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venerdì 20 Settembre 2019

Grecia, ritorno al passato, vince il centrodestra, finisce l’era Tsipras

Tsipras punito per l’austerity, ai conservatori la maggioranza assoluta. Fuori i neonazisti di Alba Dorata
Ritorno al potere del partito Nea Demokratia che governava prima della crisi del debito. La sinistra di Tsipras ha recuperato punti sulle europee ma non abbastanza. Per lui un incarico in Europa

Ritorno al passato

Grecia, ritorno al passato, vince il centrodestra, finisce l’era Tsipras 

La Grecia saluta il premier dei tanti-troppi sacrifici che l’ha salvata dal crak, Alexis Tsipras, e sceglie di tornare al passato sognando antiche abbondanze. Kyriakos Mitsotakis, leader del partito conservatore Nea Dimokratia, figlio e pronipote di primi ministri, ha studiato negli Usa e lavorato per JP Morgan e McKinsey. erede di una delle famiglie più potenti della politica ellenica, sarà il nuovo primo ministro, dopo aver conquistato il 39,7% dei voti e 158 seggi in parlamento (50 i parlamentari ‘di premio’ al primo partito). Syriza, il partito di sinistra del premier uscente, si ferma al 31,4, con 86 parlamentari, quasi dimezzati rispetto ai 151 delle elezioni del 2015. Un risultato che permette a Mitsotakis di guidare il Paese in autonomia.

Vouli ton Ellenon

Vouli ton Ellenon, il parlamento greco, sarà molto variegato. Entrano altri quattro partiti oltre ai conservatori e a Syriza. Hanno superato lo sbarramento del 3% i centristi di Kinal, formato in gran parte da fuori usciti del socialista Pasok, con l’8% e 22 seggi, il partito comunista Kke, con 5,3% e 13 seggi. Poco oltre il 3%, il partito Azione Ellenica, che rappresenta la nuova destra oltranzista, con il 3,8% e 10 seggi e Mera25, il partito dell’ex ministro delle Finanze, Yannis Varoufakis, grande oppositore alle politiche di austerity che con il 3,4% conquista 9 seggi. Fuori dal parlamento e forse anche dalla politica i neonazisti di Alba Dorata, crollati dal 7% al 2,9% dei voti. Tsipras sconfitto, saluta con dignità e lascia il passo e un liberale di destra con solide relazioni internazionali, ma lontano anni luce da ogni deriva sovranista e populista.

Mitsotakis, promesse e fatti

Il neo premier Mitsotakis, «Renderemo la Grecia un Paese migliore, l’era delle basse aspettative è finita. Il popolo greco ci ha dato il mandato forte che avevano chiesto e noi non lasceremo indietro nessuno. Abbiamo tanto da fare, voglio essere il premier anche di chi non mi ha votato». La Grecia sogna, almeno una parte di chi ha votato. “Bruxelles incrocia le dita”, osserva su La Stampa, Marta Ottaviani. Europa e mal di pancia. L’incomprensibile Brexit, perché la pancia del paese non voleva più legami con il continente e con l’Unione Europea, ma da giugno 2016 aspettiamo ancora che la Brexit diventi realtà. Nel luglio del 2015 il “no” di Atene e del suo popolo -referendum- alla cura fatta di sacrifici e tagli allo stato sociale. Poi Tsipras, e ora il ritorno alle speranze / illusioni (?) del passato.

Quei 280 miliardi di euro

«I 280 miliardi di euro di aiuti che sono piovuti su Atene solo di passaggio, di fatto rientrati in una partita di giro nelle tasche delle banche e dei vari fondo salva-stati», osserva Roberto Sommella, della Antitrust Authority, sull’HuffPost. Stessi debiti sulle spalle anche del nuovo esecutivo, formato-va ricordato- da una delle principali forze politiche che truccarono i conti dopo le Olimpiadi, portando il Paese sull’orlo del fallimento. Su Atene, che oggi ufficializza un passaggio di testimone, memoria utile. La ‘Grexit’ evitata a costo di enormi sacrifici per quasi tutte le classi sociali, e una Lagarde angelo sterminatore del Fmi che ora Mitsotakis si troverà alla guida della Bce.

GRECIA, FUORI DAL PARLAMENTO
I NEONAZISTI DI ‘ALBA DORATA’
Alba Dorata, i camerati greci dei nostri CasaPound e Forza Nuova, da terza forza politica col 7% dei consensi e quasi 20 parlamentari, a zero. Crollano al 2,9% e restano fuori dal Parlamento.

 

AVEVAMO DETTO

«Grazie di tutto Tsipras», ma oggi la Grecia svolta a destra

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