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mercoledì 18 Settembre 2019

Usa, accanimento Iran: più sanzioni verso la guerra o salvare la faccia?

Minacce dirette anche la Guida Suprema, Alì Khamenei. Si consolida il “partito della guerra” al quale si iscrive anche Pompeo. Bufale e mezze verità sulla “cyberguerra”. Pochi parlano della “linea rossa” tra l’US Navy e i Pasdaran.

Nuove sanzioni all’Iran
ma per arrivare a cosa?

Usa, accanimento Iran: più sanzioni verso la guerra o a salvare la faccia?
Nuove, dure (e provocatorie) sanzioni americane contro l’Iran sono state annunciate da Trump e verranno definite nelle prossime ore. Si sa che colpiranno anche la Guida Suprema Alì Khamenei, tanto per gettare altra benzina sul fuoco. Trump è convinto che così potrà strangolare la Teocrazia, provocando tumulti di piazza, rivolte per il pane e, in cauda venenum, l’implosione del regime. Occhio, però. L’Iran non è la Libia e Khamenei e la compagnia di giro degli ayatollah non è manco lontanamente paragonabile a Gheddafi e al suo regime. Quando gli Stati Uniti scatenarono la guerra di aggressione contro Teheran “per procura”, utilizzando Saddam Hussein, le cose non andarono per come si aspettava la Cia. Un milione e mezzo di morti e uno scanna-scanna durato otto anni, paradossalmente rafforzarono (e imbestialirono) gli ayatollah e crearono la rogna Irak, un Paese amico-nemico che poi combinò quello che combinò.

Casa Bianca e Partito della guerra

Non è un caso se, intanto, il “partito della guerra” alla Casa Bianca si rafforza. Secondo il New York Times, per scavalcare l’influenza (perfida) ormai consolidata di John Bolton su Trump, anche Mike Pompeo si è iscritto al “club dei falchi”. Anzi, guerrafondaio lo è sempre stato. Solo che, finora, ha mantenuto una posizione un tantino più defilata rispetto a quella “bombarola” del Consigliere per la Sicurezza nazionale. Ma il suo integralismo bigotto era già noto. Se finora ha fatto meno struscio di Bolton è solo perché politicamente è più scafato. E ambizioso. Ha eccellenti rapporti con la figlia di Trump e col genero Kushner, quello che suggerisce nuove strategie dollaresche sulla Palestina. Che volete? Sono palazzinari e pensano che l’orgoglio e lo spirito di una nazione si possano comprare come il cemento. Ma torniamo all’Iran. Pompeo, Bolton e la “capa” della Cia, Gina Harper, volevano riempire di missili gli ayatollah.

Guerra in conto saudita-israeliano

Dare fuoco alle polveri e poi, magari, godersi il falò come Nerone, dall’alto di qualche terrazzo dei Palazzi che contano in Arabia Saudita. Sì, perché la tresca con Israele e Mohammed bin Salman, sceicco duro e puro e padre-padrone a Riad, è ormai conclamata. Morte all’Iran (e al suo petrolio) e facciamo vedere chi comanda nel Golfo Persico. Giovedì scorso, Trump stava quasi per cadere nel trabocchetto. Poi, qualcuno, dal Pentagono, gli ha detto di contare fino a 10 prima di fare fesserie, che avrebbero potuto scatenare una escalation incontrollata. Nella squadra del Presidente, chi si incarica di gestire la prossima campagna elettorale gli avrà ricordato come, nel suo programma neo-isolazionistico, ci sia scritto che i soldati Usa debbano essere ritirati dalle aree di crisi. Mentre lui, con l’Iran, rischia di mettere in moto un formidabile tritacarne, che potrebbe fargli perdere le speranze di vincere un secondo mandato alla Casa Bianca.

‘Jamminjg’ a drone abbattuto

Insomma, la pace ha mille facce, come la guerra. Ma nessuna è quella del cuore. Lo abbiamo scritto in tutte le salse, il diavolo prepara le pentole, ma poi gli sballano i coperchi. Facciamo un esempio terra terra, sul quale molti giornali hanno titolato, dimenticandosi di sottolineare la malafigura degli Stati Uniti, che sull’affaire del “drone” hanno perso la faccia. E ora rischiano di perdere pure le terga. Cyberguerra. Gli americani hanno messo un “verme” nei computer iraniani che controllano il lancio dei missili? Calma e gesso. La notizia circola da almeno nove anni. E gli “hacker”, semmai, sono di Tel Aviv. E’ un’altra bufala “aversana”, insomma, e di questo passo la Casa Bianca diventerà un caseificio. Le contromisure elettroniche e gli apparati Sigint esistono da quando Berta filava. Fanno “jamming” (che potremmo tradurre, con un neologismo, col verbo “marmellatare”). Consiste nell’accecare i radar di scoperta aerea e di puntamento-bersagli del nemico, utilizzando un catafascio di onde elettromagnetiche.

Ben 4 avvertimenti da Teheran

Risultato? Una vergogna, perché gli iraniani hanno contromisure elettroniche sofisticatissime, “Made in Russia”, e hanno abbattuto lo stesso l’aereo senza pilota (“unmanned”) Usa che, detto per inciso, costa più di Trump quando ha la cravatta… Tutti zitti e mosca, invece, sulla “linea rossa” tra al-Manama e Bushehr, che ha indotto Trump a non attaccare, dopo avere scoperto che il Pentagono era stato avvisato quattro volte dello sconfinamento del “drone”, prima che fosse abbattuto. Ognuno la racconta come vuole. O come può.

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