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sabato 25 Gennaio 2020

Tunisia a 100 giorni dal voto, tre attentati e presidente in fin di vita

Tunisi, due attentati kamikaze nella capitale e uno a Gafsa. Morto un poliziotto e 11 feriti. Il presidente Essebsi ricoverato per un malore è grave. Rischio di una tornata elettorale sotto stato di emergenza, in vigore quasi ininterrottamente dal 2011

Peggio di quanto appare

Tunisia a 100 giorni dal voto, tre attentati e presidente in fin di vita
Sintesi da agenzia. «Un kamikaze si è fatto esplodere vicino all’ambasciata di Francia. Poi un’altra esplosione nella sede dell’Unità antiterrorismo (un terzo attentato lontano dalla capitale). Nella esplosione causata dal primo kamikaze, nel centro della città, è morto un poliziotto, un altro agente è rimasto ferito, insieme a tre civili. Nell’altro attacco avvenuto alla sede dell’antiterrorismo, invece, sono 4 i militari rimasti coinvolti. Sono stati sferrati all’indomani del quarto anniversario della strage del resort a Sousse del 26 giugno del 2015».

La ricorrenza e il presidente

La sfida nell’anniversario della strage precedente senza un bis clamoroso per la maggior vigilanza oggi e la minor determinatezza dei sue attentatori suicidi e il presidente presidente ricoverato per un grave malore, dato prima per morto e poi -rileva Emma Mancini sul Manifesto- ‘resuscitato’ dalle note ufficiali, ma certo in condizioni gravi. Situazione grave in Tunisia, il giorno dopo il quarto anniversario della strage sulla spiaggia di Sousse e a poco più di tre mesi dall’inizio di una lunga tornata elettorale per il rinnovo di parlamento e presidenza.

Cercavano la strage

I due kamikaze che hanno colpito nel cuore di Tunisi, tra Rue Charles de Gaulle e Avenue Habib Bourghiba (un morto e sette feriti, di cui tre civili) e la sede della guardia nazionale nel distretto di al-Qarjiani (quattro ufficiali feriti), cercavano la strage clamorosa che per diverse circostanze è fortunatamente mancata. Poco prima, all’alba, veniva colpita Gafsa, a sud: un commando armato ha sparato sui militari a protezione delle infrastrutture di trasmissione su Monte Orbata. «E mentre si speculava sulle possibili responsabilità, un’ultima ora attraversava i media tunisini: il 92enne presidente Beji Caid Essebsi ricoverato in gravi condizioni».

Il presidente certamente grave

Nel primo pomeriggio la morte del presidente era data per certa dai quotidiani nazionali, per essere smentita successivamente dalla presidenza, i cui portavoce hanno comunque parlato di condizioni «gravi ma stabili». Emergenza terrorismo e non solo, e il Parlamento si convoca per discutere degli attentati e della salute del presidente. Situazione politica tesa. Beji Caid Essebsi, fuori partita per età e per salute, lascia in eredità una situazione politica difficile. Nell’ultimo anno la coalizione di governo tra il partito islamista moderato ‘Ennadha’ e il laico ‘Nidaa Tounes’ ha perso pezzi importanti a partire dal premier, Youssef Chahed, che a settembre è uscito portandosi via 40 deputati.

Le piaghe politiche tunisine

Riforme strutturali promesse, necessarie, ferme. ‘Le tradizionali piaghe tunisine’, leggiamo, ma andrebbero bene come dannazioni per mezzo mondo: ‘corruzione, disoccupazione giovanile, disuguaglianze economiche, marginalizzazione delle aree periferiche’. Disagio sociale e scontento diffuso, «alto tasso di giovani facilmente reclutati dall’allora rampante Stato islamico e la costante emigrazione all’estero», denuncia Emma Mancini. E non aiuta l’ormai perenne stato di emergenza, dichiarato durante la primavera tunisina del 2011 e da allora quasi ininterrotto. L’ultima estensione è del 5 giugno scorso, per un altro mese, nonostante in parlamento si discuta se sia arbitrario e incostituzionale.

Parlamentari e presidenziali prossime

In attesa di una improbabile legge che sostituisca il decreto presidenziale del 1978, giudicato incostituzionale perché arbitrario e incostituzionale, il rischio concreto dopo gli attentati di ieri è di arrivare alle parlamentari del 6 ottobre e le presidenziali del 17 novembre ancora sotto ”stato di emergenza’. Limitazioni forti alle manifestazioni politiche nuove leggi elettorali alla firma presidenziale. Per la prima volta una soglia di sbarramento del 3% per le politiche, a ridurre la frammentazione parlamentare, e l’esclusione dalla corsa alla presidenza per chi possiede mezzi di informazione. A restare fuori sarebbe Nabil Karoui, proprietario della tv Nesma, dato in testa dei sondaggi. ‘Sarebbe’, perché manca la firma di Essebsi. Presidente moribondo, emendamento di legge a rischio e voto anticipato con vecchie regole. Tunisia il forte crisi.

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