Le dichiarazioni di Salvini sul presunto ‘gruppo ucraino’ che avrebbe cercato di attentare alla sua vita, la condanna di un presunto eroe di Kiev per l’uccisione del foto giornalista Rocchelli, e i mercenari italiani sul fronte opposto. Secondo documenti finiti alla procura di Genova, ricompare l’associazione culturale filorussa Lombardia Russia, presieduta da Savoini, il faccendiere vicino Matteo Salvini, e si dice che a marzo del 2015 uno dei suoi iscritti abbia partecipato a un convegno di partiti nazionalisti a San Pietroburgo insieme ad alcuni dei mercenari poi arrestati in Italia dai Ros. All’incontro, che secondo i documenti era stato organizzato dal partito nazionalista russo Rodina con il patrocinio del Cremlino, erano presenti i comandanti di unità paramilitari dell’Ucraina orientale e individui che i magistrati definiscono “neonazisti europei, antisemiti e omofobi”.

 

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