giovedì 18 luglio 2019

Missili francesi ad Haftar, ancora giochi sporchi dopo le bombe 2011

Tre missili francesi Javelin scoperti a Gharian, postazione vicino Tripoli persa dal generale Haftar. Parigi costretta ad ammettere che erano i suoi. Al Serraj denuncia la partecipazione di soldati di Macron all’offensiva contro la capitale.

Francia in Libia scoperta
con le mani nel sacco

Missili francesi ad Haftar, ancora giochi sporchi dopo le bombe 2011
Parigi costretta ad ammettere. Non poteva fare altrimenti dopo le rivelazioni scoop del New York Times. «I missili Javelin trovati a Gharian appartenevano effettivamente ai militari francesi che li avevano acquistati dagli Stati uniti», ha comunicato ieri il ministero della difesa francese. Il problema è che quell’armamento di non poco conto è stato scoperto dalla forze di Tripoli nella importante base di Gharian precedentemente occupata dai militari dell’«uomo forte» della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar. Due possibilità: o la presenza di militari francesi nascosti tra le truppe del generale maresciallo che vuol farsi presidente, o armi vendute dalla Francia ad Haftar fregandosene di embargo internazionale e molto altro. Quale delle due sia, comunque una gran porcata.

Fine del generale libico americano?

Il governo di Tripoli guidato da Fayez el Serraj meno debole di quanto si credeva, salvo bel altre debolezze, e il generale-maresciallo cittadino Usa che si rivela molto meno forte se non addirittura capace di quanto egli ama esibire. Haftar meno forte proprio per la perdita di Gharian, la città a 80 chilometri da Tripoli che era stata la testa di ponte dell’attacco lanciato il 4 aprile dalle sue forze, l’auto proclamato ‘Esercito nazionale libico’, per conquistare la capitale e mettere fine al governo di Serraj. «Dopo Gharian, Haftar ha subito altre sconfitte, per la delusione dei suoi sponsor, Egitto e le monarchie del Golfo. E ora -svela Michele Giorgio su Nena News- gli Emirati, suoi principali finanziatori, assieme agli egiziani, vorrebbero sostituirlo con l’attuale ambasciatore libico ad Abu Dhabi, Aref al Nayed».

Gli amici libici della Francia

Forse solo voci. Forse diffuse dai nemici per sfruttare le inattese difficoltà militari del generale, precisa Di Giorgio, ma certo Haftar aveva, e probabilmente ancora ha, l’appoggio della Francia. Anche lei, in questo ore, in guai libici, costretta a dare spiegazioni agli altri governi europei. Quei missili Javelin, spiegava ieri Parigi, erano armi per l’autodifesa di unità francesi ‘in missione di ricognizione anti terrorismo’. Motivazione generica copri tutto e spiega niente. ‘Armi danneggiate e fuori uso lasciate in deposito in attesa di distruzione’. Molto imprudente. ‘Armi mai trasferite a forze locali», e qui la virtù del dubbio è d’obbligo. Ad apparente sostegno di questa versione, la morte, luglio 2016, di tre uomini delle forze speciali francesi a bordo di un elicottero delle forze di Haftar caduto vicino ad Agedabia. Javelin perduti in quella occasione?

Missili Usa in uso francese

Secondo il New York Times, i quattro missili anticarro di fabbricazione statunitense erano stati venduti alla Francia nel 2010, assieme ad altri 256. La stessa fonte militare francese citata dal quotidiano Usa non ha saputo spiegare cosa ci facessero i Javelin a Gharian. Il sospetto è che dei militari francesi fossero nella città comando delle forze di Haftar per dare slancio all’offensiva verso Tripoli. Ed è sempre Michele Giorgio a ricordarci che già il primo luglio l’ambasciata francese in Libia era stata costretta a smentire «categoricamente notizie sulla presenza di soldati o personale militare francese» a Gharian. Soldati no missili si? Qualche giorno prima i militari agli ordini di el Serraj che stavano entrando nella città conquistata, sostenevano di aver visto militari francesi fuggire a bordo di sei auto. Prima ancora, aprile, il caso dei 13 francesi armati fermati alla frontiera tunisina mentre uscivano dalla Libia.

Trucchi e morti veri

Missili Javelin ‘dimenticati’ o dati in uso, resta una partita comunque sporca da parte francese, dopo le bombe anti Gheddafi che hanno aperto il fronte dal caos. Partita soltanto apparentemente interna quella che sta dilaniando dal 2011 la Libia. Haftar vincente sino a ieri e concessioni petrolifere che rischiavano di cambiare destinatari. Haftar ‘francese’ con soldi emiratini e armi egiziane e l’ex sfigato el Serray ‘italiano’ con troppo amicizie integraliste islamiche e trafficanti di migranti della costa. Stati Uniti che con Trump non sanno bene quale parte a loro conviene. Cinismo politico militar diplomatico, e i morti veri, tra cui i migranti uccisi dal bombardamento di qualche giorno fa compiuto dalle forze di Haftar. Dati Onu, 1.048 morti e 5.558 feriti il bilancio dei combattimenti.

 

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