venerdì 19 luglio 2019

«Grazie di tutto Tsipras», ma oggi la Grecia svolta a destra

Oggi si vota nel Paese europeo che ha attraversato la crisi economica e finanziaria più devastante degli ultimi anni.
I paradossi della politica: la sinistra ha praticamente salvato la nazione, ma tutti i sondaggi premiano i conservatori di Nuova Democrazia

Il paradosso della politica

«Grazie di tutto Tsipras», ma oggi la Grecia svolta a destra
Elezioni anticipate oggi in Grecia, dopo i risultati delle Europee. E siccome, in politica, il paradosso è sempre dietro l’angolo, l’attuale governo di sinistra (Syriza) che ha dovuto fare politiche “di destra” (salvando la nazione), rischia seriamente di doversene tornare a casa, con molte pive nel sacco. “Sfortunato quel Paese che ha bisogno di eroi”, predicava Bertolt Brecht. Beh, un “eroe” l’Ellade contemporanea ce l’ha avuto: il primo ministro Alexis Tsipras, brillante intellettuale “sinistrorso” che, arrivato al potere per rivoluzionare l’Europa e i suoi cerberi monetaristi, è stato, invece, proprio lui a essere messo sottosopra dagli occhialuti ragionieri di Bruxelles e Francoforte.

Tsipras ammirevole

Tsipras è stato ammirevole. Da leader intelligente e pragmatico, si è calato un rospo dopo l’altro, mettendosi sotto i piedi persino le tavole della legge di Carlo Marx. Lo ha fatto rinunciando ai suoi modelli ideali, e comprendendo che, come dice un vecchio adagio, qualsiasi schifosissima minestra è sempre meglio di un salto da una finestra del quinto piano. I greci lo hanno capito fino a un certo punto. E così, siccome la gratitudine non è di questo mondo, oggi, secondo i sondaggisti, gli voteranno contro, “punendolo” per il suo coraggio e premiando ND (Nuova Democrazia), una specie di DC giurassica all’ombra del Partenone.

Torna Nuova Democrazia

Syriza non dovrebbe aggiudicarsi più di 75-80 seggi, mentre Nuova Democrazia, con polls intorno al 40%, mira alla testa: vuole la maggioranza assoluta di oltre 151 seggi. Qualcuno azzarda che potrebbe arrivare anche a 160 seggi, sfruttando il premio di maggioranza di 50 seggi. Gli altri partiti di sinistra e di sinistra-sinistra sono polverizzati. I comunisti del KKE vengono dati tra i 12 e i 18 seggi; Kinal, la coalizione che include i rimasugli del vechio Pasok socialista, si attesterebbe tra 18 e 22 seggi; mentre il MeRA25 dell’ex Ministro delle Finanze Varoufakis (molto più a sinistra di Tsipras) se dovesse superare lo sbarramento del 3% potrebbe arrivare a 10 seggi.

Vecchi colpevoli tornano

I centristi di EL (“Soluzione Greca”) sono anche loro al gancio del 3%, per cui basta poco per acchiappare fino a 10 seggi o per tornarsene a casa a mani vuote. Stesso discorso per i “destra-destra” di “Alba Dorata” (considerati da molti dei naziskin in doppio petto); ma loro potrebbero farcela a superare l’asticella della quota proporzionale. Un paio di altri partitini sono invece chiaramente out. E così, sta per riagguantare il potere un centro-destra buono per tutte le stagioni che, sicuramente, è uno dei colpevoli più indiziati (ma la “bandiera” la portano i socialisti del Pasok) della crisi devastante che ha messo la Grecia in ginocchio, da molti anni e ancora per molti anni.

Debiti sino al 2060 e promesse

Sì, perché secondo i calcoli fatti, l’Ellade continuerà a pagare cambiali per sanare i suoi debiti fino… al 2060. Babbo Natale-Mitsotakis (Kiriakos), il leader di ND ha promesso mari e monti: una rinegoziazione del debito (balle), l’abbassamento delle tasse (possibile, ma non probabile) e la privatizzazione di molti servizi pubblici (probabile, ma possibile fino a un certo punto). Insomma, ci siamo capiti. La colpa è sempre di quelli che c’erano prima. Anche se fino a cinque anni fa spendevano e spandevano un po’ tutti senza ritegno. Ma la gente ha la memoria corta. Ed è stanca. Soprattutto i giovani che, in molti, secondo i sondaggi della BBC, voteranno a sorpresa proprio per la destra.

Premio ai vecchi peccatori

La “cura” per la malattia finanziaria della Grecia, prima acuta e poi cronica, è stata di una pesantezza unica e ha seriamente rischiato di ammazzare l’ammalato. Che però è ancora vivo e respira e non è stato totalmente “commissariato” da qualche salumiere della Turingia. E’ vero, i greci sono usciti da sotto un treno in corsa, ma ora premiano i macchinisti che hanno contribuito a fare deragliare il convoglio e girano le spalle al “dottor” Tsipras, la cui medicina è stata troppo amara, anche se li ha tolti da un fondo di letto d’ospedale. Anzi, da un lazzaretto. Non lo amiamo svisceratamente e non condividiamo per niente alcune (visionarie) visioni dell’economia. Ma lo stimiamo, perché ha salvato il suo Paese rimangiandosi tutte le pagine del suo vecchio “libro” di dottrina sociale e bevendosi fino alla feccia il calice del monetarismo più ottuso.

Quando i greci sul Monte Taigeto

In fondo, ha saputo evitare che la Commissione Europea facesse fare ai greci la fine dei figli “rifiutati” di Sparta, che venivano allegramente scaraventati dal dirupone del Monte Taigeto. I cugini ellenici, lo abbiamo ripetuto come un mantra, escono da oltre 10 anni di crisi spaccaossa, economica e sociale, durante i quali hanno attraversato le sette leghe di procellosi oceani finanziari, riuscendo a salvare la pellaccia. Per un pelo non hanno fatto la fine del Titanic, colando a picco come un ferro da stiro. Poi una coalizione di dei dell’Olimpo li ha salvati, riuscendo a mettere nelle cucurbitacee di politici e cittadini che, dopo tanto magna-magna, forse era arrivato il momento di stringere la cinghia. Solo che, stringi di qua e stira di là, sono finiti pure i buchi della cintura e si sono abbassati molti pantaloni. E ora, in molti, vogliono cambiare cavallo, sperando di tornare a coprirsi le terga. Vedremo.

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