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giovedì 21 Novembre 2019

Istanbul laica rivota il suo sindaco e ammonisce Erdogan

A Istanbul vince la Turchia laica contro il presidente-padrone Erdogan. Ekrem Imamoglu, rieletto sindaco a furor di popolo, fino a ieri un bravo amministratore locale, si avvia a diventare l’uomo capace di mettere a repentaglio il potere di Erdogan.

‘Chi ha Istanbul possiede la Turchia’
disse l’allora sindaco Erdogan

A Istanbul vince la Turchia laica delle città, rispetto alla Turchia islamica e conservatrice che rappresenta la forza elettorale numericamente ancora vincente nel Paese del presidente-padrone Erdogan. Da oggi un po’ meno ‘Sultano’ e con un partito ed una strategia di potere tutta da ripensare da qui al prossimo confronto politico nazionale. Sì, perché a Istanbul, la ‘sua Istanbul’, Erdogan ha preso una bastonata sonora, di quelle che fanno male, ben oltre gli 800 mila voti di differenza sul suo candidati ed ex premier perdente. Un no a lui e ai suoi superpoteri e alle leggi emergenziali e alla galere colme, al suo partito AKP islamista prenditutto che ha imposto queste elezioni bis contando sul suo potere capillare per rovesciarne il risultato a suo vantaggio. Errore per troppa arroganza e forse, l’inizio della fine politica di troppo potere troppo a lungo esercitato.

Imamoglu, abile sindaco sconosciuto

Ekrem Imamoglu, il semisconosciuto ri-sindaco di Istanbul, che non solo vince, ma stupisce. Il 31 marzo aveva vinto per soli 13mila voti, ieri ha dato al suo avversario un distacco di dieci punti percentuali: 54% contro 45%, 800.000 voti in termini assoluti. Ma è quando sale sul palco per annunciare la vittoria che Imamoglu mostra la statura del leader. L’uomo pacato che ha saputo vincere contro l’arroganza esibita di Erdogan e affiliati, accontentare la folla con un solo urlo di vittoria. Non solo sua: «Oggi ha vinto la democrazia. Abbiamo chiuso una vecchia pagina e ne abbiamo aperta una nuova. Lavorerò senza escludere nessuno. Voglio ringraziare e abbracciare tutti anche chi non mi ha votato». Poi la vera rottura con l’aggressività avversaria: «Signor presidente sono pronto a lavorare con lei per il futuro della città». Con Erdogan costretto a fare buon viso a cattivo gioco: «Mi congratulo con Ekrem Imamoglu che ha vinto le elezioni», ha scritto su Twitter.

16 milioni di abitanti su 2 continenti

«Sarò il sindaco di 16 milioni di persone, nessuno sarà escluso, è finito il tempo di pregiudizi, divisioni, conflitti, voglio una città in cui tutti, nelle loro diversità, si abbraccino. C’è tanto da fare e siamo stanchi delle faide politiche». Dunque anche Istanbul contro il potere presidenziale di Erdogan, Dopo Ankara e Izmir-Smirme e tante altre gradi città contro l’islamismo autoritario e conservatore di Erdogan. Scendendo ai dettagli politici locali, è la data del 6 maggio l’inizio della fine, quando l’AK Parti chiede e ottiene elezioni bis. Una forzatura percepita trasversalmente come un’ingiustizia, che ha fatto crescere la popolarità del candidato laico. Lo stesso elettorato dell’Akp non ha gradito. A Fatih, una roccaforte conservatrice, il candidato del Chp è passato dal 46% al 59,4%. A Beyoglu, nel cuore della città, Yildirim ha perso il 3%. Ed ecco Ekrem Imamoglu, fino a ieri un bravo amministratore locale, avviarsi a diventare l’uomo capace di mettere a repentaglio il potere di Erdogan.

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