giovedì 18 luglio 2019

Ucraina rischio crack: ‘Usati contro la Russia e ora di noi se ne fregano’

Il nuovo presidente Zelensky in tour dai creditori, con il fantasma del default controllato. Il conflitto ha ridotto sul lastrico il Paese. Abbandonati da Regno Unito, Francia e Germania, gli Usa hanno ormai perso la partita con la Russia. Il programma di aiuti dal fondo monetario, di 3,9 miliardi di dollari, ma la prima tranche di 1,4 miliardi di dollari non arriva.
Gli Stati Uniti hanno spinto per una ristrutturazione del debito dell’Ucraina e un congelamento dei versamenti per quattro anni, per evitarne il fallimento. Quello che era stato negato alla Grecia. Ma non più di questo.

Scommettere ancora sull’Ucraina?
Meglio, l’Ucraina ci serve ancora?

Ucraina rischio crack: ‘Usati contro la Russia e ora di noi se ne fregano’ 
La prima (Scommettere ancora sull’Ucraina?) è la domanda formalmente educata che circola nelle cancellerie occidentali, da Washington all’Europa. La seconda (L’Ucraina ci serve ancora?), è il cinico dubbio reale che sta dietro a tante parole e ad un fiume di miliardi che, ad ovest dell’Ucraina si sono stufati di sborsare senza vedere contropartite almeno politiche. E così, nella cronaca di Yurii Colombo sul Manifesto, apprendiamo del difficilissimo inizio di Volodymir Zelensky, neo presidente, in giro per le capitali europee che contano col cappello in mano, a chiedere. Prima a Berlino da Angela Merkel, a incassare il sostegno tedesco facile e senza costi di un No alla separazione del Donbass filo russo. Ma poi la conferma della pipeline che porterà gas e petrolio russi attraverso il Baltico scavalcando l’Ucraina, e ‘peggio per voi’. Il dialogo con Putin è prioritario, il messaggio.

Alleati o creditori?

Il presidente ucraino ha provato anche a convincere gli imprenditori tedeschi che il suo paese non sta pensando a un ‘default controllato’, o alla bancarotta. Pronti a pagare i debiti, o almeno a provarci. Il vicepresidente dell’amministrazione presidenziale, Alexey Goncharuk, in un’intervista ha sostenuto che «l’Ucraina sta lavorando alla preparazione del lancio alla fine del 2019 di un programma di cooperazione di 3-4 anni con il Fondo monetario internazionale». Programma Ucraina e Fmi approvato il 19 dicembre 2018, con 3,9 miliardi di dollari promessi. A Kiev ancora aspettano la prima tranche di circa 1,4 miliardi di dollari, ma a Washington non si fidano di Kiev, che accusano (ma senza dirlo ufficialmente) di aver gettato al vento ben 11 miliardi di prestiti negli ultimi 5 anni senza aver ottenuto nessuna “riforma”.

Poroshenko e destra sperperante

Riforme del sistema giudiziario e doganale ucraino «lacrime e sangue» in chiave anti-corruzione sbandierate per anni e mai viste. Ora Zenelsky promette che taglierà a metà i dipendenti della pubblica amministrazione. 50% in meno di clienti e votanti alla vigilia di elezioni politiche di luglio? Più una battuta comica che un promessa credibile. Ed ecco che la missione del Fmi, arrivata a Kiev il 21 giugno è già rientrata negli Usa. Nessuno ha intenzione di sganciare altri denari senza avere in cambio qualcosa di più delle promesse. «Attenderemo le elezioni di luglio e la formazione del nuovo governo prima di stanziare la quota indicata» è stato il commento/avvertimento del capo delegazione del Fmi Ron van Rooden. Anche perché nell’entourage di Zelensky qualcuno che pensa al default controllato c’è.

Vi siamo serviti e ora ci scaricate

L’oligarca Igor Kolomoisky, sostenitore e socio in affari -dicunt- con il presidente, in una intervista al Financial Times, ha sostenuto che l’Ucraina dovrà rifiutarsi di pagare il debito «se non vuole fare la fine della Grecia al guinzaglio del Fmi». Secondo Kolomoisky «la vittoria di Zelensky alle elezioni ha dimostrato che gli ucraini non vogliono le riforme economiche richieste dal Fondo». Se il nuovo presidente continua ad «ascoltare l’occidente alla fine diventerà come Poroshenko con il 10-15% dei consensi e non il 73%». Linea un po’ ‘salviniana’ con qualche piccola ragione politica. «Si è usata l’Ucraina per far male alla Russia ma in realtà a nessuno interessa del nostro paese. Gli Usa e la Ue dovrebbero cancellarci il debito come contropartita per le sofferenze che abbiamo subito per colpire la Russia al posto loro».

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