Privacy Policy
mercoledì 13 Novembre 2019

Somalia, strage jihadista Shabaab alla vigilia di un voto cruciale

26 morti tra cui anche la videoblogger somalo-canadese Hodan Naleya. Al momento dell’attentato nell’albergo era in corso una riunione per le candidature alle prossime elezioni. Gli Shabaab rivendicano ma sotto questa sigla si nascondono anche vecchi Signori della guerra e potenze straniere.
Foto, le macerie dell’hotel Asasey nella città somala di Kismayo

Autobomba e poi l’assalto
massacro politico e mirato

L’hotel Asasey nel cuore della città portuale di Kismayo nel sud della Somalia semidistrutto. Una autobomba e un commando di uomini armati all’assalto dell’hotel sparando all’impazzata. Massacro cercato e per ora 26 vittime. Tra di loro anche Hodan Naleyah, giornalista di 43 anni, due figli piccoli, che era tornata da pochi anni in Somalia dal Canada dove era cresciuta dall’età di sei anni per portare il suo «giornalismo del sorriso» -così lo definiva e così ci racconta Rachele Gonnelli- attraverso il suo video-blog su Integration tv.
Non una semplice emittente televisiva delle tante che trasmettono in Somalia ma un modo per raccontare storie della diaspora somala nel mondo e per raccogliere fondi per progetti di formazione femminile. Dallo Stato del Somaliland da cui proveniva la sua famiglia, a Kismayo appunto, dove viveva con il marito Farid Jama, ministro del commercio là, morto con lei nell’attentato.

La giornalista somalo-canadese Hodan Naleya uccisa

Mano Al Shabaab ma la testa?

Prima un’ autobomba, poi un commando di uomini in azione nell’hotel sparando all’impazzata. Ci sono volute addirittura dodici ore di scontri a fuoco alle forze fedeli al presidente del Jubaland attualmente in carica, lo sceicco Ahmed Madobe. Contraddizioni a mano armata visto che la milizia Ras Kamboni che secondo il sito Africa Confidential ha arruolato anche tanti disertori dei gruppi terroristici Al Shabaab. Sono gli stessi Shabaab a rivendicare l’attacco, il più sanguinoso degli ultimi mesi e il primo a Kismayo dal lontano 2012.
Secondo la giornalista italo-somala Shukri Said non è così scontato attribuire le responsabilità di un blitz così «politico» alla vigilia di una votazione cruciale. La mano certamente, ma e la testa?«Gli Shabaab, un po’ come l’Isis, si intestano tutto, ma dietro questa sigla si possono nascondere gruppi diversi, anche vecchi politici legati ai Signori della guerra o alle vecchie Corti islamiche, che non vogliono che la Somalia cambi o che non vogliono perdere il loro potere a volte sponsorizzato da lobby e potenze straniere».

Somalia, guerra in corso

Proviamo a capire attraverso il Manifesto, la complessità di un Paese dimenticato dalla grande stampa. Braccio di ferro in corso tra il governo centrale di Mogadiscio, presidente Mohamed Abullahi Mohamed, conosciuto con il soprannome di Farmajo, e gli stati che compongono la Repubblica federale della Somalia (Puntland, Galmudug, HirShabelle e Jubaland, più lo Stato autonomo del Somaliland). Ai primi di maggio la conferenza intra-somala convocata nel Puntland, è finita senza un accordo. E tra i punti di contrasto, oltre ai ritardi per la revisione costituzionale e sulla data delle prossime elezioni, c’era soprattutto la nuova legge sul petrolio, varata dopo la conferenza di Garowe, che attribuisce a Mogadiscio l’autorità a rilasciare le concessioni per l’esplorazione dei nuovi giacimenti scoperti nel Puntland, nel Galmudug e nel mare, attribuendo a se stessa una percentuale dei proventi più alta al governo centrale una percentuale dei proventi più alta rispetto a quelli regionali.

Chi e cosa Al Shabaab

Al-Shabaab, ‘i ragazzi’ in italiano, gruppo terroristico jihadista sunnita di matrice islamista attivo in Somalia, nato intorno al 2006. È la cellula somala di al-Qāʿida seguita alla sconfitta delle Corti Islamiche durante la guerra civile in Somalia. Nel 2012 gli Stati Uniti ha posto taglie su numerosi capi del gruppo. Presente sopratutto nelle regioni del sud della Somalia, finanziamenti per Al-Shabaab provengono anche dalle attività dei pirati somali. Al-Shabaab aveva occupato dal 2008 Chisimaio facendola sua capitale.
Alla fine del 2011, quando la sua forza era stimata a 14.426 guerriglieri, l’operazione militare ‘Linda Nchi’ di Somalia e Kenya. Da allora il declino, passando dal controllo del territorio ad operazioni di guerriglia, come accaduto per l’ex Isis. Ahmed Abdi Godane, leader di Al Shabaab dal 2008, viene ucciso nel 2014 con un drone Usa. A partire dal 2017, il Comando degli Stati Uniti in Africa intensifica le operazioni di bombardamenti con droni e operazioni di forze speciali coordinate con l’esercito somalo. Fine 2017, stime USA, restavano in Somalia tra 3 e 6mila militanti di Shabaab.

SOMALIA-ITALIA

Potrebbe piacerti anche