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venerdì 20 Settembre 2019

Brasile, caso Moro: l’ex giudice anti Lula in ‘vacanza’ da ministro

Brasile, vacanza da ministro della Giustizia di Sergio Moro, giudice di Lula. Crisi nel governo di Bolsonaro, l’eroe della tangentopoli brasiliana che ha fatto condannare l’ex presidente Lula, si prende 5 giorni di stop ‘dalle sue funzioni’ per ‘ragioni personali’. Spinte alle sua dimissioni dopo le rivelazioni dal sito di giornalismo investigativo The Intercept

Governo Bolsonaro, quasi crisi
per il giudice anti Lula fatto ministro

Brasile, caso Moro: l’ex giudice anti Lula in ‘vacanza’ da ministro
Il governo Bolsonaro perde un altro ministro, e non è il primo, ma è certamente il più popolare, anche se attualmente in forte crisi di credibilità personale. Sergio Moro, il quasi italiano eroe della ‘Lava Jato’, la tangentopoli brasiliana, il giudice che la sua discussa condanna all’ex presidente Lula, ora in carcere, ha aperto la strada all’ultradestra di Bolsonaro alla presidenza. Ora Sergio Moro, fatto ministro della Giustizia come premio, ha deciso di prendersi un breve ma strano congedo. Per cinque giorni, dal 15 al 19 luglio, «si asterrà dalle sue funzioni istituzionali per risolvere delle questioni personali», recita un comunicato della presidenza. Che vuol dire? Per cinque giorni non è più ministro? Mai sentita al mondo. Arzigogolo politico per cercare di celare una crisi che ormai sta per travolgere l’ex supermagistrato ‘cacciatore di corrotti’, ma solo i corrotti nemici, è la scoperta ultima.

The Intercept

«L’eroe della tangentopoli brasiliana, il simbolo della lotta alla corruzione, il magistrato che ha fatto condannare e sbattere in carcere il padre della sinistra latino americana, Lula, ha perso legittimità», scrive dal sudamerica Daniele Mastrogiacomo su Repubblica. Nelle indagini sul mega scandalo che ha sconvolto il Brasile e coinvolto altri 11 paesi del continente, il magistrato che si dichiarava ammiratore della nostra Tangentopoli, non è stato ‘giudice terzo’, ma, come hanno svelato telefonate e messaggi, ha di fatto diretto l’azione investigativa dell’accusa. Documenti pesanti: una serie di chat segrete scambiate su Telegram tra Moro e il capo del pool di pm, Deltan Dallagnol. «Dialoghi continui tra giudice e pubblici ministeri nei quali l’attuale ministro della Giustizia suggeriva le piste investigative da seguire, le prove da trovare, le notizie da filtrare alla stampa per sondare le reazioni, fino all’insistenza nel trovare altri testimoni e ulteriori riscontri a sostegno delle accuse nei confronti di Lula».

Moro screditato e governo in crisi

Moro screditato, e lo stesso esecutivo della destra estrema, votato quasi a furor di popolo che a soli sei mesi da suo insediamento ha problemi di tenuta interna e forse anche di consensi. Sergio Moro ha attaccato le rivelazioni di Intercept, “frasi estrapolate frutto di un hackeraggio criminale”. ‘Materiale originale, senza alcuna contraffazione’, ribattono le pubblicazioni che hanno avuto accesso al materiale. Ed ecco che l’ex giudice di Lava Jato ha deciso di prendersi la ben strana ‘pausa di riflessione’. Una scelta che sembra sia stata sollecitata dallo stesso Bolsonaro che si è visto dimezzare l’indice di consenso, 33 per cento di gradimento, secondo l’ultimo sondaggio di Datafolha, la percentuale più bassa per un presidente, dopo sei mesi dal suo insediamento, dal 1999. Prova popolarità del presidente Bolsonaro e populismo al potere, la scorsa settimana con Sergio Moro accanto sulle gradinate del Maracaná in occasione della finale tra Brasile e Perú della Copa America. “Parlerà il popolo”, aveva detto Bolsonaro. E il popolo si è espresso: quando le telecamere hanno inquadrato il presidente assieme a Moro lo stadio è rimbombato di fischi e urla, mentre un piccolo settore rispondeva con applausi.

Gli amici degli amici

A colpi di rivelazione, The Intercept, continua. A TROPA DE CHOQUE DE SERGIO MORO NO CONGRESSO É UM DESFILE DE HOMENS COM PROBLEMAS COM A LEI. Portoghese difficile, ma in sintesi, ‘le truppe di Sergio Moro al Congresso una sfilata di uomini con problemi di legge’. Nuove accuse politicamente pesantissime per il ministro chiamato a fare piazza pulita della corruzione endemica nel Paese. La pubblicazione continuerà probabilmente per mesi. Il materiale finora reso pubblico è solo una piccola parte delle decine di migliaia di chat che una fonte anonima ha fatto recapitare a The Intercept. E il fatto che ad affiancare il quotidiano on line di Greenwald sia una rivista come Veja, da sempre grande sostenitrice di Moro, dimostra che l’intero atteggiamento di Moro durante i sei anni di indagini è messo in discussione. Molto probabile che lo scandalo, data la situazione politica attuale del Brasile, non abbia conseguenze sulla situazione giudiziaria di Lula. Tutta da da verificare la tesi della difesa che la condanna del due volte presidente del Brasile sia stata frutto di un accanimento che traspare dalle conversazioni tra giudice e pm. Ad agosto prima verifica di atteggiamenti giudiziari al Tribunale Superiore Federale chiamato a pronunciarsi su una richiesta di libertà provvisoria.

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