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venerdì 20 Settembre 2019

Ucraina verso elezioni politiche, la pace contro l’ultra nazionalismo

Il presidente Zelensky in vantaggio nei sondaggi con oltre il 42%, ma non basta per la maggioranza alla Rada. Per sfondare ha bisogno della pace. Sul Donbass si appella a Trump e propone l’allargamento dei mediatori

Il presidente ucraino Zelensky
per un parlamento dopoguerra

Ucraina verso elezioni politiche, la pace contro l’ultra nazionalismo
Era stato il primo atto dell’ex comico, neo presidente ucraino Volodomyr Zelensky, che aveva sciolto la Rada e indetto nuove elezioni. Obiettivo, ottenere una maggioranza in parlamento che gli permettesse di governare evitando la coabitazione con un parlamento ancora filo-Poroshenko, l’avversario battuto ma che si propone come leader dell’Ucraina più estremista della guerra permanente contro la Russia. A meno di due settimane dal voto, la situazione in Ucraina resta più incerta che mai, spiega Yurii Colombo sul Manifesto. Gli ultimi sondaggi danno al partito di Zelensky, Servire il popolo, il 42-44% delle intenzioni di voto.

Primo partito ma non basta

Primo partito, ascesa straordinaria per un partito che solo qualche mese fa non esisteva, ma non basterebbe. Un terzo dei deputati sarà eletto con il sistema uninominale e difficilmente il neo-presidente potrà contare sulla maggioranza assoluta, spiega sempre Yurri Colombo. Al secondo posto con l’11-13% il Blocco delle opposizioni di Yuri Boyko, l’ex partito delle regioni filo-russo, ed è un altro segnale di cambiamento necessario in casa. Ancora più distanziata e in discesa la colazione dell’ex presidente Poroshenko all’8% e Patria di Yulya Timoshenko con il 7%. Decisivi per Zelensky dei risultati concreti sulla promessa pace nel Donbas

Modello ‘Moldavia’

L’unica coalizione pacifista possibile, dati da sondaggi, è quella con l’ex partito delle regioni filo russo, «una unità nazionale» stile quanto avvenuto in Moldavia recentemente, ma assai più difficile se non addirittura improbabile in un Paese ancora attraversato da odi nazionalistici coltivati da più parti. Obiettivo politicamente più facile per Zelensky, quello di una sua maggioranza parlamentare senza alleanza necessarie. Ed ecco la proposta al vertice con l’Ue a Kiev, di riprendere le trattative di Minsk con più paesi coinvolti. Oltre a Russia, Francia e Germania già nel gruppo di contatto, l’inserimento di Usa e Gran Bretagna a garantire i paurosi.

A caccia di leaders

Zelensky teatrante cerca anche il colpo di immagine. «Voglio fare appello al presidente della Federazione Russa Vladimir Putin… lei, io, il presidente degli Stati Uniti Trump, la premier britannica May ( chi per lei), la cancelliere tedesca Merkel, il presidente francese Macron, possiamo incontrarci a Minsk». La spara grossa il giovane neo presidente, sapendo che non si sarà mai un G5 in Ucraina, ma la proposta scuote. Mosca concede che una presenza Usa non sarebbe un problema. Al ministro Lavrov ripetere che serve confronto diretto tra Repubbliche Popolari e Ucraina. Problemi Regno unito e Russia dopo il caso Skrypal, ma è solo teoria.

Neofascisti in rivolta

A Kiev intanto i gruppi neofascisti sono tornati alla consueta violenza. Ridotti ai minimi termini elettorali (i sondaggi danno a Svoboda uno striminzito 1,5%), i neri ucraini hanno organizzato una campagna di intimidazioni e violenze contro l’idea dell’emittente tv privata ucraina ‘NewsOne’ e quella russa ‘Rossya 24’ di creare un «ponte televisivo» di informazioni dedicato ai cittadini dei due Paesi. Ma i giornalisti ucraini di NewsOne hanno dovuto presto gettare la spugna: ai presidi di protesta della destra radicale a Kiev si sono aggiunte botte e minacce di morte per i giornalisti che avrebbero dovuto essere coinvolti nel progetto.

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