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giovedì 19 Settembre 2019

La teoria del complotto che nega lo sbarco sulla Luna

Molte delle teorie della cospirazione sugli allunaggi delle missioni Apollo che hanno resistito fino a oggi sono riconducibili al libro pubblicato nel 1976 da Bill Kaysing, ex ufficiale della marina statunitense, aveva lavorato per uno dei produttori dei razzi impiegati dalla Nasa nelle missioni Apollo. Secondo Kaysing, non siamo mai andati sulla luna. Una truffa da 30 miliardi di dollari da parte del governo Usa.

La dietrologia dall’inganno vola sulla Luna

Nella foto pubblicata da Internazionale, gli astronauti Buzz Aldrin e Neil Armstrong si esercitano per imparare a usare alcuni strumenti sulla superficie lunare nel John F. Kennedy space center a Cape Canaveral, Florida, il 22 aprile 1969. L’immagine perfetta per la favola dell’inganno. Al quasi compleanno dei 50, una interessante ricostruzione di Peter Knight, su ‘The Conversation’, Stati Uniti, ripresa sempre da Internazionale.
La teoria della cospirazione si basa sull’assunto che la Nasa alla fine degli anni sessanta non fosse assolutamente in grado di far sbarcare degli uomini sulla Luna, come aveva promesso il presidente Kennedy, quindi avrebbe solo potuto mandare gli astronauti nell’orbita terrestre. I teorici del complotto sostengono che la Nasa abbia girato le scene degli allunaggi in studi cinematografici, e che esistano dei segnali individuabili nelle registrazioni e nelle foto che svelerebbero l’arcano. La Nasa avrebbe poi coperto la truffa da allora fino ai giorni nostri.

Il presidente Johnson e il vice Agnew al lancio della missione Apollo 11

Sospetti da troppe bugie

Dietrologi e sospettosi schierati. Tra il 5 e il 10 per cento degli americani dubita della versione ufficiale degli eventi. Nel Regno Unito il 12 per cento dei cittadini britannici credeva nelle teorie della cospirazione. In Italia rivelano che il 20 per cento degli italiani crede che gli allunaggi fossero un bluff, mentre un sondaggio del 2018 effettuato in Russia ha registrato il 57 per cento di scettici. E il nostro amico Giulietto Chiesa, gongola tra Italia e Russia. Ma il successo della teoria della cospirazione di Kaysing negli Stati Uniti è dovuto soprattutto alla grande crisi di fiducia per colpa Cia e della guerra nel Vietnam. Nel 1971 i ‘Pentagon papers’ mostrarono come l’amministrazione Johnson avesse mentito sulla guerra in Vietnam. Poi gli abusi Cia all’interno e di fuori del Paese. E i risultati della commissione Warren su ‘un alto grado di probabilità’ che dietro l’omicidio di Kennedy ci fosse un complotto.

Luna, trama e ‘realtà costruita’

Le teorie della cospirazione sugli allunaggi hanno fatto presa e durano da allora. Come è successo con l’omicidio Kennedy, i teorici del complotto sono andati a individuare le incongruenze dei documenti ufficiali, più che svelare notizie tenute segrete. Le prove di carattere visivo sono fondamentali. Vedere è credere, e chiunque può essere un detective autodidatta. Un po’ come l’esercizio della politica oggi. «L’idea che eventi tragici siano creati da “attori di crisi” al soldo dei governi è diventata la spiegazione di fondo per molti eventi contemporanei, a partire dall’11 settembre 2001 con l’attacco alle Torri gemelle, scrive Peter Knight. La storia che gli allunaggi sarebbero stati girati in uno studio poggia anche sull’ipotesi, decisamente più plausibile, secondo cui la corsa alla conquista dello spazio fu allo stesso tempo uno degli atti della guerra fredda e il trionfo del progresso umano.

1978, il film ‘Capricorn One’

Nel 1978 il film Capricorn One contribuì molto al successo delle teorie di cospirazione sugli sbarchi sulla Luna. Nel film, basato sul libro di Kaysing (sempre lo stesso ex ufficiale citato all’inizio), un immaginario sbarco su Marte è inscenato all’interno di uno studio cinematografico, attribuendo addirittura a Stanley Kubrick le scene dello sbarco sulla Luna. L’eccellenza degli effetti speciali nel film di Kubrick «2001: odissea nello spazio» del lontano 1968. «Pur bizzarre e poco attendibili, le teorie cospirazioniste sugli sbarchi lunari hanno comunque il merito di farci riflettere sulla possibilità che nella nostra epoca dominata dai mezzi di comunicazione la realtà stessa possa essere costruita ad arte, se non del tutto falsificata», è la conclusione del narratore Usa. Ma qui, come ben capite, siamo scesi dalla Luna a Terra. Anzi, alla quotidianità italiana di certe dichiarazioni da parte di ben noti personaggi.

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