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martedì 15 Ottobre 2019

Scontro sottomarino Russia Usa? Sospetti sull’incidente

Battaglia tra sommergibili nucleari nell’Artico? Fonti vicine ai servizi segreti israeliani, a volersi fidare. L’incendio possibile copertura.
Putin e Pence annullano tutti gli impegni, convocate riunioni d’urgenza alla Casa Bianca e al Cremlino. Avvisato anche il Papa….

Battaglia tra sommergibili nucleari nell’Artico?

Scontro sottomarino Russia Usa? Sospetti sull’incidente
Noi le notizie le diamo sempre, anche se possono essere mezze verità o, nel caso specifico (speriamo) un puro rimbalzo di “misunderstandings”, incomprensioni, tra fonti diverse. L’importante è mettere le mani avanti, avvisare i lettori e fare la “tara”. Dunque, tenetevi forte, l’affaire del sommergibile nucleare russo incendiatosi l’altro giorno potrebbe essere più complicato del previsto. Il sito israeliano “Debka”, notoriamente legato al Mossad, la spara grossa: nel Golfo dell’Alaska si sarebbe (il condizionale è d’obbligo) svolta una vera e propria battaglia tra sottomarini atomici russi e americani. Sembra fantapolitica, ma è quanto dichiarano a “Debka”. Che talvolta fabbrica castelli in aria, ma che altre volte (purtroppo) ci azzecca, prima degli altri.

Siluro Balkan 2000 contro ‘sub’ Usa

Secondo gli analisti di Gerusalemme, i russi, intercettati (e presi di mira?) avrebbero sparato un siluro “Balkan 2000” colpendo il “sub” Usa. Gli israeliani parlano di “scuttling”, serio danneggiamento o vero e proprio affondamento. Parallelamente (copertura?) è stata diffusa la notizia dell’incidente nel Mare di Barents, vicino Murmansk, a migliaia di chilometri di distanza. In questo caso si tratterebbe di un incendio “autonomo” e di almeno 14 morti. Immediatamente dichiarati “Eroi della Russia”. Per un incendio? Boh. Le cose certe sono che da quel momento si è scatenata una tempesta politico-diplomatica. Putin ha annullato tutti gli impegni e ha immediatamente convocato il suo Ministro della Difesa, Sergei Shoigu per un faccia a faccia.

Allarme generale anche negli Usa

Anche a Washington il vicepresidente Pence è stato “precettato” da Trump, senza alcuna spiegazione, e ha annullato i suoi appuntamenti nel New Hampshire, precipitandosi alla Casa Bianca. Sempre fonti israeliane “di prima mano”, fanno sapere di un insolito stato di massima allerta tra i vertici della Difesa europea, a Bruxelles. Nel frattempo, tanto per chiudere in gloria e alimentare ulteriori dubbi e sospetti, la Sala Stampa vaticana ha fatto sapere “di avere messo al corrente il Papa dell’accaduto”. Per un incendio? Altre perplessità sorgono per il modo con il quale è stato “confezionato” il comunicato stampa del Ministero della Difesa di Mosca. Nel bollettino si fa cenno a un incidente avvenuto “nelle acque territoriali russe”.

Timori sulla catena di comando

Una vera e propria “excusatio non petita”, dal momento che le basi di Severomorsk, Murmansk e l’area del Mare di Barents sono ben distanti da altri Paesi. Insomma, nessuna possibile confusione. Se quello che scrivono gli israeliani fosse vero, saremmo riprecipitati in piena guerra fredda. Anzi, in una di quelle situazioni che assomigliano molto alla pericolosissima crisi dei missili di Cuba nel 1962. Come hanno reagito i media americani? Quelli più autorevoli hanno preso per buona la versione dell’incendio nel Mare di Barents. Anche se qua e là emerge qualche disorientamento. Più loquaci (al solito) quelli che potremmo definire i siti web di “controinformazione”. Certo, se i fatti fossero questi staremmo freschi. Altro che confronto globale e crisi regionali, a partire dal Medio Oriente.

Ci troveremmo davanti a quello che abbiamo sempre temuto: una rottura della catena di comando e la pericolosa tendenza, di qualche militare “più realista del re” a premere il bottone sbagliato nel momento sbagliato. Ricordate il film “Caccia a Ottobre Rosso”?

 

AVEVAMO DETTO

Incidente nel sottomarino nucleare russo, 14 morti e l’incubo Kursk

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