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giovedì 21 Novembre 2019

Addio Andrea Camilleri, ci lascia con Montalbano e la sua Sicilia

Addio ad Andrea Camilleri, oggi a Roma i funerali del creatore di Montalbano. 93 anni, i suoi libri un fenomeno da 31 milioni di copie. L’ultimo saluto dalle 15 in poi, al Cimitero Acattolico per gli stranieri nel quartiere Testaccio, a Roma. Nicoletta Tamberlich dell’agenzia Ansa

Se ne va a 93 anni lo scrittore di Porto Empedocle, uomo impegnato e punto di riferimento civile e politico. Quasi un secolo di vita tra militanza, letteratura, teatro e televisione. Padre del celebre commissario Montalbano, i suoi gialli tradotti nel mondo. L’ultima battaglia contro Salvini e il razzismo.

 

Montalbano nell’Olimpo degli ascolti,
1,2 miliardi di spettatori, 34 tv movie.
Nuovi episodi e l’addio di Montalbano

Addio Andrea Camilleri, ci lascia con Montalbano e la sua Sicilia
Da un ventennio, senza incertezze e senza inganni sull’Everest degli ascolti. Trentaquattro tv movie (tratti da 24 romanzi e 20 racconti di Andrea Camilleri) in onda in prima serata su Rai2 (dal 1999 al 2001) e su Rai1 (dal 2002 a oggi). Numeri record quelli de “Il commissario Montalbano’. La serie evento è stata vista complessivamente da circa 1,2 miliardi di telespettatori. Solo nel nostro paese. Ascolti record che nel 2018 sono arrivati a toccare punte superiori ai 12,9 milioni di telespettatori (La giostra degli scambi, Rai1).

Era il 1999 quando Luca Zingaretti prestava per la prima volta carisma, ruvidezza e onestà intellettuale alla creatura di Camilleri (nel Ladro di merendine) intingendola nei colori e nei sapori della sua Sicilia. Gli ultimi due film che hanno stupito il pubblico di Rai1, ‘L’altro capo del filo’ e ‘Un diario del ’43’ sono andate in onda l’11 e il 18 febbraio. Per quanto riguarda le repliche ‘Una faccenda delicata’ è il titolo (1/a ribattuta in data 13 marzo 2017) che ha totalizzato il maggiore ascolto (9,7 milioni di telespettatori con il 39,7% di share). A ben 20 anni dalla messa in onda, il commissario, nato dalla penna di Andrea Camilleri, si è confermato, con la messa in onda a febbraio, il più amato dal pubblico, con 11.108.000 i telespettatori (44,9% lo share).

Complici anche i muretti a secco, la macchina che è sempre la stessa, le nuotate di Zingaretti davanti a casa, la terrazza sull’infinito di Marinella, la pasta ‘ncasciata di Adelina, i pizzini di Fazio, la passione per le donne di Mimì Augello, l’irruenza di Catarella. E il fascino aristocratico di Sonia Bergamasco nei panni dell’eterna fidanzata Livia. Il successo del commissariato di Vigata (luogo che non esiste peraltro ma nato dalla fantasia dello scrittore) non si è fermato in Italia, la serie è stata venduta all’estero e trasmessa negli anni in oltre 65 Paesi tra Europa, Gran Bretagna e Stati Uniti. La regia sempre di Alberto Sironi, la produzione Palomar di Carlo degli Esposti.

Ma non solo Montalbano. Se c’è una cifra letteraria che va riscoperta in Camilleri che ha stregato gli italiani (sia i lettori che i telespettatori), è quella dei romanzi storici, ambientati soprattutto nella Sicilia di fine Ottocento, quando l’Italia si era appena unita e una delle regioni che più accusò il colpo era proprio l’isola: La Stagione della Caccia, in onda lo scorso febbraio con protagonista il farmacista Fofò La Mattina (Francesco Scianna) che apre una farmacia a Vigata. E i più nobili fra i nobili sono i Peluso di Torre Venerina. Ma questa ricchissima e potente famiglia comincia all’improvviso a essere decimata dai lutti. L’adattamento tv con la regia di Roan Johnson, ha fatto segnare oltre 7 milioni di spettatori centrando più del 30% di share.

L’anno precedente un giallo in costume ma anche un western alla siciliana e soprattutto un romanzo storico di estrema attualità che va alla radice di contraddizioni e mali italici, dal divario nord-sud alla corruzione, alla criminalità organizzata: ‘La mossa del cavallo’, il film tv diretto da Gianluca Maria Tavarelli e tratto dall’omonimo giallo di Camilleri ambientato all’indomani dell’Unità d’Italia, nel 1877 sempre nell’immaginaria Vigata, ispirata alla città natale dello scrittore-sceneggiatore, Porto Empedocle. ‘La mossa del cavallo’ ha visto protagonista Michele Riondino che aveva già collaborato con Camilleri e Tavarelli per ‘Il giovane Montalbano’, (trasposizione tv di racconti dello scrittori del periodo giovanile del commissario). Risultato, quasi 8 milioni e il 32%.

Montalbano con Zingaretti è andato in onda in tutti i continenti, dall’Asia al Sudamerica passando anche per l’Iran. A dare il volto a Montalbano è sempre Luca Zingaretti, il regista sempre Alberto Sironi, Mimì è Cesare Bocci, Fazio è Peppino Mazzotta e Catarella è Angelo Russo. Perché mai come nel caso di Montalbano, squadra che vince non si cambia. Camilleri e il suo commissario Montalbano non lascerà soli i suoi fedelissimi spettatori ancora per molto: nel 2020 arriveranno tre nuovi episodi su Rai1. Da luglio Sironi è tornato sul set sempre con Zingaretti e il resto del cast.

Il primo film tv è tratto da La rete di protezione (2017) e vede il commissario alle prese con il mondo dei social network, mentre Vigata è in subbuglio a causa dell’arrivo di una troupe svedese impegnata a girare una fiction ambientata negli anni 50. Il secondo si intitola Il metodo Catalanotti ed è tratto dal romanzo uscito l’estate scorsa in cui Montalbano si trova a indagare all’interno di una compagnia teatrale amatoriale e, soprattutto, ha un incontro speciale che gli scatena una passione inaspettata. Infine c’è Salvo amato Livia mia, un mix di racconti il cui focus è la relazione tra Montalbano e la sua Livia.

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