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giovedì 21 Novembre 2019

Europa-Iran, Netanyahu senza freni: ‘come nel ’38 e la Germania nazista’

Dichiarazione di guerra mediatica, e ci va ancora bene visto che il personaggio le guerre le fa vere. Benjamin Netanyahu, primo ministro d’Israele (in molti sperano ancora per poco) ai ministri degli Esteri dell’Unione Europea. Arrogante come sempre il personaggio. In particolare contro Federica Mogherini, politica estera Ue uscente, per i falchi di Gerusalemme ‘filo palestinese’ e peggio, ‘filo-iraniana’.

Nucleare-Iran, Netanyahu sull’Europa
Pavidi, come nel ’38 con la Germania

Europa-Iran, Netanyahu senza freni: ‘come nel ’38 e la Germania nazista’
Dichiarazione di guerra mediatica, e ci va ancora bene visto il personaggio che le guerre la fa vere, e tante, e ovunque gli pare. Benjamin Netanyahu, primo ministro d’Israele da qui a settembre, elezioni politiche sperando, all’attacco dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea. Arrogante e spesso anche maleducato personaggio. In particolare contro Federica Mogherini, politica estera Ue uscente, per i falchi di Gerusalemme ‘filo palestinese’ e peggio, ‘filo-iraniana’, che per lui è come darle della donnaccia. Per fortuna ci aiuta a capire Umberto Di Giovannangeli sull’UffPost, rispetto ad una stampa internazionale mezza in vacanza.
«A Netanyahu non è andata giù la posizione assunta ieri a Bruxelles dai ministri degli Esteri dei Paesi Ue sull’Iran». Voleva l’Ue allineata all’asse Trump, Bolton, Bibi e i due Bin arabi? Il primo ministro israeliano parla da menegramo, con l’Unione europea che potrebbe non accorgersi della minaccia dell’Iran “fino a quando i missili nucleari iraniani non cadranno sul suolo europeo”. Netanyahu -solo lui e Trump, contro il parere dell’Aiea- denunciano le violazioni dell’Iran all’accordo 2015, stracciato unilateralmente dagli Stati Uniti, e poi -qui viene il brutto e l’uomo straripa- paragona quell’accordo alla pacificazione europea del ’38 con la Germania nazista.

Europa pacificatrice con l’Iran
e la guerra voluta a tutti i costi

L’Iran, aveva dichiarato Mogherini dopo il vertice dei ministri degli esteri europei, non ha commesso violazioni così gravi da giustificare una marcia indietro di Bruxelles dall’intesa sul nucleare siglata quattro anni fa. «Vogliamo che l’Iran ritorni al pieno rispetto delle norme previste dall’accordo. Dal punto di vista tecnico tutti i passi compiuti recentemente da Teheran sono invertibili, per cui invitiamo l’Iran a tornare sui propri passi». Per i distratti: il 7 luglio Teheran aveva annunciato di aver avviato l’arricchimento dell’uranio oltre i limiti stabiliti dall’accordo per fare pressione su Bruxelles e ottenere misure in grado di mitigare l’impatto delle sanzioni americane sul commercio iraniano.
Su questo fronte, Mogherini ha annunciato che Bruxelles sta valutando la possibilità di includere anche il petrolio all’interno di Instex, il meccanismo di pagamento per gli scambi con l’Iran ideato per aggirare gli effetti extraterritoriali delle sanzioni americane. Un meccanismo al momento senza alcuna evidente efficacia. Da qui l’accusa, il paragone con la Conferenza di Monaco del settembre 1938, quando gli allora imperi europei concessero alla Germania nazista pensando di poter evitare la guerra.

Versione elettorale israeliana e
Netanyahu per arrivare a cosa?

«L’Europa ha deciso di non decidere, privilegiando i propri affari alla stabilità del Medio Oriente e alla sicurezza internazionale. Una posizione miope, gravissima», sostiene con HuffPost una fonte governativa israeliana molto vicina al premier Netanyahu. «Qualsiasi stolto può capire che l’Iran non intende cessare i suoi sforzi per acquisire un’arma nucleare». La rivendicazione di esclusiva atomica in Medio oriente, accompagnata da una botta di stolti a tutti noi, mentre la politica cinica dei fatti spiega la differenza nucleare tra Kim Jong-un, vivo, e Saddam o Gheddafi morti.
La provocazione vale soltanto se a tuo vantaggio. «Di fronte a un Iran furbo e abile gli europei si sono dimostrati deboli e privi di principi», scrive Eldad Beck su Israel HaYom, giornale molto vicino a Netanyahu e al governo. Forzatura da ‘agit prop’ in campagna elettorale sulla nomina del ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell al ruolo di prossimo rappresentante della politica estera dell’Unione Europea. Ancora l’Iran che vorrebbe spazzare via Israele. «In piena campagna elettorale, Netanyahu cavalca questi sentimenti di ostilità verso Bruxelles» -Di Giovannangeli- e rilancia le accuse all’Iran per una seconda Shoah, shoah nucleare questa volta.

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