venerdì 19 luglio 2019

Trump incompetente, vanesio, inetto, parola di ambasciatore

Valutazioni su Trump e sulla sua politica da parte dell’ambasciatore inglese a Washington Kim Darroch, note informative interne e segrete, divulgate dal quitidiano inglese Mail. Appunti segreti di Sir Darroch il quale sosterrebbe che la carriera del presidente Usa potrebbe finire in «disgrazia».

Sir Kim Darroch, ambasciatore
del Regno Unito negli Stati Uniti

Trump inetto, incompetente, vanesio, parola di ambasciatore britannico
Annotazioni e appunti di Sir Kim Darroch dal 2017 a oggi, sul presidente statunitense Donald Trump, rapporti segretissimi e destinati soltanto a poche persone di Downing Street e del Ministero degli Esteri britannico. Analisi e giudizi molto delicati sulla persona del presidente e sulla nuova squadra alla Casa Bianca. Ma noi iniziamo questa cronaca dalla fine, dal giudizio politico di non troppo tempo dell’esperto ambasciatore britannico alla premier Theresa May: «Non crediamo davvero che questa amministrazione diventerà sostanzialmente più normale, meno disfunzionale, meno imprevedibile, meno faziosa, meno diplomaticamente goffa e inetta». Dopo di che, è stato ricevuto a corte. Dubbi allora, pentimenti nascosti probabili da parte inglese, e problemi politici gravo adesso, visto che il personaggio di cui si parla non è solo vanesio, oltre che inetto incompetente, ma è anche vendicativo. Una carogna insomma.

L’ambasciatore del Regno Unito a Washington Sir Kim Darrock

Molti nel mondo lo pensano
ma se lo scrive l’ambasciatore

Sintesi del fior da fiore delle valutazioni di un esperto diplomatico di carriera coltura anglosassone su quel discusso miliardario americano diventato inaspettatamente Presidente Usa. «Inetto», «incompetente», «insicuro», «vanesio», «diffonde insicurezza», «i suoi discorsi sono pieni di bugie», «la sua carriera potrebbe finire male anche se pare resistente come Terminator», «alla Casa Bianca le faide interne sono pronte a tirare fuori i coltelli». E attebto che è soltanto un assaggio, definizioni dure ma sintetiche rispetto ad una analisi altrettanti impietosa ma decisamente più preoccupante per il mondo. Nei suoi messaggi l’ambasciatore sostiene che nell’amministrazione di Donald Trump ci sono fazioni interne contrapposte pronte anche «ad accoltellarsi». «Non sono fake news come le definisce il presidente: è la verità. Anche per questo motivo è difficile che, per esempio, la politica americana sull’Iran possa diventare a breve termine coerente».

Come trattare con quel
megalomane vanitoso

Quasi divertenti i consigli che Sir Darrok invia a Downing Street e al Foreign Office su come trattare Donald Trump durante la sua visita di Stato in Regno Unito di inizio giugno, tra una regina e la politica. «Esponetegli le cose in maniera chiara ed essenziale», che non è l’esaltazione della sua duttilità di pensiero. Ma soprattutto, giocate sulla sua smisurata vanità. «Appena lo incontrate cominciate a lodarlo per qualcosa che ha fatto di recente». Darroch consiglia anche Londra di ‘usare’ i contatti esterni del Presidente con i quali lui si consulta fuori dalla Casa Bianca sulle sue politiche. Più fuori che dentro alla Casa Bianca. Infine, per la premier Theresa May, l’invito a chiamare più spesso Trump: «Il presidente l’apprezza e gli fa piacere sentirla al telefono». Vero è che lo stesso Trump «è rimasto favorevolmente impressionato dalla visita di Stato a Londra, ma non illudetevi. La filosofia è “America first”, ossia, vengono prima gli interessi americani».

Russiagate o meno
Trump, la Russia e altro

L’ambasciatore sospetta anche legami più stetti di quanto appaia tra Trump e la Russia, addirittura potenzialmente «devastanti», mentre le guerre commerciali dell’amministrazione Trump possono danneggiare l’intero sistema di scambi mondiale. Bugiardo, incapace, vanesio, eccetera eccetera, «tuttavia, Trump può vincere le elezioni del 2020», avverte Darroch. Rivelazioni scottanti difficili da smentire o ammorbidire -vedremo cosa si inventano- che arrivano in un momento molto delicato tra i due Paesi. La visita di Stato di Trump a inizio giugno, accolto con tutti gli onori a Corte, aveva rasserenato gli animi, dopo alcuni mesi piuttosto tesi tra Stati Uniti e Regno Unito a causa di alcune intromissioni di Trump e della sua amministrazione nella Brexit, spingendo chiaramente per il No Deal, la pericolosa uscita di Londra dall’Ue senza accordo. Ora problemi grossi tra le due sponde dell’Atlantico, considerando che tra tutti i difetti citati dall’ambasciatore, oltre a quanto detto sopra, Trump sarebbe anche permaloso oltre che vendicativo.

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